imgresEmigravano i nostri bisnonni a fine ottocento, i nostri nonni ai primi del Novecento, i nostri padri negli anni 50 e 60 e oggi emigrano i nostri figli, soprattutto giovani qualificati e le destinazioni preferite sono in Europa, Germania e Gran Bretagna. Un tempo i nostri antenati viaggiavano con la camicia di cartone tenuta insieme da parecchi giri di spago, oggi utilizzano il trolley: in 150 anni di storia, gli italiani non hanno mai smesso di emigrare in cerca di un lavoro e di una occupazione, dall’Unità d’Italia nel lontano 1861, sono partiti oltre 30 milioni di italiani alla ricerca di un lavoro e di una vita più dignitosa, nessun altro paese europeo può oggi contare su oltre 80 milioni di oriundi sparsi per il mondo. Un tempo gli italiani partivano con disperazione e con il cuore amaro poichè lasciavano gran parte della famiglia a casa, il viaggio in nave attraverso l’Atlantico, costava meno del viaggio in treno per il Nord Europa, ma era comunque caro. Durante la settimana gli italiani si accampavano nei porti di Genova o Napoli dove pagavano tantissimo per mangiare male e dormire peggio, il viaggio poi durava settimane e avveniva in condizioni inumane, le zone di terza classe erano stive situate nella parte più bassa della nave, fredde d’inverno, roventi d’estate, mancavano di ossigeno, luce, spazio, pulizia. Non tutti arrivavano nell’isola della baia di New York o né nei porti argentini e brasiliani, si moriva a bordo e si moriva anche in mare: le compagnie di navigazione, destinavano spesso al trasporto degli emigranti le navi più vecchie, come accade oggi ai migranti che sulle carrette del mare attraversano il Mediterraneo. Come nei tempi odierni, le imbarcazioni venivano stipate oltre i limiti consentiti e ai passeggeri legalmente registrati si aggiungevano i clandestini, si ricordano anche in quegli anni grandi tragedie di mare: tra le altre si ricorda quella del piroscafo italiano Ortigia del 1880 che affondò al largo della costa argentina: tra di loro 149 morti, tutti emigranti. I nostri nonni in gran parte analfabeti o poco alfabetizzati, che lavoravano nella maggior parte dei casi come manovalanza a basso costo e mal pagata, sono stati vittime di pregiudizio, disprezzo, xenofobia, razzismo e aggressioni violente un po’ dovunque, giudicati spesso in modo generico come “mafiosi e gente dal coltello facile”: oggi quando si equiparano tutti i rom come ladri o tutti i musulmani come terroristi, non si dovrebbe scordare queste dolorose esperienze come italiani.
Rino R. Sortino

Rino Sortino
Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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