Alessio D’Amato

Sicuramente l’emergenza Coronavirus da qualche giorno in provincia di Latina sta scemando i suoi effetti, anche grazie al comportamento prudenziale delle persone e dai decreti regionali e nazionali che hanno regolamentato l’epidemia. Ma è tempo di ritornare alla normalità come sostiene il presidente della Commissione regionale alla Sanità il pontino Giuseppe Simeone: “Programmare la riapertura per attività ambulatoriali, visite e prestazioni diagnostiche, tornare alla gestione ordinaria degli ospedali facendo ripartire la chirurgia in elezione. Nel corso dell’odierna seduta della commissione Sanità ho ritenuto opportuno mettere in rilievo alcune problematiche che necessitano di risposte chiare ed in tempi rapidi. L’emergenza epidemiologica da Covid è ancora in corso e guai ad abbassare la guardia. Ciò non toglie che occorre cominciare a programmare nel dettaglio la fase ordinaria. Le prenotazioni al Cup sono ferme da marzo. Mi riferisco alle visite ambulatoriali, agli esami diagnostici e a tutte le prestazioni specialistiche di fatto bloccate proprio in coincidenza dell’inizio dell’emergenza sanitaria. La situazione delle liste d’attesa era già difficile, visti i tempi lunghi previsti per buona parte delle prestazioni. Ora si vanno ad aggiungere altri 90 giorni di stop. Non è il caso di anticipare di qualche giorno la riapertura dell’attività ambulatoriale? E’ davvero impossibile garantire l’effettivo funzionamento di tutti i servizi sanitari magari già a partire dal 18 maggio? Allo stesso modo mi chiedo, come si intende affrontare il problema delle liste d’attesa? Ricordo che i piani straordinari varati in questi anni non hanno prodotto alcun effetto. E’ in grado l’amministrazione regionale di intervenire con il varo di un vero piano programmatico che garantisca al cittadino l’erogazione di visite/esami di specialistica ambulatoriale entro tempi di attesa certi? Un altro problema è rappresentato dalla necessità di riprogrammare la gestione ordinaria degli ospedali, a partire dalle attività in elezione. Al momento nei nostri ospedali si lavora solo in urgenza e devo purtroppo constatare che nei nosocomi del Lazio rimane sospesa l’attività chirurgica programmata. Mi domando, non è il caso di riprogrammare la gestione ordinaria il prima possibile in modo da smaltire l’arretrato? Registro invece con soddisfazione l’avvio dei 300.000 test sierologici sulle forze dell’ordine, rispettivamente Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria, Esercito ‘Strade Sicure’, Guardia Costiera, fino alla Polizia locale. Come del resto il test verrà eseguito sugli operatori sanitari, compresi medici, pediatri e farmacisti. Il test ci consentirà di capire quanto, come e dove ha circolato il virus nel nostro territorio. Un passaggio importante da noi auspicato da molto tempo e che finalmente viene portato a compimento.”

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