Il governo Conte non decolla: pronto all’incarico Cottarelli

Giuseppe Conte

Purtroppo il governo Conte…… non s’ha da fare perché Savona non è ben gradito all’Europa e al presidente Mattarella di conseguenza, per cui il premier incaricato Conte ha rimesso il mandato di formare il governo nelle mani del Presidente della Repubblica con queste parole: “Ho rimesso il mandato che mi era stato conferito di formare il governo del cambiamento. Ringrazio il presidente della Repubblica per avermi conferito il mandato e gli esponenti delle due forze politiche, Di Maio e Salvini, per aver indicato il mio nome. Ho profuso il massimo sforzo e la massima attenzione e vi posso assicurare di averlo realizzato in un clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato.” Il commento di Di Maio espresso su Facebook: “Se il professor Paolo Savona non va bene per le sue posizioni sull’Ue abbiamo un grande problema di democrazia, la nostra non è una democrazia libera se siamo in queste condizioni. Io sono stato un grande estimatore di Mattarella ma questa scelta incomprensibile”. La scelta del Capo dello Stato è incomprensibile. I governi li decidono sempre gli stessi. Allora è inutile votare, i governi li decidono sempre gli stessi. Avevamo espresso Conte come presidente del consiglio, avevamo una squadra di ministri, eravamo pronti a governare e ci è stato detto no perché il problema è che le agenzie di rating in tutta Europa erano preoccupate per un uomo che andava a fare il ministro dell’Economia. Allora diciamocelo chiaramente che è inutile che andiamo a votare tanto i governi li decidono le agenzie di rating, le lobby finanziare e bancarie, sempre gli stessi.” Addirittura il M5S e Fratelli d’Italia invocano l’impeachment per questo fatto. La Lega si è espressa attraverso le parole che Salvini a pronunciato a Terni: “Per il governo che ha in mano il futuro dell’Italia decidono gli italiani, se siamo in democrazia. Se siamo in un recinto dove possiamo muoverci ma abbiamo la catena perché non si può mettere un ministro che non sta simpatico a Berlino, vuol dire che quello il è ministro giusto e vuol dire che se ci sono ministri che si impegnano ad andare ai tavoli europei a difendere gli interessi italiani parte il governo, se il governo deve partire condizionato dalle minacce dell’Europa il governo con la Lega non parte. Noi non siamo al ricatto di nessuno. Se abbiamo la certezza di poter lavorare liberamente da domani mattina sono ufficio. Ma se qualcuno mi dice vai in ufficio ma con calma e poi vediamo lo spread, i vincoli, allora no: così non si può lavorare bene. Se siamo in democrazia e rimane solo una cosa da fare restituire la parola agli italiani. Non lo conoscevo, ho trovato in Di Maio una persona ragionevole. Noi Ce l’abbiamo messa tutta, se qualcuno si prenderà la responsabilità di non far nascere un governo pronto domani mattina, lo vada a spiegare a 60 milioni di italiani. Eravamo riusciti a mettere nella lista dei ministri che in questi minuti il presidente incaricato sta consegnando al presidente della Repubblica un elenco di idee, di nomi e cognomi, di gente che da domani vorrebbe o avrebbe voluto cominciare a lavorare e trasformare in realtà la speranza di milioni di italiani. Però abbiamo un principio che viene prima di tutto, per l’Italia, per i nostri figli e per gli italiani decidono solo gli italiani, non decidono tedeschi”. Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno preceduto l’arrivo al Colle del professore. I leader di M5S e Lega hanno visto il presidente della Repubblica per cercare di sbloccare in extremis l’impasse sul governo giallo-verde, e in particolare sulla presenza alla guida del ministero del Tesoro di Paolo Savona. Mattarella ha visto i due leader separatamente: al Quirinale è salito prima Salvini, che poi si è diretto a Terni dove ha in programma dei comizi elettorali,  e poi, Di Maio.. Già  nelle prime ore del pomeriggio, quando ormai il governo sembrava a un passo, autorevoli fonti pentastellate avevano rivelato: “sta per saltare tutto”.  E proprio il nome contestato, savona, ha scritto una nota cercando di chiarire  di chiarire le sue posizioni sull’Unione europea e sull’Euro: “Voglio un’Europa diversa, più forte, ma più equa”. Le sue posizioni sul tema, spiega, si ritrovano anche in alcuni passaggi del contratto di governo firmato da M5s e Lega, che Savona riporta: quello sulla necessità della “piena attuazione degli obiettivi del Trattato di Maastricht poi confermati con Lisbona”; e quello sulla necessità di una “riduzione del debito non con l’austerità ma con la crescita“.

 

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