Don Gianni Cardillo
Don Gianni Cardillo

Riprendiamo i colloqui che abbiamo cominciato con il parroco di San Pietro Apostolo di Fondi Don Gianni Cardillo, al quale abbiamo sottoposto questo quesito: il tema dei falsi idoli di cui l’uomo si circonda da sempre, e l’attenzione alla figura di Gesù, figlio di Dio, trasfigurato per farci capire che il cuore dell’uomo deve indirizzarsi all’adorazione stessa di Dio. Qual è il contrasto tra Gesù trasfigurato e i falsi idoli della società?

Don Gianni comincia col dire che le persone che nella vita sono state in grado di raggiungere un obiettivo vengono considerate dei miti, ovvero degli idoli da imitare, identificandoli con i personaggi che sono più rassomiglianti al proprio modo di essere e di pensare e di agire. Ovviamente ci sono moltissimi tipologie, ma le più pericolose cono quelle che plasmiamo con il nostro cuore e il nostro pensiero, adottando atteggiamenti e che rischiano di ridurre la nostra dignità e identità a niente, e quindi come dice il sacerdote: Ammettiamo onestamente di correre tutti questo rischio, mi vado sempre più convincendo che il vero problema è quello che, in circolazione ci sono troppe immagini contraffatte, deformi, quasi caricaturali delle persone, domina incontrastata, soprattutto l’immagine. Un’immagine che non corrisponde a quello che veramente è la persona; un’ immagine falsificata dell’uomo, che corrisponde ad un’ identità non autentica e quindi pericolosa. L’uomo si sforza di apparire per quello che è, ma nutre la preoccupazione ossessiva di guadagnarsi dei meriti, prevale la paura di non essere adatto al mondo e quindi si rapporta con la vita in una maniera che non è spontanea.”

Continua Don Gianni dicendo che : “La maggior parte delle persone sono perennemente tormentate, problematiche, contorte, complicate fino all’assurdo. Il rapporto con la vita è visto esclusivamente in chiave di doveri, prescrizioni, divieti, dove tutto è ridotto a timori, rimorsi, sensi di colpa e angoscia. Senza la spontaneità, senza la poesia, senza la musica, senza la vera parte spirituale di noi, si rischia di vivere una vita tetra, rigida e vecchia, urge allora ritrovare la vera identità dell’uomo. Vorrei esprimere tutto ciò sotto forma di un colloquio diretto con l’uomo. Più o meno così: Tu sei una persona e puoi andare dove vuoi fin da quando sei bambino. Tu conosci le tue debolezze e le tue risorse e sai bene che se tocchi la corda giusta, se tieni premuto un tasto o soffi su una nota particolare, puoi liberare un’armonia che è sostanzialmente tua, unica e personale. Anche quando la tua strada ti sembra in discesa è solo una tua percezione, un tuo personale problema, la tua strada non è mai in discesa! Ogni giorno incontri l’altro. L’altro non è né migliore, né peggiore di te.  Lungo la tua strada cercheranno di cambiarti, ma l’uomo non può cambiare, non può trasformarsi, l’uomo può solo crescere. Anch’io ho ricevuto colpi rabbiosi, ho avvertito il dolore, l’angoscia, ho respirato aria gelida. I colpi secchi li ho trasformati in fiori, il dolore in semi, l’angoscia in frutti e l’aria gelida, passata per il mio cuore, l’ho riscaldata. Provo una rabbia istintiva nel vedere come tante persone imboccano la strada  dell’apparire dove si mette da parte la propria dignità e dove non esiste il fascino dell’avventura e il gusto dell’esplorazione.  L’immagine dell’uomo è solo sbiadita, restituiamogli dignità e vita!È dato per scontato che ogni uomo possiede la sua individualità ed è unico e irripetibile. Se costruisci una falsa immagine di te, col tempo emerge che è priva di forza e di amore perché non è la tua vera essenza. È vero che tutti noi siamo tentati a farci amare dagli altri, ma la cosa bella è soprattutto quando noi ci amiamo e quando l’altro ci ama e ci apprezza per quello che siamo e non per quello che tentiamo di essere.”

Anche Papa Francesco si è chiesto quali sono i nostri idoli e sono l’orgoglio, l’ambizione, la cultura e la carriera. Ma il Santo Padre ci aiuta a riflettere dicendo che “ non possiamo dubitare della misericordia di Dio. La risposta di Dio è il fuoco, «la misericordia che tutto prosciuga, tutto trasforma». Per questo Elia ricostruisce un altare con le dodici pietre che ricordano le dodici tribù d’Israele: vuole richiamare tutti a un’identità. E se anche il popolo è refrattario a tornare sui suoi passi, ciò non mette paura a Dio, perché egli «rimane fedele e disponibile». Dio è sempre «un abbraccio di misericordia».

 

Il Pontefice  invita soprattutto i giovani a non cedere al drago del male. «Non perdere mai la speranza». Il male «è nella nostra storia, ma non è il più forte». E’ vero  che oggi un po’ tutti, anche i nostri giovani, sentono il fascino di tanti idoli che si mettono al posto di Dio e sembrano dare speranza: il denaro, il successo, il potere, il piacere». Idoli passeggeri che danno solo  «compensazioni passeggere» ha ammonito il Pontefice ricordando che i giovani «non hanno bisogno solo di cose, hanno bisogno soprattutto che siano loro proposti quei valori immateriali che sono il cuore spirituale di un popolo, la memoria di un popolo».

 

Quindi per concludere la nostra conversazione Don Gianni ci risponde al quesito con questa affermazione: La risposta la troviamo nella Spiritualità, generosità, perseveranza, fraternità, gioia; sono i valori che trovano la loro radice più profonda nella fede cristiana, e ancora Papa Francesco ci dice che «vivere nella gioia, perché il cristiano non può essere pessimista non ha la faccia di chi sembra trovarsi in un lutto perpetuo» perché sa che «lutto e morte sono stati sconfitti». Noi siamo i figli trasfigurati della Resurrezione.

Quindi ci dobbiamo sentire orgogliosi di essere Cristiani e di vivere la fede autentica come fratelli di Gesù Cristo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui