Il consigliere regionale pontino del PD Enrico Forte auspica una nuova fase del partito

Enrico Forte

Una volta messo al sicuro la sua elezione, ecco che la pesante sconfitta elettorale che ha visto il PD non confermato nessun parlamentare del partito espressione del centro sinistra pontino, anzi la pesante sconfitta subito dal già senatore di latina Claudio Moscardelli ha acuito la differenza del gruppo d Salvatore la Penna, che rappresenta la maggioranza, e il gruppo Forte- Amici che rappresenta la minoranza del partito, un partito che da più parti fa acqua. Per questo il consigliere regionale Enrico Forte, alla vigilia dell’elezione del nuovo segretario provinciale, ha scritto un a lettera invitando tutti a una nuova fase del partito: “Innanzitutto, dovremmo fare tesoro delle parole pronunciate dal segretario nazionale Martina pronunciate domenica scorsa dal palco di piazza del popolo a Roma: “Abbiamo capito”. Due parole semplici che nessuno aveva mai scandito in maniera così netta. A quanto pare c’è una parte del Pd pontino che vuole andare in tutt’altra direzione, mostrando l’intenzione di mantenere una continuità politico-gestionale attraverso una segreteria provinciale sul cui destino si dovrà decidere il 7 ottobre. Da parte mia immagino tutt’ora  un percorso diverso, di condivisione delle scelte e rilancio del partito che, in questa fase, dovrebbe dotarsi di una guida  che metta da parte  ambizioni e destini personali a favore della comunità di donne, uomini e giovani democratici pronti a rimettersi in cammino solo se qualcuno dirà loro, appunto: “Abbiamo capito”. L’analisi politica a livello territoriale è ancor più impietosa di quella nazionale: gli accordi elettorali del Pd non hanno pagato, la fuga dell’elettorato verso il civismo che non ha il coraggio di esserlo sino in fondo,  sta tradendo ogni aspettativa; l’avanzata pericolosa di un centrodestra estremamente agguerrito ha bisogno di un argine fatto di buon senso. Quello che oggi le forze moderate non rappresentano neanche lontanamente.  Anche Latina ha una sua piazza del Popolo, ma oggi ci appare più vuota che mai, emblema di una città che non sa dove andare e alla quale il Pd risponde con un nuovo arroccamento, con le solite liturgie che negli anni hanno prodotto solo disaffezione, portandoci pericolosamente vicini all’irrilevanza politica. Atomi di un partito che rappresenta solo la propria classe dirigente.  Mettersi in discussione rappresenta un vero e proprio atto d’amore verso un Pd che  ancora oggi può svolgere un ruolo importante sia piano locale sia su quello nazionale. Vorrei che qualcuno dicesse, a chi ha preferito l’astensione o ha sperimentato l’onda giallo-verde, che anche a Latina “Abbiamo capito”. Io mi sento di dirlo, ed aprire un dialogo con quanti, compresi gli errori, vogliono tornare a parlare con le persone,  ascoltare critiche e proposte costruttive”.

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