Luglio 2015 sarà ricordato per la questione greca? Ma nemmeno per sogno! E’ il caldo e i 41 gradi effettivi (perché quelli percepiti a causa dell’umidità sono un po’ di più…) raggiunti proprio nelle ultime ore in buona parte della nostra penisola, il protagonista di queste lunghe giornate. Difficile, infatti, uscire e guardarsi intorno senza vedere persone boccheggianti e che esprimono tutte il medesimo, illuminante concetto: “fa caldo!”. Ebbene si, fa caldo, è un concetto sul quale non possiamo obiettare. Tendenzialmente insoddisfatti per natura delle condizioni meteo, diamo continuamente sfogo al nostro non esser mai contenti. Se fa freddo, fa freddo, se fa caldo…sarà di sicuro così, senza vie di mezzo. Eppure, stando a quanto sostengono alcuni scienziati potremmo arrivare addirittura a rimpiangere le notti insonni trascorse a combattere l’umidità e le giornate trascorse a fare lunghe e interminabili spese nei supermercati con il solo scopo di inebriarci a scrocco dell’aria condizionata…perché se è gratis è più rigenerante (e non uno scherzo). Tornando agli scienziati, e nello specifico alla teoria del Maunder Minimum teorizzato dalla dottoressa Valentina Zarkhova, a partire del 2030 il sole diminuirà la sua attività di circa il 50%. Niente d’irreparabile, col tempo la nostra amata stella tornerà al suo pieno vigore, ma per qualche anno vivremo una piccola glaciazione che porterà ad un significativo calo delle temperature medie e l’estate torrida diventerà un miraggio. Altro che riscaldamento globale, desertificazione, effetto serra e buco nell’ozono. L’unico buco di cui dovremo preoccuparci sarà quello dei nostri calzini di lana, ne avremo bisogno. Che dire: godiamoci l’estate…finché dura.

Marco Martano

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