Giulio Cesare Vanini

Il 9 febbraio del 1619 il filosofo salentino Giulio Cesare Vanini veniva bruciato vivo in una piazza di Tolosa, dopo essere stato giudicato colpevole di essere “ateo e bestemmiatore di Dio”. Il filosofo salentino era nato a Taurisano, in quell’estremo lembo dell’Italia meridionale che allora si chiamava Terra d’Otranto, nel 1585. Aveva trentaquattro anni e ai suoi carcerieri, mentre veniva condotto al patibolo, sembra abbia detto: “Andiamo, andiamo allegramente a morir da filosofo.”

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