Il carcere di Latina sovraffollato rispetto al numero effettivo

Carcere
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Il problema del sovraffollamento delle carceri in  Italia è un problema vecchio da sempre, e anche indulti, amnistie e quant’altro è servito per cercare di risolvere poi si scontra con la realtà dei reati che vengono compiuti contro le persone e contro il patrimonio. In più colo ro che dovrebbero poi sovrintendere alla funzione di vigilanza in realtà è al di sotto dell’organico, e  questo quindi è qualcosa che impatta sulla realtà dei fatti, e quindi l’appello del segretario generale della FSN Cisl Lazio  Massimo Costantino serve a poco se non  si agisce per tempo. Una nota mette in risalto il problema : “Il dato di sovraffollamento dei detenuti presenti nel Lazio è pari a più 468. Risultano attualmente reclusi e presenti nei 14 Istituti Penitenziari del Lazio 5.747 detenuti (358 donne, 5.389 uomini), mentre la capienza regolamentare dovrebbe essere di 5.279. Il dato nazionale ad oggi è di 52.230 detenuti reclusi ( 2.115 donne e 50.115 uomini) + 2.648 rispetto ai 49.582 previsti”. Latina non fa eccezione a questo problema, e lo dimostrano i numeri: la casa circondariale di via Aspromonte a Latina risulta ancora tra gli istituti nel Lazio soffrono maggiormente di sovraffollamento; nel carcere di Latina ci sono 78 detenuti in più rispetto ai 344 previsti. Gli altri istituti penitenziari che soffrono il problema del sovraffollamento sono: CC Frosinone ( + 256 rispetto ai previsti 310), CC Cassino ( + 28 rispetto ai previsti 202) , NC Civitavecchia ( + 141 rispetto ai previsti 344),, CCF Rebibbia( + 34 rispetto ai previsti 263) , NC Rebibbia (+ 157 rispetto ai previsti 1.235) , CC Regina Coeli(+ 26 rispetto ai previsti 836), CC Velletri(+117 rispetto ai previsti 408). Quindi numeri che sono molto drammatici e mettono in apprensione  gli addetti ai lavori. Quindi la nota del sindacato FSN Cisl Lazio che chiede un intervento quanto mai importante e decisivo: “Per la Fns Cisl Lazio occorrono maggiori risorse economiche per il benessere del personale del corpo di polizia penitenziaria che con senso di abnegazione svolge egregiamente il proprio compito istituzionale. La Fns Cisl Lazio ritiene che il personale in servizio di polizia penitenziaria nei 14 istituti penitenziari della regione Lazio risulta essere sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali degli Istituti dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista. La Fns Cisl Lazio pertanto chiede al Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP) una maggiore consistenza effettiva di personale di Polizia Penitenziaria che consenta lo svolgimento del proprio servizio non solo nelle migliori condizioni lavorative ma anche in quel benessere organizzativo più volte decantato”

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