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Comune di Gaeta

I reati ipotizzati sono corruzione, abuso d’ufficio, falsità ideologica, danneggiamento e illeciti in materia edilizia. Sono le accuse a vario titolo ipotizzate a carico di 11 persone, indagate nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Cassino e condotta dalla Guardia di Finanza del gruppo di Formia. Tra gli indagati ci sono anche alcuni impiegati dell’ufficio tecnico del Comune di Gaeta. A tutti è stato notificato un avviso di conclusioni delle indagini preliminari.  I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2011 e il 2015 e l’indagine ha svelato un “consolidato sistema corruttivo finalizzato ad agevolare il rilascio di autorizzazioni in campo edilizio”. All’origine dell’inchiesta il sequestro, da parte dei carabinieri di Gaeta, di un cantiere in zona capo di Serapo destinato alla realizzazione di un complesso residenziale di circa 20 appartamenti. Il complesso, pur regolarmente autorizzato, presentava però una serie di irregolarità strutturali, paesaggistiche ed ambientali che i funzionari comunali infedeli avevano occultato e che erano state  scoperte dei Carabinieri. Gli accertamenti successivi al sequestro hanno consentito di portare alla luce una serie di reati contro la pubblica amministrazione, che vedevano nella figura di un geometra dell’ufficio tecnico del Comune di Gaeta il principale attore. L’impiegato procacciava clienti interessati ad istruire pratiche edilizie di vario genere, indirizzandoli poi verso professionisti compiacenti, geometri, ingegneri e architetti di uno stesso studio tecnico che firmavano i progetti. Poi si impegnava con i clienti ad agevolare l’istruttoria delle pratiche e si spartiva con i professionisti privati incaricati il compenso corrisposto dai clienti. Il sistema è stato svelato grazie ad accertamenti, indagini tecniche e perquisizioni avvenute nell’abitazione degli indagati, negli studi privati dei professionisti e negli uffici del Comune di Gaeta. In questo modo gli investigatori della Guardia di finanza di Formia hanno raccolto tutti i permessi a costruire rilasciati che presentavano profili di irregolarità. Per i reati contestati, la Procura aveva chiesto l’applicazione di misure cautelare a carico di alcuni degli indagati, ma il tribunale, pur condividendo l’impianto accusatorio, ha ritenuto che fosse ormai venuta meno l’attualità delle esigenze cautelari. Le persone indagate che hanno ricevuto l’avviso di garanzia e che hanno 20 giorni di tempo per presentare le loro memorie difensive sono i seguenti: Cristofaro Accetta, Arcangelo Purgato, Salvatore Tallaro, Silvestro De Pasquale, Carmine Di Caterino, Lillia Maria Pelliccia, Fulvia Marciano, Alessandro Cifra, Gennaro Grieco, Alessandro Liberace, Andrea Criscuolo. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Fabrizio De Cesare, Erasmo Colaruotolo, Giancarlo Di Biase, Lara Capitanio, Pasquale Cardillo Cupo.

 

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