Il Comune di Latina ha confermato che la ciclabile si farà


Ciclabile

L’assessore all’Ambiente del Comune di LatinaRoberto Lessio ha spiegato la vicenda legata alla revoca degli oltre 322mila euro revocati da parte della Regione Lazio. che dovevano essere destinati appunto alla realizzazione della pista ciclo pedonale di collegamento tra Borgo Grappa e Rio Martino: “Confermo nella maniera più assoluta che la realizzazione della pista ciclabile Borgo Grappa-Rio Martino rimane una priorità per questa amministrazione. Il de-finanziamento non pregiudicherà la realizzazione dell’opera perché abbiamo partecipato, d’intesa con il Parco Nazionale del Circeo, ad un altro bando di finanziamento promosso a giugno scorso dal Ministero dell’Ambiente. Una decisione suggerita dalla consapevolezza che, per diversi motivi, la decadenza del finanziamento regionale non sarebbe stata evitabile“. Questa la ricostruzione dell’iter. Il progetto originario presentato alla Regione Lazio risale al 2009 ed è stato poi riaggiornato nel 2013 con un’apposita delibera di Giunta. Ha avuto un primo finanziamento regionale nel 2015, al quale però si sarebbe dovuto abbinare un co-finanziamento del Comune che non è mai stato deliberato. Come per ogni finanziamento regionale anche in questa occasione il Comune di Latina si è impegnato a rendere funzionale e fruibile l’opera entro l’agosto 2016, ad appena due mesi dall’insediamento dell’amministrazione Coletta. Ha detto ancora l’assessore:  “Il Servizio Ambiente si è attivato per ottenere una proroga che poi è stata concessa dalla Regione, sulla base delle autorizzazioni già ottenute e visti gli atti dai quali risultava che tutte le aree interessate dal progetto erano di proprietà comunale. Un presupposto che poi si è scoperto non veritiero. Un tratto significativo del progetto ricade su aree di proprietà della Provincia di Latina per le quali è stato necessario ottenere sia la disponibilità d’uso che la relativa autorizzazione idraulica. Difficoltà che sono state tutte superate al fine di adeguare il progetto le cui autorizzazioni, con durata fissata per legge a cinque anni, sono nel frattempo scadute. Di conseguenza, per confermare il finanziamento regionale sarebbe stato necessario riavviare l’intero iter burocratico. In più si sarebbe dovuto deliberare la quota di co-finanziamento, mai deliberata in passato”.A quel punto, dopo un confronto con il Parco Nazionale del Circeo, l’amministrazione ha ripresentato lo stesso progetto nell’ambito di un altro bando indetto a fine giugno dalMinistero dell’Ambiente per il contrasto ai cambiamenti climatici nei territori dei Parchi Nazionali:  “Auspichiamo per la forza della proposta e per la stretta collaborazione con un Ente importante come il Parco Nazionale, che vi siano delle ottime possibilità di finanziamento dell’opera”. 

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