Locandina

Il partito Comunista di Gaeta ha ripreso la questione relativa al patrimonio dell’IPAB SS. Annunziata che ha sollevato il circolo Enzo Simeone di rifondazione Comunista di Formia, aggiungendo anche un suo commento finale:

L’IPAB È DIVENTATA UN’AGENZIA IMMOBILIARE O COS’ALTRO?

Tra Ostelli per ricchi ed altre stranezze rilanciamo la nostra petizione popolare!

Diamo volentieri voce ringraziandolo ad un compagno di Formia che ci ha chiesto di divulgare questo suo interessante contributo riguardante le attività dell’IPAB SS Annunziata, condividendone in pieno analisi e dubbi. Riportiamo il suo testo integrale aggiungendo solo una parte del titolo proposto ed una nostra nota al margine, oltre a questo breve cappello.  

Beninteso non conosciamo il patrimonio immobiliare che fa capo all’IPAB SS. Annunziata ma di fatto spulciando l’albo pretorio che fa capo ad essa abbiamo il sospetto che deve essere immenso. Partiamo dall’inizio. È un ente regionale che “ha lo scopo di promuovere e salvaguardare la dignità  della persona in stato di bisogno attuando interventi a tutela dell’infanzia, della famiglia, della maternità, dello studio, dell’invalidità  e della terza età, e delle persone dimesse o dimissibili dagli istituti di prevenzione e pena, nell’ambito della rete integrata dei servizi sociali stabiliti dalla programmazione locale e regionale”. Negli anni ha accumulato numerose proprietà, alcune delle quali sono state oggetto di discutibili interventi di valorizzazione economica ma non solo, ha infatti anche finanziato operazioni commerciali discutibili. In particolare tre sono quelle che hanno colpito il nostro interesse: Il primo riguarda l’ostello della gioventù, realizzato presso alcuni locali dell’immobile comunale di Via Amalfi a Gaeta. È un progetto realizzato con un finanziamento di 280.000 euro presi dal fondo nazionale politiche giovanili e fondi regionali. Pare che l’IPAB SS. Annunziata sia intervenuta con un cofinanziamento. Ignoto il valore. La cosa che ci ha colpito è che non è dato sapere chi lo gestirà materialmente (forse l’associazione di volontariato Ante Omnia?) e soprattutto lasciano senza fiato le tariffe. Si parte da una tariffa giornaliera di 55 euro (Infrasettimanale – Giugno/Settembre) per finire agli 80 euro (Infrasettimanale – Agosto) per una Camera Standard Con Balcone Vista Mare. Non sappiamo quali giovani hanno in mente le persone che hanno architettato tale marchingegno, di certo non potranno appartenere alle categorie di cui dovrebbe occuparsi per statuto l’IPAB SS. Annunziata. Non finisce qui perché il sito dell’ente di Via Annunziata, 21 è pieno di sorprese. Infatti il consiglio di amministrazione – con deliberazione del n.6 del 29/07/2019 – decide di avviare la procedura ad evidenza pubblica per la concessione in locazione, dei seguenti  immobili: un appartamento ubicato in Gaeta (LT), Via Livorno 15 con destinazione ad uso anche non abitativo e, in particolare, turistico – stagionale; e un locale ubicato in Formia (LT), Via Vitruvio 47, con destinazione ad uso commerciale. Siccome l’appetito vien mangiando lo stesso consiglio di amministrazione decide – con deliberazione del n.6 del 29/07/2019 – di buttarsi a capofitto nella valorizzazione di un terreno di sua proprietà ubicato nel centro storico “Sant’Erasmo” della città di Gaeta, su cui dovrà sorgere un parcheggio multipiano. La realizzazione e la gestione dell’opera avverranno attraverso il ricorso all’istituto della finanza di progetto. In poche parole verrà selezionata una società privata – che in cambio della gestione pluriennale –  dovrà tirare fuori i soldi per realizzare l’opera. Alla fine il bene ritornerà di proprietà dell’ente di beneficenza. Per capirci è lo stesso strumento finanziario che è stato usato per realizzare il multipiano di piazza “Aldo Moro” a Formia. Quello che lascia sbigottiti e nauseati è che un Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza amministri il proprio patrimonio come una qualsiasi società immobiliare.

D’altronde le città in questi anni – anche le nostre purtroppo – hanno subito un forte processo di privatizzazione.

La politica ha deciso di fronte all’avanzare del capitalismo più feroce di farsi piccola, di non imporre alcuna direzione o visione ma anzi peggio. Ha creato le condizioni migliori affinché il mercato si potesse sviluppare in modo indisturbato. Per esempio, se ci sono tanti edifici abbandonati in città e tante famiglie che non si possono permettere una casa, non sarà compito della politica intercedere per affrontare quest’emergenza sociale, perché significherebbe togliere al capitale l’occasione per riprodursi. Ormai è da tempo che le città hanno smesso di essere luoghi di gestione di risorse e di distribuzione di servizi e sono trasformate in città imprenditoriali, con le stesse caratteristiche che si richiedono alle persone: di essere promotrici di sé stesse, attrattive per chi potrebbe voler investire su di loro. La chiave del successo è dunque una competizione all’insegna della necessità di attrarre gli investimenti dei privati prima che lo facciano gli altri. Le amministrazioni delle nostre città hanno fatto a gara a chi svendeva l’immenso patrimonio immobiliare pubblico di cui disponeva.

D’altronde questo approccio ci sembra oramai scontato, l’unico possibile perché da decenni  ci dicono che di soldi non ce ne sono e che le città, quindi noi che ci viviamo, hanno bisogno degli investimenti dei privati. Ovviamente in tutto questo lo spazio per gli ultimi è venuto meno.

NOTA DEL PC: In riferimento all’Ostello appena inaugurato aggiungiamo che le tariffe indicate non sono soltanto in contraddizione con la vocazione della struttura, la quale risulta decisamente poco accessibile ad un’utenza per definizione meno facoltosa. Esse determinano anche una forte concorrenza dannosa contro strutture quali i B&B locali, piccole attività già pesantemente colpite dalla crisi in corso che peraltro hanno beneficiato di sostegni scarsi o nulli. Inoltre, qualora venisse confermato il possibile affidamento all’Associazione di Volontariato “Ante Omnia” che gestisce già alcuni servizi museali o ad altre simili ad essa, sorge legittimo il dubbio sulle ricadute occupazionali dell’iniziativa e sulle condizioni salariali degli eventuali dipendenti. In una città come Gaeta la mancanza di lavoro a condizioni decorose è la maggiore piaga esistente, la cui risoluzione dovrebbe ispirare prioritariamente ogni intervento pubblico. È semplicemente assurdo che in tale contesto servizi tanto importanti e remunerativi vengano gestiti da volontari, cittadini che svolgono il Servizio civile o da dipendenti precari, camuffati e sottopagati. Non è un caso se l’Ostello in questione rientra, come tutte le attività ricettive, tra quei servizi di cui chiediamo la gestione pubblica e Comunale, posta sotto il controllo dei lavoratori, attraverso un’Azienda Speciale. Così chiediamo nella petizione che invitiamo i residenti a sottoscrivere, anche rivolgendosi a tutti i tabaccai e le edicole di Gaeta o presso la nostra sede in via indipendenza 206 ogni Martedì dalle 17:00 alle 18:30. Chi invece volesse aiutarci attivamente nella raccolta richiedendo i moduli può contattarci attraverso la nostra pagina FB: “Partito Comunista – Gaeta – Sez. “Mariano Mandolesi”.

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