Il caso della donna in maternità soggetta a mobbing: petizione su Change.org

Mobbing

Lei è Chiara e lavora da 15 anni nella stessa azienda, e quando rimase incinta è iniziato il suo incubo. E’ andata  in maternità e venne a sapere dell’assunzione a tempo indeterminato di una persona per sostituirla. Poco prima di rientrare al lavoro, Chiara si è sentita proporre dal consulente aziendale l’offerta di dimissioni incentivate altrimenti “se rientri al lavoro ti faranno morire”. Una minaccia di mobbing era e propria, ma . Chiara non ci sta, rientrando al lavoro ma l’hanno messa a fare fotocopie, ignorata da tutti. Il Mobbing viene sanzionato dai tribunali ma non c’è ancora una legge specifica in Italia contro questo comportamento indecente. Quindi è stata organizzata una petizione pubblicata su Change.org il cui testo è il seguente: “La Legge contro mobbing e mobber è necessaria e urgente, in un paese civile e progredito come l’Italia. Una legge che preveda sanzioni severe contro aziende, manager, dipendenti e collaboratori colpevoli di questi odiosi, immorali e illegali comportamenti. E che tuteli le vittime, con interventi a sostegno. Tra le priorità del Governo – coerentemente pure con le dichiarazioni ufficiali – devono esserci il sostegno al lavoro e ai lavoratori. E la lotta contro le discriminazioni, lo sfruttamento, le illegalità piccole e grandi. Il mobbing è una grave piaga del nostro paese, sanzionata ad oggi dalle Sentenze dei Tribunali e della Suprema Corte di Cassazione. I lavoratori si vedono però costretti ad iter giudiziari lunghi, dolorosi – anche economicamente – e non sempre favorevoli, a volte solo per mancanza di prove adeguate. L’assenza di una Legge specifica in Italia, ad oggi appare quindi paradossale e ingiusta. Chiediamo una Legge che aiuterà pure adeterminare un deciso cambio e adeguamento di paradigma sociale, economico e culturale. E renderà il nostro paese, e le aziende e istituzioni che vi operano, più efficienti e più giuste.”

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