Il comandante Felice Egidio

I due infermieri coinvolti nell’indagine “Trincea” i dipendenti dell’Ares 118 a Terracina sospesi nei giorni scorsi dal servizio per 10 mesi per avere attestato falsamente la loro presenza al lavoro alterando il sistema di rilevazione delle presenze nei mesi tra dicembre e gennaio sono stati ascoltati nella mattinata del 2 aprile. Marco Pannozzo e Mario Parisella, coinvolti nell’inchiesta denominata ‘Trincea’ condotta dal Nas dei carabinieri e accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato, sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Molfese: il primo ha risposto a tutte le domande respingendo le accuse, il secondo invece si è avvalso della facoltà di non rispondere. Pannozzo, assistito dall’avvocato Giulio Mastrobattista, ha spiegato che le assenze dal posto di lavoro rientravano nell’ambito dell’attività che era stata loro assegnata proprio dall’Ares 118 vale a dire la consegna dei dispositivi anti Covid a tutti gli ospedali della provincia di Latina. In realtà ciò che è emerso in due mesi di pedinamenti e per mezzo Gps e di analisi di tabulati del traffico telefonico sono 58 episodi di abusiva timbratura del cartellino. Secondo gli investigatori uno dei due, in più di una occasione risultava essere al bar, a fare la spesa e addirittura al mare con tanto di foto postate sui social invece che al lavoro. L’altro invece, quale responsabile di posizione organizzativa e con funzione di controllo sugli altri dipendenti della Centrale Operativa, avrebbe certificato le timbrature irregolari dell’altro dipendente indagato. A conclusione dell’interrogatorio la difesa di Pannozzo ha chiesto la revoca della misura, istanza sulla quale il gip Molfese si è riservato di decidere in attesa del parere richiesto al pm.

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