I numeri dei matrimoni omosessuali

nozze-gayI matrimoni gay sono sbarcati anche in Irlanda. E i media continuano a chiamarla cattolica quella terra. Il perché, a rigor di logica, non si capisce. Ma sono tante le cose incomprensibili. Una di queste è l’esigenza dei matrimoni omosessuali. È una piaga sociale, dicono, che va curata. Milioni e milioni di persone lo richiederebbero, dicono. Ma Roberto Volpi sul Foglio di sabato scorso, dati alla mano, afferma che “Il matrimonio omosessuale, quantitativamente parlando, sta disattendendo le attese.” E aggiunge: “I trionfi del matrimonio omosessuale, dunque, appaiono soprattutto mediatici e preventivi. […] il matrimonio omosessuale non ha conosciuto neppure dei veri e propri exploit iniziali, se non in termini assai blandi, per cominciare immediatamente a declinare e mostrare una tendenza alla stabilizzazione attorno alla soglia minima della rilevanza in tutti i paesi europei dov’è consentito.” Eppure a sentir loro, le associazioni omosessuali, sembra che siamo tutti omosessuali, palesi o latenti, e che il matrimonio sia una questione di vitale importanza per la società. Ma questo fallimento “svela quel tanto di artificiosità, di invenzione tutta politica che c’è nel matrimonio omosessuale. Quell’eccesso legislativo, nel senso dei diritti, che va tanto di moda perseguire ma che più che corrispondere a dati di realtà solletica e tende a ingraziarsi segmenti di società particolarmente attivi che, della realtà, si ergono a interpreti e rappresentanti, non sempre essendolo veramente“. Un’operazione di marketing, dunque. Un’operazione strategica tesa al raggiungimento di altri fini, più o meno noti. Lo capiscano, almeno, gli omosessuali stessi, capendo che chi a cuore i loro interessi, sicuramente, non sono le associazioni che blaterano di farlo.

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