Federico Barbarossa

Nel 1159 comincò l’ assedio della città di Crema per mano di Federico I detto il Barbarossa. L’assedio iniziò il 2 luglio 1159 e terminò il 26 gennaio del 1160. Questo evento è ricordato da una lapide commemorativa posta sul torrione di porta Serio. La richiesta di assedio della città di Crema venne avanzata all’imperatore (la cui discesa in Italia aveva lo scopo di attuare il suo programma contro le spinte autonomistiche e le ribellioni dei comuni) dalla città di Cremona, che ne rivendicava la giurisdizione e temeva le mire espansionistiche di Milano verso il Po. Le truppe imperiali vennero appoggiate da quelle cremonesi, lodigiane, pavesi e del Duca Federico (fratello dell’imperatore). L’episodio più noto e tragico fu quello degli Ostaggi cremaschi: dopo aver coperto la torre con cuoi e panni bagnati l’imperatore fece appendere, letteralmente, alcuni ostaggi cremaschi e milanesi. Pensava in in questo modo che gli assedianti avrebbero desistito dal lancio di pietre per non ferirli. Ma i cremaschi, forse incitati dagli stessi ostaggi, continuarono a colpire la torre che fu costretta ad arretrare. Decisivo fu il tradimento di Marchese, l’ingegnere cremasco che aveva costruito le macchine da guerra. L’attacco finale fu sferrato il 21 gennaio 1160. Ai consoli cremaschi che firmarono la resa e supplicarono pietà, l’Imperatore concesse un’ora ora di tempo per lasciare che gli abitanti (circa ventimila) abbandonassero le proprie case, dopo di che la città venne devastata e rasa completamente al suolo (solo parte dell’antico Duomo venne risparmiato).

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