Copia Popolo d’Italia

Il 15 novembre 1914 Benito Mussolini, dopo aver abbandonato la direzione del quotidiano socialista “Avanti!”, perchè in disaccordo con la linea non interventista del partito nella prima Guerra Mondiale, a Milano fonda un nuovo quotidiano, “Il popolo d`Italia”, e con esso divulga i miti del rivoluzionarismo fascista. Dopo il raduno del marzo `19 di Piazza San Sepolcro, atto costitutivo del movimento dei Fasci di combattimento, il giornale diventa organo di un partito politico in formazione. Con la sconfitta alle elezioni del novembre 1919, che videro l`affermazione di Don Sturzo e dei cattolici del Partito Popolare, “Il popolo d`Italia” cambia ancora: i motivi polemici con il partito socialista vengono allargati a tutto il movimento operaio, mentre si sfumano i toni con i centri tradizionali del potere. Si profila, agli inizi del 1920, quel ruolo di “guardia bianca” degli interessi padronali che i Fasci sono destinati a ricoprire di lì a qualche mese. Industriali e agrari finanziano il giornale e il movimento. Fra i suoi collaboratori, sindacalisti rivoluzionari, nazionalisti e transfughi del Partito Socialista Italiano. Vi sarà, quattro anni più tardi, anche Margherita Sarfatti.

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