I viaggi in tram di Mattarella e la borsa nera di Bergoglio

Sergio Mattarella ha preso un areo di linea, Sergio Mattarella ha viaggiato in tram, Papa Francesco si porta la borsetta nera, Papa Francesco va in giro con una Fiat Idea, Papa Francesco si siede agli ultimi posti, Papa Francesco viaggia in autobus (per quanto lo fece anche il Predecessore),Foto1 Sergio Mattarella sale al Quirinale con una Panda, Papa Francesco vive in un residence. Questi – alcuni – dei titoli che destano l’attenzione dei giornali e, di conseguenza, colpiscono l’immaginario collettivo, incapace di andare oltre l’apparenza ed entusiasmarsi per una mera gestualità. Che poi ci dovrebbe domandare se tutto questo è sincero e spontaneo e non, piuttosto, creato ad hoc da conoscitori dei media che sanno quanto un’immagine positiva vale più di mille contenuti negativi. Così come ci si potrebbe interrogare se i costi di queste operazioni “povere” siano superiori al mantenimento degli standard che l’ufficio di Presidente della Repubblica e di Romano Pontefice (per rimanere nell’alveo degli esempi fatti sopra) riservano. Ci si potrebbe – ma quasi nessuno lo fa – interrogare, certo, ma colpisce e forse dovrebbe far ricredere molti ideologi critici della formalità e della ritualità, il semplice dato di fatto che tutta questa apparenza (perché di questo si tratta) suscita. Questa è la dimostrazione di come non esista contenuto senza forma e di come la forma spesso sia il biglietto da visita di un contenuto. Una forma misera non induce a pensare a un contenuto notevole. E viceversa. Poi le eccezioni esistono e fermarsi alla mera formalità è un errore. Ma forse trascurarla è un errore ancor più grave (per quanto gli ideologi che la criticano non la ignorano, ma la disprezzano perché vogliono far passare un contenuto congeniale alle loro ideologie).

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