Musici Viator
Musici Viator
Tamburo
Musici Viator
Tamburo
Musici Viator
Pera
Persone presenti
Musici Viator
Musici Viator
Tamburo
Musici Viator
Piva
Viella
Tamburo
Viella
Musici Viator

 

Alla fine della intensa serata dedicata alla presenza dei dieci anni della sezione di Amnesty International a Formia, ecco che si è offerto un concerto dove note musicale e narrazione culturale sono andato a braccetto, e il terzetto che ha animato questo concerto si chiama Musici Viator, che hanno usato delle rielaborazioni di antichi strumenti musicali che poi hanno prodotto un effetto sono interessante. Un repertorio fato essenzialmente di musiche popolari con cui hanno aperto questo interessante viaggio musicale, spiegando prima di tutto che cosà è la musica. Etimologicamente la musica prende nome dalle muse, cioé le ispiratrici delle arti, che erano delle antiche figure mitologiche che poi hanno riportato l’emblema della musica che in realtà era una recitazione cantata di versi è il primo esempio di questo è sicuramente il Cantico delle creature che san Francesco ha composto, ma il più importante esempio di musica recitativa sono i Carmina Burana degli antichi romani, che i Viator, i musici viaggiatori che poi incontrano altre culture, con dei testi sacri e profani che vengono eseguiti indifferentemente. Uno degli aspetti dove ci sono i musici che viaggiano sono le vie della Cristianità dell’Alto Medioevo, come la Via Francigena che portava a Roma, la via che portava a Gerusalemme e la via che portava al santuario spagnolo di Santiago de Compostela. Queste vie che portavano in questi luoghi facevano si che si accostava la musica al pellegrinaggio, per esempio una delle vie sacre portava al santuario benedettino di Montserrat che era un santuario dedicato alla Madonna, proprio qui è iniziata la commistione tra sacro e profano, dove pezzi sacri si alternavano a pezzi profani. Dopo la spiegazione affascinante dei cammini sacri, è ripreso il concerto con la piva, strumento a fiato molto antico che insieme agli altri strumenti suonati, il repertorio ha avuto veramente inizio, mostrando le capacità musicali versatili di questo trio che sicuramente fanno di questa musica anche un percorso culturale sopraffino, non solo il piacere di suonare. Il brano eseguito era un canto dedicato alla santa vergine. E’ cominciata anche la descrizione degli strumenti utilizzati nel concerto, con il primo strumento che è l’antesignano del violino, ovvero la Viella che era un violino a cinque corde. ovviamente non è quello originale ma una ricostruzione fedele dello strumento antico, e questi strumenti sono anche raffigurati in antichi affreschi o bassorilievi come a Santiago di Compostela, e questa Viella era da gamba o da braccio e l’iconografia lo descriveva a cinque corde ed è uno strumento legato alla musica sacra. Alla famiglia poi appartiene una altro più piccolo a forma di pera che si chiama dama rebeca o rebecca, che fa riferimento al racconto del gigante Morgante dove si racconta che tutte le sere si suonava questo strumento. Comunque la musica popolare è rimasta con gli stessi canoni dove gli antesignani di questa musica è stata quella irlandese che ha subito l’influenza della musica scozzese, appartenente allo stesso ceppo gaelico, La musica strumentale nasce in Italia con i saltarelli, che è un codice musicale di Firenze risalente al 13° secolo e in realtà non ha niente a che vedere con il saltarello, che è il pezzo eseguito con maestria dai tre musicisti. Gli strumenti sono costruiti con metodo artigianale, ma il concetto di canto è qualche cosa di profondamente diverso mentre la musica era funzionale allo scopo visto che la musica serviva sopratutto per ballare, anche perché la musica è funzionale allo scopo. Come poi la passione che ballava e impegnava i musicisti questa cosa diventa vantaggiosa, volendo soddisfare stregati dalle corde, meccanismi non corde simili a quelle del violino e quindi l’esempio del saltarello è sicuramente stato importante , armonicamente e  musicalmente con una azione strumentale abbastanza efficace dal punto di vista del recitato. Il saltarello suonato è stato di tipo medievale e la musica è sicuramente da ballo, ritmicamente molto valida dal viellista e dal tamburello, oltre che il tamburo è stato molto bravo nell’eseguire la ritmica del tempo, accompagnato da piva e viella. La cosa importante che esisteva nel basso medioevo era il cantastorie che era anche un suonatore, infatti suonava vari strumenti in genere è stato elaborato per poter poi essere utilizzato nella musica popolare che si suona con strumenti popolari, e quindi il cantastorie elaborava pezzi suonati e cantati da lui. Dopo che è stato eseguito il saltarello, si è spiegata l’origine e la storia del tamburo che risale alla notte dei tempi, infatti l’origine si perde alla notte dei tempi e che è composta da una fascia di legno e dalla pelle, che principalmente è derivata d capra o da pecora, ma nei paesi del Nord Europa con la pelle di mucca. Perché la forma del setaccio perché la forma circolare riprende esattamente la forma del setaccio, una forma circolare che permette in modo esemplare la diffusione del suono. Il tamburo, a seconda di dove si trova, si chiama in tantissimi modi, ma quello che è il mondo del tamburo può essere fatto anche con elementi aggiuntivi come i sonagli, che possono essere di diverse misure a seconda del tipo di suono si voglia ottenere. Spesso il tamburo viene utilizzato solamente con la voce in determinati canti, ma quello che viene messo in evidenza come il tamburo è lo strumento della ritmica, e per dimostrare questo si è suonato un brano che si usa suonare a Sermoneta in memoria di quando i principi di quelle terre si riunivano nelle sale del castello. Alla fine si è passati alla spiegazione del terzo strumento, la piva, anche questo d origine antica è la più antica, di origine medievale, è la piva bergamasca che è suonata in Provincia di Bergamo, anche questo strumento costruito con pelle di capretto e da questo strumento poi sono uscite fuori tutti gli altri strumenti a fiato di origine popolare come la zampogna. Sono strumenti simili ma diversi nella esecuzione musicale e anche nella costruzione. sono strumenti che derivati dalla Piva bergamasca vengono poi suonati nelle zone vicine al Sud Pontino come Monte San Biagio, Esperia, ed altri ancora. La pelle della piva dura in media 5/6 anni ma può durare anche molto più a lungo. Dopo questo viaggio nella musica da viaggio, musica sacra, strumenti più o meno antichi questo trio ha lasciato gli ascoltatori, che tanti non erano, ma buoni intenditori, con un ultimo brano che ricorda questa tradizione musicale dei musici viator, che ha nel suo DNA culturale la riscoperta di quella musica che è stata compagna di viaggio per secoli prima che le corti rinascimentali cambiassero il modo di concepire la musica.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui