Gli abusi sessuali e molestie nel Lazio provengono da molto lontano

I numeri parlano chiaro: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il 35% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta e anche in Italia la percentuale non sembra discostarsi di molto: gli ultimi dati Istat, riferiti al 2015, parlano del 31% di vittime di abusi e violenze delle donne tra i 16 e i 70 anni. Anche Latina è stata negli anni, teatro di aggressioni nei confronti di donne, che solo per una serie di circostanze occasionali non si sono concluse nel peggiore dei modi, tra le tante tristi vicende verificatisi nella zona interessata, quella dell’Agro Pontino, siamo riusciti a raccogliere la testimonianza di S.P., sono le iniziali della signora, che una sera all’uscita dallo “store” in cui è impiegata, si ritrovò all’improvviso davanti un forsennato che la minacciò armato. “Dopo essermi strattonato con lui per alcuni interminabili minuti, riuscii a farlo fuggire, sono certa che sicuramente non stava nel pieno delle sue facoltà mentali e in preda a tossicodipendenza, oggi vorrei consigliare le donne che hanno l’esigenza di uscire la sera tardi che sarebbe meglio non soffermarsi nei parcheggi per parlare, ed uscire possibilmente in compagnia. Anche in seguito, la paura mi accompagnò per diversi giorni, poi grazie alla mia fede buddista sono riuscita ad elaborare il mio dolore ed attraverso questa dottrina orientale sono riuscita a darmi forza e proteggermi per il futuro. Il Karma è il riflesso della nostra vita ed è il riflesso delle nostre azioni, io credo che ognuno di noi abbia un Karma, evidentemente io avevo il Karma delle aggressioni, era un problema mio, una manifestazione latente che avevo dentro, ed ogni causa ha un suo effetto, quella esperienza per quanto negativa, la ritengo positiva perché mi ha aiutato a capire me stessa. Poi dopo alcuni anni ho seguito anche un corso di difesa personale che ho svolto per alcuni mesi, Latina comunque non la considero una città particolarmente pericolosa, io provengo dal Sud e lì la realtà è sicuramente peggiore”. Ringraziamo la signora della sua lucide considerazioni per un fatto che sicuramente rimarrà scolpito nella sua memoria, oggi riteniamo che il tema delle violenze e molestie parte da lontano ed ha effetti globali. Lo scorso ottobre quando scoppiò il caso Weinstein, con le rivelazioni pubbliche di molestie e aggressioni sessuali commesse da parte dall’influente personaggio dell’industria del cinema americano, furono rivelate una serie di vicende anche del passato, di cui non sempre si è potuto constatarne l’effettiva veridicità. Abusi sessuali e molestie ove realmente accaduti, sono da condannare ma si tratta comunque di una violenza perpetrata in un mondo di adulti, se si parla invece di molestie nei confronti degli adolescenti, il discorso diventa ancor più complicato e i recenti casi di Roma Cassino e Latina hanno gettato sconcerto e incredulità anche nella nostra provincia. La popolare trasmissione di Lazio TV Monitor diretta da Egidio Fia andata in onda lo scorso 25 gennaio ha inteso approfondire la delicata tematica in studio e si è avvalsa dell’ausilio di due specialiste nel settore, la dott. Alessia Micoli e la dott. Stela Taneva. Nel caso della scuola superiore di Roma Massimiliano Massimo le cronache hanno citato le vicende di una ragazzina di quindici anni che aveva intessuto una relazione con un suo Professore, questi in seguito è stato arrestato e la sua posizione è oggi al vaglio egli inquirenti. Normalmente una giovanissima non ha la percezione di cosa può comportare un rapporto sentimentale e sessuale con un adulto, che invece dovrebbe avere la necessaria maturità per consigliarla. La psicologa dott. Taneva nel suo intervento nel corso della trasmissione di Monitor ha detto che una delle chiavi di lettura dei comportamenti degli adolescenti considerati “troppo spinti”, sarebbe la ricerca di attenzioni che eventualmente mancano da parte delle loro figure genitoriali che sono sempre più distratti dalla loro quotidianità, pertanto nelle occasioni importanti, non sono in grado di offrire ai loro figli quell’apporto necessario. I punti di riferimento importanti nei quali si debbono confrontare gli adolescenti sono senza dubbio la famiglia e la scuola ad esempio, che se vanno a cedere nei loro ruoli istituzionali, si perdono come pilastri solidi e gli adolescenti poi potrebbero sentirsi autorizzati a valicare certi confini per avvicinarsi a esperienze rischiose e pericolose. La dott. Alessia Micoli non ha inteso esprimersi specificamente sulla vicenda di Roma in quanto essendoci delle indagini in corso non ha ritenuto di fare alcun tipo di valutazione, ma la vicenda in questione sembra quasi un copia incolla con altre tristi realtà già sentite e viste, i genitori che sono un punto di riferimento importante, hanno delle grave responsabilità nei nostri giorni perché pochi vogliono svolgere il loro ruolo genitoriale e delegano la scuola ad educare, poi se qualcosa non va per il verso giusto tutti a puntare il dito accusatorio sulla scuola. Nel secondo episodio citato in trasmissione, quello relativo alla vicenda di Cassino, il tema è divenuto ancor più sconvolgente in quanto è stato proprio un tema in classe a rivelare all’opinione pubblica delle vicende di una alunna che denunciava di subire violenza da anni da parte di suo padre, quando poi questi è stato allontanato da casa da un magistrato per misura cautelare, il suo triste epilogo è stato il suicidio. Non è facile dibattere tali argomenti nello spazio di una trasmissione, né nelle poche righe degli articoli dei giornali, ma quello che è certo è che la scuola nella sua funzione di istituzione prioritaria nell’ambito del percorso evolutivo dei figli non può essere lasciata a gestire da sola determinate situazioni ed è obbligata ad avvalersi della figura dello psicologo che può offrire un grande contributo nelle situazioni difficili. La famiglia dovrebbe essere il luogo sacro dove nascono le premesse per trasmettere educazione e serenità ai propri figli che si rapportano ad una vita futura, pertanto quando una figura adulta di cui il figlio si fida e che dovrebbe tutelarlo, nel momento in cui lei medesima diventa “ l’aggressore”, crolla da parte del giovane la fiducia non solo verso se stesso, ma verso tutti e in tal modo viene minata totalmente la sua autostima. E’ abbastanza conosciuto il fenomeno dell’abuso sessuale in famiglia e spesso la cronaca registra tra le mura domestiche delle abitazioni, situazioni eclatanti che avvengono nelle più consapevoli complicità.
Rino R. Sortino

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