Guerra reale a un sistema virtuale

sorry-L’Is ha dichiarato guerra a Twitter. Come riporta La Repubblica, l’Is: “in un appello diffuso sul web [..] ha esortato tutti i jihadisti nel mondo ad uccidere i dipendenti ed il fondatore del social network di microblogging per punirli di aver cancellato molti dei profili usati dai seguaci del sedicente ‘califfo’ Abu Bakar al Baghdadi.” Fin qui nulla di nuovo. Che l’Isis minacci non è una novità. Interessanti non sono nemmeno le motivazioni (il fatto di aver cancellato alcuni profili), ma quanto affermano successivamente: “La vostra guerra virtuale contro di noi ora provocherà una guerra reale contro di voi”. L’Occidente ha compreso di essere in guerra? Crediamo di no. Ma è quello che pensano gli islamisti. E questo dovrebbe far riflettere i poltroni occidentali che pensano che basti dialogare con questi personaggi. Costoro non ascoltano ragioni, vogliono conquistarci e sono disposti a tutto pur di perseguire il loro obiettivo. In questo sono coerenti e lineari, il problema è sempre la tiepida o inesistente reazione da parte di un Occidente che considera reagire ad una minaccia e a un torto subito come una colpa grave. Con questi presupposti non si vincono le guerre, ma non si sopravvive nemmeno.

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