Guardia di Finanza, celebrato a L’Aquila il 243° di fondazione: premiati soccorritori di Rigopiano e Amatrice

Schieramento

Una bella festa quella che si è svolta all’Aquila: la Guardia di Finanza ha festeggiato quest’anno il 243˚ Anniversario della sua fondazione. Le celebrazioni sono iniziate già dalla mattina del 20 giugno, quando, a partire dalle 8.30, il Comandante Generale, Gen. C.A. Giorgio Toschi, il Comandante in Seconda, Gen. C.A. Filippo Ritondale e il Presidente dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia (ANFI), Gen. C.A. Umberto Fava, hanno deposto a Roma una corona di alloro al Monumento al Finanziere di Largo XXI Aprile.  Successivamente, l’Autorità di Vertice della GdF, il Comandante in Seconda e il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale, Gen.D. Giuseppe Zafarana, hanno reso omaggio al Sacrario della Guardia di Finanza dedicato alla memoria dei Caduti del Corpo, nella Caserma Sante Laria di Piazza Armellini.
La cerimonia militare si è tenuta alle 11.00, nella Piazza d’Armi della Scuola Ispettori e Sovrintendenti di L’Aquila. In apertura, lo schieramento di 678 finanzieri (100 Ufficiali e 578 fiamme gialle tra Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Finanzieri) ha reso gli onori al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che, accompagnato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Prof. Pier Carlo Padoan, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen.C.A. Claudio Graziano, e dal Comandante Generale del Corpo, Gen. C.A. Giorgio Toschi, ha passato in rassegna la Brigata di formazione. La nota che hanno redatto i finanzieri stabilisce che La scelta della Scuola Ispettori e  Sovrintendenti de L’Aquila, quale location per la Festa della Guardia di Finanza  non è casuale. È il modo per mostrare vicinanza a un territorio, quello abruzzese, divenuto ormai il simbolo della capacità di reagire a eventi calamitosi, tragici e mai prevedibili. Dal terremoto del 6 aprile 2009, l’Istituto di formazione del Corpo è espressione del rapporto di solidarietà e della silenziosa laboriosità che unisce la Guardia di Finanza  e la cittadinanza nonché dei valori di fratellanza, generosità e coraggio che da sempre ispirano le Fiamme Gialle nel loro quotidiano operare, come testimoniato anche in occasione dei soccorsi prestati dai finanzieri del Soccorso Alpino a favore delle popolazioni del Centro -Italia, colpite dai più recenti eventi sismici e di maltempo.” Durante la cerimonia, il Generale Giorgio Toschi ha spiegato che “l’azione di contrasto che svolgono i nostri Reparti è funzionale non solo a recuperare gettito, ma, anche e soprattutto, a tutelare le imprese sane, le loro potenzialità competitive e i livelli di occupazione che esse sono in grado di assicurare. Una tutela ad ampio raggio che arriva a ricomprendere anche il fondamentale tema del lavoro. La Guardia di Finanza  infatti è sempre più impegnata nella lotta alle diverse forme di lavoro “in nero” o irregolare, puntando non solo al recupero delle imposte e dei contributi evasi, ma anche all’individuazione di casi di sfruttamento dell’immigrazione clandestina, di caporalato o di produzione e commercio di articoli con marchi contraffatti o insicuri, senza tralasciare il correlato profilo dell’aggressione ai patrimoni e alle ricchezze illecitamente accumulate”. A seguire, ha preso la parola il Ministro Padoan. Il Capo dello Stato ha fregiato la Bandiera di Guerra del Corpo con la Medaglia d’Oro al Valor Civile, per il soccorso prestato dalle Fiamme Gialle alle popolazioni dei territori dell’Italia centrale colpiti dagli eventi sismici del 2016 e della Medaglia d’Oro per i “benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte”.  Quest’anno ricorrono infatti anche gli 80 anni del Museo Storico della Guardia di Finanza , un “eccezionale strumento di diffusione, approfondimento ed elevazione della cultura” che ha contribuito, mediante l’organizzazione di eventi espositivi, convegni storici e la pubblicazione di volumi, alla salvaguardia della memoria delle gloriose tradizioni del Corpo e del patrimonio storico, artistico e culturale, nazionale ed europeo. Sono stati  premiati, con una ricompensa al Valor Civile e con la promozione al grado superiore, 8 militari del Corpo distintisi nelle operazioni di soccorso prestate a seguito del terremoto nell’Italia centrale dell’agosto del 2016 e in occasione degli eventi calamitosi di Rigopiano del gennaio di quest’anno. Sono il Maresciallo Capo (ora Aiutante) Lorenzo Gagliardi, il Vice Brigadiere (ora Brigadiere) Marco Bini, l’Appuntato scelto (ora Vice Brigadiere) Mauro Desideri e l’Appuntato (ora Appuntato scelto) Ivan Licciardello della Stazione del Soccorso alpino della Guardia di Finanza  di Roccaraso (AQ) nonché il Maresciallo Aiutante Paolo Passalacqua e gli Appuntati scelti (ora Vice Brigadieri) Raffaele Adiutori, Daniele Urbani e Armando Coccia della stazione del Soccorso alpino della GdF di L’Aquila. È stato poi il turno del militare cinofilo, Appuntato Simone Catalini: insignito durante la cerimonia della medaglia d’argento al Valore della Guardia di Finanza  è stato tra i primi a intervenire, insieme al suo cane, Amos, nel centro storico di Amatrice (RI), ridotto in macerie dal sisma.
A lui va l’eccezionale merito di aver salvato – calandosi ripetutamente tra i cunicoli e le strettoie – 6 persone in pericolo di vita, individuate grazie al fiuto del fido “collega” a quattro zampe. Sul palco delle autorità hanno poi sfilato i militari promossi al grado superiore per i risultati di eccezionale valenza operativa conseguiti nell’arco delle loro carriere: si tratta dei Luogotenenti del contingente mare, ora Sottotenenti, Arturo Nicolardi e Stefano Berrè che, da comandanti di unità navali e di vedette velocissime del Corpo, hanno contribuito, in tanti anni di attività operativa, all’arresto di 300 trafficanti, al sequestro di 19 tonnellate di droga, di 65 tonnellate di tabacchi di contrabbando, di 200 imbarcazioni, di armi, nonché al soccorso di 3.700 migranti. Da ultimo, sono stati conferiti riconoscimenti a 12 fiamme gialle protagoniste di operazioni di servizio nei settori della lotta all’evasione fiscale internazionale e del contrasto alla criminalità economica e organizzata: solo un piccolo “campione” – anche se rappresentativo – dei tanti militari che quotidianamente si distinguono per l’elevata qualità del lavoro svolto e per l’impegno profuso nelle attività di servizio. Dalle tribune gremite, spettatori di ogni età hanno potuto ripercorrere la storia della Guardia di Finanza  attraverso la parata rievocativa delle uniformi indossate dagli appartenenti al Corpo nel corso degli anni: da quelle, di ieri e di oggi, del soccorso alpino o vestite negli anni ’70 e ’80 dai marescialli del ramo mare o dai “baschi verdi”, per arrivare, procedendo a ritroso, alle divise utilizzate nei due conflitti mondiali, nelle campagne dell’Africa orientale italiana e a quelle risalenti al 1907 (Regno d’Italia) sulle quali, per la prima volta, sono comparse le “stellette a cinque punte”, di cui quest’anno ricorre, tra l’altro, il 110° Anniversario. Era, infatti, il 14 luglio 1907 quando il Re d’Italia Vittorio Emanuele III, accogliendo la proposta dell’allora Ministro delle Finanze, estese alle Guardie di Finanza l’uso permanente delle “stellette” – segno distintivo della divisa militare – con proprio decreto, divenuto l’atto ufficiale d’ingresso del Corpo nella “famiglia dei militari”.

