Delio Fantasia del M5S
Delio Fantasia del M5S

Dopo il breve incontro con la stampa che c’è stato al termine degli Stati Generali sull’Antimafia che si è svolto al Comune di Formia voluto fortemente dal presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, che ha registrato la presenza di 15 sindaci su trentatré comuni presenti nel territorio provinciale, ossia il 45% delle amministrazioni presenti sul territorio provinciale, si è incontrato uno degli attivisti di Formia del Movimento 5 Stelle Delio Fantasia per chiedergli le impressioni su questo convegno.

Il sindaco ha affermato che il Movimento 5 Stelle nono aveva nessuna rappresentanza in Piazza della Vittoria, tanto è vero che le sue parole sono state che le persone presenti potevano contarsi nel palmo di due mani. Tu cosa rispondi a questa affermazione del sindaco?

“Confermo quanto ha detto, eravamo pochi ma non era una manifestazione organizzata, tanto è che la polizia il giorno prima ci aveva diffidato e vietato ad organizzare una manifestazione, se ciò aggiungiamo che la manifestazione si è tenuta alle 10,30 di un giorno lavorativo si riesce a comprendere a pieno quali sono i motivi dell’esigua presenza in piazza, ciò non toglie che però da manifestazione si è trasformata in conferenza stampa dove partecipano solo ed esclusivamente i giornalisti, i cameraman e le radio locali.”

A quanto sembra colui che è stato l’ideatore di questa convocazione degli Stati Generali dell’Antimafia nella mattinata doveva svolgere un consiglio regionale e non dubitiamo della buona fede di Zingaretti, però forse poteva organizzare meglio il suo appuntamento.

“Ma dubitiamo pure. Zingaretti a me risulta che è stato assente al 98% dei Consigli Regionali, e quello che sto dicendo è certo. Zingaretti non va mai in Consiglio Regionale, neanche su tematiche di particolare interesse, questa è una scusa perché è stato concordato due giorni fa mentre il Consiglio Regionale si convoca almeno cinque giorni prima a norma di Statuto della regione, quindi è una evidente bugia.”

Questo si potrebbe verificare la presenza o meno del Presidente del Consiglio regionale, ma al di là di quello la cosa più importante è la presenza di Diana De Martino della Direzione Nazionale Antimafia che ha detto che sarebbe venuta a Formia solamente se l’incontro fosse stato svolto a porte chiuse, altrimenti non sarebbe venuta e non avrebbe parlato.

“ Diana De Martino è solamente uno dei tanti sostituti della Repubblica, il fatto stesso che nessuno dei due procuratori della repubblica, ossia di Roma e di Napoli sono venuti qua testimonia ancora di più il bluff che noi abbiamo denunciato questa mattina, cioè la sceneggiata. La De Martino è una delle ultime della Procura della repubblica ed è riuscita ad imporre questo tipo di impostazione tipo le porte chiuse e che questo sia stato accettato a fronte di uno di uno degli ultimi sostituti della Procura testimonia ancora di più l’inaffidabilità di una iniziativa che tutto poteva essere fuorché un summit di Stati Generali.”

Al di la delle dichiarazioni della De Martino comunque sono state dette due cose importanti: la conferma delle infiltrazioni camorristiche  nella zona del Lazio Meridionale è tanto è vero che lei ha fatto nomi e cognomi di questo ai sindaci e alle forze di polizia presenti, ma soprattutto la cosa più importante e che citando la famiglia Bardellino pare che abbiano avuto una confisca importante a Spigno Saturnia di un grande appezzamento di terreno coltivato ad uliveto che dovrebbe essere assegnato a settembre tramite bando. Tu confermi questa cosa?

“Questi sono venuti da Roma e da tutta Italia a dirci che qui c’è la camorra, sono venuti qui a dire che ci sono infiltrazioni camorristiche, sono venuti qui a dire che l’economia è inquinata dalla camorra? Ma potevano rimanersene a casa tranquillamente, queste cose sono note ed arcinote, conosciute anche al più grande sprovveduto della città, anche a colui che cammina con gli occhi foderati di prosciutto e mortadella, cioè se questi sono venuti qua a dire che c’è la camorra, potevano starsene a casa. Per quanto riguarda i beni confiscati, proprio questa amministrazione è stata quella che rispetto a tutte le altre ha dimostrato la propria incapacità di gestione, tant’è che l’immobile confiscato della villa ad Acquatraversa alla camorra è dato in regalo all’Arcivescovo di Gaeta per interposta comunità Emmanuel sappiamo che è abbandonato da dieci anni a se stesso senza l’utilizzo e senza la funzione nella quale è stata assegnata, fanno ridere queste circostanze.”

L’ultima cosa relativa al parcheggio multipiano di Piazza Aldo Moro che è stato realizzato da qualche anno, e il sindaco che nella precedente amministrazione  era in minoranza, lui afferma che aveva votato contro la risoluzione dell’amministrazione Forte per quanto riguarda l’assegnazione di questo bene alla comunità. Oggi la curatela fallimentare dice che per fatta salva la funzione pubblica del bene, quindi il parcheggio per la città, comunque adesso chi la gestisce è la curatela fallimentare che dovrà ricavare tutti i soldi da dare alla società costruttrice che ha realizzato la struttura.

“E’ giusto, nono solo perché rispetto a una sentenza del Consiglio di Stato, ma perché oltre a rispettarla ritengo anche giusta. Questa è l’ennesima brutta figura nono dell’amministrazione Bartolomeo, ne dell’amministrazione Forte, ma dell’amministrazione comunale intesa come continuità tra le varie amministrazioni, è evidente che tutto questo sarebbe accaduto prima o poi, lo dice anche lo stesso sindaco di Formia, non è evidente invece come non si sia posto rimedio quando era possibile rimediare.”

Non si è voluto rimediare anche perché c’è un conflitto di interessi in corso, c’è un consigliere comunale che in modo occulto rappresenta la società che ha costruito il parcheggio.

“n Si, confermo, è non tanto occulto perché nono è mai stata velata questa circostanza, cioè è chiaro che il costruttore ha la moglie che sta nelle varie commissioni consiliari dove vengono assunte determinate decisioni, compreso l’organo della massima assise civica, è chiaro che questo conflitto di interessi prima o poi avrebbe portato a considerazioni relative al conflitto di interessi stesso, è cioè che è improponibile che colui che ha costruito quest’opera da sei milioni di euro e deve averne due, piazzi la moglie nella stessa maggioranza che gestisce queste cose, questa è la sagra dell’assurdo.”

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