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Insegna

La mala gestione di Roma  Capitale non è iniziata per colpa di Virginia Raggi, ma ha delle origini antiche, per cui adesso la Corte dei Conti ci ha messo mano. Infatti la Procura della Corte dei Conti del Lazio ha tracciato un quadro delle irregolarità riscontrate nei propri procedimenti, come registrati in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2018. Dalla Metro C a Mafia Capitale, fino alla “Nuvola” di Fuksas e Affittopoli: sono 20 anni complessivi di irregolarità illustrate dal procuratore regionale Andrea Lupi, che ha sottolineato “il complesso dei danni subiti dal Comune di Roma» come individuate dagli accertamenti. Secondo il procuratore solo l’indagine Mafia Capitale ha registrato danni per quasi 20 milioni di euro. Il faro è stato puntato anche sull’aumento «esponenziale dei costi di realizzazione della Linea C della metropolitana di Roma,” per il quale c’è anche una inchiesta penale. Secondo Lupi dalle indagini “molto complesse che hanno impegnato la Procura per circa tre anni» sono emersi «gravi ritardi nella realizzazione dell’opera e il riconoscimento non dovuto di somme aggiuntive, per oltre 200 milioni di euro, al contraente generale per riserve strumentali e pretestuose che, tuttavia, sono state riconosciute dalla stazione appaltante Roma Capitale.” Sotto la lente anche la cosiddetta “Nuvola” di Fuksas, per cui la Procura regionale della Corte dei Conti “ha individuato un ingente danno alle pubbliche finanze”, pari a oltre 3,5 milioni di euro “corrispondenti al totale dei indebiti pagamenti effettuati nei confronti dell’archistar e alle società a questi riferibili per l’espletamento dell’incarico di direzione artistica”. Mentre per quanto riguarda la “mala gestio” della vicenda Affittopoli, il procuratore Lupi ha sottolineato come “per quasi un ventennio il Dipartimento Patrimonio del Comune di Roma si sia completamente spogliato delle competenze relative alla gestione del patrimonio stesso, avendo l’Amministrazione optato sin dal 1997 per una gestione totalmente esternalizzata” e ha parlato di un danno di circa 20 milioni: “Un esame più specifico dei rapporti economici tra Comune e detentori degli immobili ha rivelato che spesso i canoni di locazione risultano collocati al di sotto di ragionevoli soglie o che soggetti deceduti o residenti altrove pagano regolarmente i canoni di locazione.” L’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2018 della Corte dei Conti del Lazio è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio dell’attività svolta lo scorso anno. Nella relazione il presidente Piera Maggi ha detto che 2017 “le condanne hanno raggiunto quota 31 milioni di euro, aggiungendo che le condanne sono state 43, le assoluzioni 81 e 47 gli altri giudizi estinti. Un’attività svolta dalla Sezione che sia pure con un numero assolutamente limitato e insufficiente di magistrati, con un carico di giudizi non indifferente e con ruoli già saturi, ha portato i tempi di fissazione di udienza, da circa un anno, a 5-6 mesi.” Maggi ha poi aggiunto che la Sezione sta “ottenendo i conti giudiziali degli operatori delle telefonie mobili che hanno fatto le raccolte per il terremoto con sms.”

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