A seguire hanno poi sfilato alcuni esemplari di macchine e moto storiche: una “Balilla” del 1907, una Fiat Campagnola del secondo dopoguerra, una Fiat 1100D e una Fiat 600 (la c.d. “Fanalona”) degli anni ‘60; e ancora, alcune biciclette utilizzate soprattutto nella Grande Guerra dai “militari espresso”, pronti a lanciare l’allarme in caso di attacco nemico; modelli di motociclette Gilera degli anni ’50 (la Gilera 300) e ’70 (la Gilera 124) e alcune Guzzi anni ‘70 e ‘80 (la Guzzi V7 e la V70). A far da sfondo alla cerimonia, alcuni esemplari dei mezzi speciali della Guardia di Finanza , disposti “a ventaglio” nella grande piazza d’armi: un elicottero AB412, una vedetta velocissima V6012, motoslitte, quad e altri veicoli d’Istituto. Ha spiegato il corpo con una nota: “La cerimonia di oggi, commentata in diretta streaming da Giancarlo Mingoli, ha quindi rappresentato anche l’occasione per il Corpo di celebrare e condividere con i cittadini le tappe principali di un glorioso passato. Numerosi sono stati, infatti, i richiami ai diversi “volti” di un’Istituzione che, per restare al passo con i tempi, ha adeguato la propria struttura alle mutevoli esigenze operative per corrispondere, con rapidità ed efficacia, ai bisogni di tutela della collettività, pur preservando, sempre, la memoria dei valori, delle tradizioni e dell’esperienza maturata in secoli di storia. Nato, infatti, come polizia doganale preposta alla vigilanza finanziaria dei confini -il Corpo si è dapprima trasformato in polizia tributaria investigativa per divenire la Guardia di Finanza  di oggi: una duttile e moderna polizia economica e finanziaria, capace di affrontare e contrastare, con un approccio trasversale, i diversi scenari di illegalità e, allo stesso tempo, fortemente protesa verso il “sociale”, per garantire protezione ai lavoratori e agli imprenditori onesti nonché sicurezza, aiuto e soccorso a chi è in difficoltà”.

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