Giacomo Puccini


Video Giacomo Puccini


Giacomo Puccini nasce a Lucca il 22 dicembre 1858 da una famiglia di musicisti da cinque generazioni. Fin da piccolo dimostra di possedere un grande talento musicale, anche se non dimostra di essere propriamente un ragazzo prodigio. Indolente e poco incline allo studio, forse perché gli veniva tutto fin troppo facile, i professori lamentavano la sua pigrizia, ma riesce ad ottenere una borsa di studio per il Conservatorio di Milano; tuttavia la madre, desiderosa di continuare le tradizioni familiari, lo manda a studiare presso l’istituto musicale di Lucca. All’età di diciotto anni il giovane Puccini presenta la cantata “Iuno” in un concorso lucchese; non vince il premio ma ottiene l’esecuzione del lavoro, che stimola la sua ambizione. Sotto l’influenza dell’Aida di Verdi, il quale mori nel 1901 e il Puccini ne divenne l’erede più simile, rivolge il suo interesse alle tradizioni operistiche italiane. Con l’aiuto finanziario dei familiari e grazie ad una borsa di studio della Regina Margherita, si iscrive al Conservatorio di Milano, dove dal 1880 al 1883 studia con Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli. Quest’ultimo presenta il giovane compositore allo scrittore Ferdinando Fontana il quale si occupa di scrivere il libretto per la prima opera di Puccini: “Le Villi”. Presentata ad un concorso, l’opera, al pari di “Iuno” non riesce a vincere il premio, ma si guadagna il favore del pubblico quando viene rappresentata a Milano nel 1884. Questo successo induce l’editore Ricordi a commissionare a Puccini una nuova opera, che il compositore scrive cinque anni dopo chiamandola “Edgar”; non avrà però particolare successo. Ma sarà con Manon Lescaut” del 1893 e la “Bohéme” del 1896, rispettivamente terza e quarta opera di Puccini, entrambe rappresentate per la prima volta a Torino, che troverà fama e fortuna. Le due opere successive, Tosca del 1900 e “Madama Butterfly” del 1904, vengono accolte con minore entusiasmo alla prima esecuzione. I critici che avevano condannato la Tosca  vengono in seguito smentiti dal pubblico; così, dopo la revisione nelle settimane successive alla prima alla Scala, anche Madama Butterfly ottiene un grande successo. Giacomo Puccini sposa nel 1904 Elvira Gemignani, la quale era fuggita da Lucca e dalla sua famiglia per stare con lui; ma sarebbe stata però una scelta infelice. Elvira ossessiona Giacomo con le sue scenate di gelosia e conduce al suicidio una giovinetta, tale Doria Manfredi, che era venuta a fare la cameriera in casa Puccini a Torre del Lago. In accordo a quanto riportano i più accreditati studi storico-musicologici, sembra che la moglie di Puccini esasperò la cameriera a tal punto, accusandola di intendersela col marito, e per questo la ragazza si tolse la vita. Tutte queste vicende tolsero la necessaria serenità al maestro, che vive momenti assai tristi e di grave depressione. La fama rimane ben salda, era entrato nellOlimpo dei compositori acclamati in tutto il mondo. Con tutte le sue opere fin qui citate, indimenticabili per qualità melodica, intensità drammatica e preziosismo sonoro, il compositore arriva ad essere ben presto indicato come l’erede del “Cigno di Busseto” anche se forse Puccini non sarà altrettanto innovatore dal punto di vista musicale e drammatico. L’opera successiva, “La Fanciulla del West”, viene scritta per il Metropolitan di New York, dove è rappresentata nel 1910 per la prima volta. Seguono “La rondine” del 1917, il “Trittico” del 1918 ed infine l’ultima opera che dette un ricordo immortale al grande compositore toscano, la “Turandot” ma che non riuscì a finire. Dice la tradizione che alla prima esecuzione di quest’opera con l’aria “Nessun dorma”, Franco Alfano, che completerà il lavoro, perché il maestro morirà prima dio essere operato per un tumore alla gola, a Bruxelles il 29 novembre 1924.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui