Nutella
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Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla: Pietro Ferrero, il patron dell’omonima azienda dolciaria, nato come pasticcere a Torino, comincia presto a interrogarsi su come poter fornire un pasto alternativo, ma sufficientemente energetico e saporito, ai numerosi operai che vede passare davanti alla sua bottega sempre muniti di pane farcito. Con questo scopo, nel 1925, Pietro mette in commercio un “pastone”, una specie di panetto di cioccolato da tagliare e accompagnare tra due fette di pane. Ma nonostante il sapore gustoso del “pastone” ed il successo che riceve dal pubblico, Pietro non è ancora soddisfatto e così, dopo essersi trasferito da Torino ad Alba a causa della Guerra, continua nella sua ricerca della formula giusta per rendere il composto più morbido. Ci arriverà solo tra il 1945 e 1946 quando, ritrovando un vecchio barattolo di burro di cacao, deciderà di aggiungerlo all’impasto, ricavandone un amalgama decisamente più soffice e facilmente affettabile, che non tarderà a produrre. Nasce il Giandujot. Il nome tipicamente piemontese, dal nome di una celebre maschera del carnevale torinese, che richiama il gianduia, quel misto di cioccolato e nocciole già diffuso nella zona delle Langhe. Il successo è immediato. Ad apprezzare quel panetto dolce, avvolto in carta stagnola sono non solo gli adulti, ma soprattutto i bambini che diventano l’obiettivo principale dei successivi esperimenti di Casa Ferrero. Ma la ricerca per unprodotto migliore continua. A partire dal ‘49 sarà il figlio di Pietro, Michele Ferrero, a proseguire l’attività paterna e ad avere l’intuizione che decreterà il destino, roseo, dell’azienda, complice la torrida estate di quell’anno, dove i panetti di cioccolato avessero cominciato a sciogliersi a causa dell’elevata temperatura, facendo diventare il Giandujot inaspettatamente spalmabile. Un’opportunità che non sfuggì a Michele Ferrero, il quale si mise subito all’opera per riprodurre questa caratteristica, che rendeva ancora più pratica e versatile la pasta di cioccolato. Sono gli anni Cinquanta e l’antenato della Nutella è pronto per il mercato: nasce in quest’epoca la Supercrema, la crema spalmabile a base di nocciola, cioccolato e olii vegetali (tra cui oggi il contestato olio di palma) che anticiperà di qualche anno l’avvento della Nutella vera e propria. Prima c’è la ripresa economica dell’Italia e il diffondersi di nuove abitudini alimentari: i bambini, per esempio, da Nord a Sud, iniziano a fare merenda con pane e cioccolato. Nel 1962, viene emanata una legge nella quale si vieta l’utilizzo di superlativi e accrescitivi (“super”, “stra”, “iper”) per i nomi di prodotti alimentari, finirà per decretare il successo della Nutella. Proprio dall’esigenza di modificare il nome della sua Supercrema, già allora venduta in bicchieri di vetro, deriva infatti il nome Nutella, coniato nel 1964 da Michele che pensò bene di unire alla parola “nut” (nocciola in inglese) un “ella”, diminutivo femminile che, come accade per la mozzarella, richiama subito alla mente sentimenti di domestica dolcezza e affidabilità. E così, il 20 aprile 1964 sarebbe uscito dalle linee dell’azienda Ferrero il primo dei barattoli di un prodotto destinato a diventare uno dei più clamorosi successi industriali di tutti i tempi, e non solo nel settore alimentare: la NUTELLA. Nello stesso anno, la Ferrero si apre al mercato inglese. Nel 1965 la Nutella sbarca in Germania ed è subito grande amore tra i consumatori tedeschi e la famosa crema spalmabile. Anche i nuovi vasetti riscuotono un grande successo grazie al loro design inconfondibile. Nel ’66 è la volta del mercato francese riscuotendo ancora un enorme successo. La Nutella fa il giro del mondo e nel 1978, dopo aver ormai conquistato il Vecchio Continente, raggiunge anche l’Australia e a Lithgow, vicino Sidney, viene inaugurato il primo stabilimento di produzione fuori dai confini continentali. Nel 1996, per celebrare i 30 anni di Nutella in Francia, viene organizzato a Parigi “Generation NUTELLA”, un evento di proporzioni considerevoli, ospitato nell’incantevole cornice del Carrousel du Louvre dove vengono esposte opere create tra il 1966 e il 1996 da artisti famosi come Decouflé, Paco Rabanne e Wolinski e da artisti allora trentenni che sono cresciuti facendo colazione con pane e Nutella. Il 29 maggio del 2005, 27.854 persone si sono radunate a Gelsenkirchen, in Germania, per partecipare alla più grande colazione continentale a base di Nutella mai realizzata al mondo: un evento di proporzioni tali da entrare direttamente nel Guinness dei Primati! Nel 2007 la blogger italo-americana Sara Rosso, naturalmente amante di Nutella, decide di dedicare una giornata alla sua crema preferita. Il 5 febbraio 2007 diventa così il World Nutella Day, una data destinata a unire tutti gli appassionati della famosa crema spalmabile. Da quel momento, il World Nutella Day, come ha affermato Sara Rosso, “è diventata l’occasione per celebrare il prodotto, invitando chi ancora non l’ha provato a gustarne la bontà”.

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