I tanti silenzi

Si scrive “biscotto” ma si legge slealtà. Vittima dell’accordo – tutto spagnolo – il nostro Valentino Rossi. Purtroppo, però – da che mondo è mondo -, non è (né sarà) l’ultima scorrettezza in ambito sportivo. Nel tennis esiste una scorrettezza da far paura, nel ciclismo non ne parliamo; nel calcio, poi, è meglio sorvolare. In questo senso, bisognerebbe essere capaci di ascoltare le parole di Papa Francesco che – un giorno sì e l’altro pure -, continua a mandare messaggi forti, chiarissimi. Ma cosa c’entra il Papa con lo sport?, direte voi. C’entra, eccome se c’entra! Perché lo sport non è altro che la quotidianità d’ognuno di noi. Così come la scuola, il lavoro, la famiglia, le amicizie, ecc.

Il cosiddetto “biscotto” lo viviamo ogni giorno e – consapevoli o non, coscienti oppure no – siamo proprio noi, nel nostro “piccolo”, a farne (di biscotti). Stiamo zitti se una cosa ci conviene, lasciamo perdere quando invece bisognerebbe denunciare, parliamo a voce bassa per non farci sentire e così via.. Di esempi ne potrei fare ad iosa, e – magari – nel momento in cui li facessi, tutti direbbero che ho ragione. Ma, poi, quello che frega le persone è la quotidianità. Il silenzio. E non c’è cosa più brutta del silenzio, del lasciar correre, del “tanto così è” o – peggio ancora – “guarda che lo fanno tutti”. Una società sana – per essere e definirsi tale – dovrebbe partire, invece, proprio dal presupposto che – a quei silenzi – non bisognerebbe mai arrivare. Papa Francesco questo dice, questo grida al mondo. Non inventa nulla. Parla di cose “banali”, ma che – evidentemente – non lo sono ai nostri occhi se, poi, continuiamo a vedere “biscotti” in ogni angolo di strada. Lo sport, da sempre, rispecchia la società. Marquez che guarda le spalle a Lorenzo, gli stadi sempre più vuoti, le volgarità di molti allenatori, i muscoli pompati delle tenniste, le medicine dei ciclisti, le partite vendute, ecc., non sono altro che immensi “biscotti” da mangiare ogni giorno. Sono questi, di conseguenza, i silenzi assordanti di cui la gente è complice. E l’unico modo per cambiare le cose è mutare radicalmente la nostra quotidianità: parlando. Non tacendo. Soltanto così potremo regalare ai nostri figli altri biscotti. Quelli veri però, da mettere la mattina nel latte..

Riccardo Sanna

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