Giuseppe Santoro lascia il settore minibasket del Formia Basketball

Giuseppe Santoro

E’ un comunicato che non lascia dubbi di interpretazione,  infatti l’allenatore del settore minibasket del Formia Basketball Giuseppe “Peppe” Santoro ha scritto queste righe per spiegare il perché della sua scelta, della – come l’ha definita lui – pausa di riflessione: “Ho sempre creduto nel progetto Formia Basketball, ma non posso accettare per la quarta volta di essere considerato incompetente in un campo in cui, non ho bisogno di auto elogiarmi. La mia esclusione alla guida del minibasket la considero un fatto molto grave ed offensivo da parte dello zenit societario rispetto al mio stile conduttivo, alla mia metodologia, ai miei valori, e perché no, alla mia divergenza. Ho tentato in tutti i modi di confrontarmi con le mie idee, ma devo ammettere che ho trovato solo limiti di visioni ed atteggiamenti che mi hanno provocato amarezza e delusione, quindi, ora che ho riconosciuto l’offesa, costretto, ritengo umano reagire, prendendo un periodo di riflessione per valutare altri percorsi, più appaganti e consoni al mio profilo professionale. Fossi stato sfiduciato dai bambini o dalle loro famiglie mi avrebbe ferito, ma lo avrei accettato, considerando, però, la competenza di chi ha voluto estromettermi, da un lato mi lascia un senso di compassione, dall’altro mi dà una carica di adrenalina e di autostima. Come è capitato a Gianni Di Rocco, sfiduciato a dicembre dalla squadra, ora tocca a me annunciare un stop per sfiducia, anche se in questo caso non è giunta da miei subalterni, ma da co-fondatori e main sponsor dopo avermi lasciato in solitudine, una stagione intera, nel settore più delicato e complesso del Club (il minibasket), costringendomi al ruolo di organizzatore, istruttore, custode, addetto alle pulizie e, persino, nelle gare casalinghe nel quadruplice ruolo di custode, istruttore, cronometrista ed arbitro. La dignità ed il rispetto per me stesso mi impediscono di accettare ulteriormente il ruolo di nadir, di traghettatore ad interim e/o di mulo “ripescato” per eventuali piani B. Opto, quindi, di mettermi “umilmente” in galleria, cogliendo il vero significato del termine: “l’umiltà è una virtù che consente di riconoscere i propri limiti oltre ai propri pregi, ma anche i pregi altrui oltre ai loro limiti.”  Batto, virtualmente, un “give me five” a tutti i bimbi che, oltre all’affetto ed al rispetto dimostratimi, anche quest’anno mi hanno insegnato tanto ed hanno ulteriormente arricchito il mio bagaglio professionale. Ringrazio i genitori per la stima e la pazienza concessami specie per qualche mancanza societaria che ho dovuto, pur incolpevole, “ob torto collo”, caricarmi sulle spalle. Un grazie ad Amato ed Hansel per la appassionata e competente collaborazione ed un grazie ai ragazzi della C Gold per avermi accolto ed assecondato nel pur breve, ma proficuo periodo condiviso con rispetto ed armonia. Riconoscenza alla mia famiglia che ha assecondato tutti i miei sacrifici ed accettato la sottrazione di tempo. Per il resto nessun rimpianto, quando si chiude una porta, per gli impavidi, si apre sempre un portone. Sono già abituato a subire sgambetti dalla vita ed in particolare nello sport, ma ogni volta mi rialzo più forte, entusiasta e motivato di prima….un po’ come la mia cara Fenice!.”

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *