migranti-sbarco-535x300Che cos’è l’Europa? Un’ideale? Un insieme di stati? Uniti da cosa? Dalla lingua? No. Dalla cultura? No. Dall’idea che hanno di sé stessi? No. Dalla moneta? Sì. Ma anche lì i risultati non sono dei più trasparenti e dei più floridi. Ma oltre il denaro, forse, non c’è molto di più. Forse c’era nei padri costituenti, in coloro che sognavano un’Europa che, nei fatti, si sta rivelando violentemente diversa da quelle intenzioni. I fatti tragici di questi giorni lo dimostrano. “A pochi giorni dall’arrivo di François Hollande a Milano, dove domenica incontrerà Matteo Renzi, sale la tensione tra Italia e Francia. Le nostre autorità protestano sempre più apertamente contro l’atteggiamento della polizia transalpina a Ventimiglia, che rimandano da giorni in Italia i profughi che cercano di passare la frontiera. Ma da Parigi il ministro dell’Interno avverte: «I migranti non passeranno (per il valico di Ventimiglia, ndr) deve farsene carico l’Italia»” [Il Sole 24 Ore] Non è un problema tanto di immigrazione stavolta, ma di Europa. Cosa pensa l’Europa di questi flussi migratori? Se pensa che sia giusto prendersene cura perché lascia l’Italia (con tutte le difficoltà e le incapacità del caso) da sola? Se pensa che sia doveroso respingerli e impedire che arrivino, perché si lascia l’Italia da sola, con tutte le difficoltà e le incapacità del caso? Perché è troppo facile – e ipocrita – sedersi intorno a un tavolo di problemi che quando sfiorano i tuoi confini l’unica cosa che sei in grado di fare è prendere esempio da Ponzio Pilato. Perché è troppo comodo pensare di risolvere i problemi, eventualmente, sborsando qualche euro perché altri lo facciano al poso tuo. Perché è troppo squallido pensare che l’Europa sia solo una coalizione finanziaria per soggiogare i popoli, ma forse è questa la realtà.

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