Rino Menerella – foto di Pietro Zangrillo
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https://youtu.be/g568-o68688

Ecco che uno dei volontari, che già altre volte ha prestato questo prezioso servizio, Rino Menerella, ha offerto uno scorcio di memoria storica legato a questo luogo dove natura e storia antica si baciano l’uno con l’altro: “Questa era la spiaggia mitica di Formia, tutti i formiani qui ci hanno passato tutta l’infanzia e via discorrendo. E hanno beneficiato di tutto, della fauna ittica, delle cozze. Adesso con questo disastro ambientale nessuno si prende cura di queste cose qui, e stiampo andando proprio allo scatafascio. La cosa che più voglio sottolineare è il degrado quando ci sono le mareggiate. Prima o poi crollerà la prima grotta, è tutta lesionata, e prima o poi se non ci mettono mano. Poi voglio dire qualcosa sulla fogna: qui quando vengo a pescare io, nel momento in cui piove, avevano detto che l’avevano tolta, l’hanno tutta incanalata e via discorrendo. Tutt’ora escono delle acque nere, esistendo anche tre scarichi, e uno scarico la mareggiata ha fatto venire fuori ed è recente, uno scarico recente,” Lo stesso Menerella ha voluto anche proporre un piccolo spaccato di vita formiana vissuta: “Una quarantina di anni fa si partiva dal porto dove c’è un cancelletto adesso, qui era tutto ciottolato, e i ciottoli erano parimenti quel rudere lì, non dovevi scavalcare. Adesso se vai li non ci puoi andare, e si poteva accedere fino alla spiaggia di Marina di Castellone, si proseguiva prima che Simeone facesse i cantieri, si arrivava tramite il Malopasso e via discorrendo, fino al Porticciolo di Caposele.” Una generazione di formiani è nata qui, come ha tenuto a precisare Menerella, dove i giovani venivano a “strusciarsi”, in epoca ormai lontana dalla nostra storia più recente, dove le coppie venivano qui per passeggiare mano nella mano

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