John Gotti

Il “capo dei capi” di New york John Gotti era da tempo sotto sorveglianza elettronica da parte dell’ FBI, nonostante le microspie fossero in molti luoghi frequentati da Gotti, la polizia faticò a trovare un nastro incriminante del Teflon Don; una di queste nel 1990 registrò su un nastro mentre discuteva il numero degli omicidi ed altre attività criminali ad alta voce con i suoi soci. L’FBI immortalò Gotti mentre denigrava il suo capomandamento e braccio destro, Sammy Gravano . L’11 dicembre 1990, agenti dell’FBI e detective di New York City fecero irruzione nel Ravenite Social Club ed arrestarono Gotti, Gravano,  Frank Locascio e Thomas Gambino. Gotti fu accusato di 13 omicidi, compresi quelli di paul Castellanoe Thomas Bilotti, cospirazione per commettere omicidio, usura, racket, ostacolo alla giustizia, gioco d’azzardo illegale, evasione fiscale. Gotti fu portato nella corte distrettuale per il Distretto orientale di New York sotto il giudice Leo Glasser. Le prove che il procuratore federale mostrò furono schiaccianti. Non solo aveva le registrazioni su nastro, ma anche diversi testimoni pronti a deporre contro Gotti. Philip Leonetti, un caporegime nella violenta famiglia criminale di Philadelphia, testimoniò che Gotti si era vantato di aver dato l’ordine per l’uccisione di Castellano. Gravano, il caporegime di Gotti, acconsentì volontariamente a testimoniare contro il suo boss, stessa cosa fece il “consigliere” LoCascio con la promessa di entrare nel programma di protezione testimoni. Il 2 aprile del1992 dopo solo 13 ore di deliberazione, la giuria dichiarò Gotti e LoCascio colpevoli di tutte e 13 le accuse. Il 23 giugno 1992 il giudice Glasser condannò Gotti al carcere a vita senza la possibilità di libertà condizionata. Fu mandato nel Penitenziario Statale a Marlon (Illinois), dove era tenuto in cella per 23 ore al giorno. Dopo 4 giorni, suo padre morì di attacco cardiaco. Dopo aver subito una aggressione in prigione, si dice che Gotti abbia offerto 100 000 dollari alla Fratellanza ariana per uccidere Walter Johnson, un afroamericano che lo aveva brutalmente picchiato. Gotti era certo che la sua offerta sarebbe stata accettata, ma i secondini capirono che Johnson era in pericolo e lo spostarono in un luogo diverso, ed infine in un’altra prigione, da dove uscì poi sulla parola. Gotti morì di cancro alla gola nel pomeriggio del 10 giugno 2002, presso il Centro Medico Statunitense per i Prigionieri Federali a Springfield,  Missouri, dove era stato trasferito dopo la diagnosi. Aveva la porzione inferiore della mandibola rimossa a causa del cancro, ed era alimentato attraverso un tubo. Il corpo di Gotti fu portato a New York su un jet privato. Fu vestito con un completo blu e messo in uno scrigno di bronzo per 2 notti di veglia al Papavero Funeral Home. Limousine e auto piene di fiori sfilarono per le strade, mentre otto persone portarono la bara. La processione funebre passò davanti alla sua casa e al suo quartier generale, sulla via per il cimitero. La  diocesi di Brooklyn annunciò che la famiglia Gotti non avrebbe ricevuto una cerimonia di sepoltura cristiana, ma le sarebbe stata concessa una messa di  requiem, dopo la sepoltura. Gotti è stato sepolto presso il Saint John’s Cemetery di New York.

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