imgresCaio Giulio Cesare è stato uno dei più grandi uomini dell’antichità, un condottiero politico rivoluzionario riformatore è stato anche un giurista, scrittore e oratore di qualità eccelse, fondatore di un impero che sarebbe durato tra Oriente ed Occidente per mille anni. Nacque da una famiglia aristocratica, ma di idee progressiste, con forti legami con i populares “quelli che oggi chiameremmo “la sinistra” della repubblica romana, si pose in contrasto con un personaggio politico importante che dominava la scena politica di quel tempo, il “conservatore Silla”, che tentò in ogni modo di eliminarlo. Durante la dittatura di Silla c’erano affisse le cosiddette liste di prescrizione, con i nomi avversi alla fazione sillana, chiunque ne avesse ucciso uno, aveva diritto a parte dei suoi averi, pertanto si verificarono abusi di ogni genere e delitti atroci che rimasero sempre impuniti. Cesare intentò vari processi di accusa agli esponenti sillani che si erano macchiati di delitti, poi decise di andarsene da Roma per evitare la vendetta degli avversari politici ancora molto potenti e pericolosi. A Roma nel frattempo si erano messi in luce dopo importanti battaglie militari, due personaggi che sarebbero divenuti protagonisti della scena politica e militare, Pompeo e Crasso: i due in seguito cominciarono ad avere importanti contatti con Cesare che ormai era diventato l’indiscusso leader dei populares. Una volta che Cesare fu eletto al consolato (nel 59 a.c. grazie all’appoggio di Pompeo e Crasso, con cui nel 60 aveva stipulato un accordo di reciproco aiuto, il così detto primo triumvirato), tentò la conquista della Gallia, impresa che lo impegnò dal 58 al 51. Nel 56 conquistò l’intera regione e diventò proconsole della Gallia, in tal modo ottenne fama, gloria, ma soprattutto un esercito fedele, strumento per costruirsi un potere personale. Raccontò Plinio (conosciuto come Plinio il vecchio uno scrittore e cronista dell’epoca, che morì poi tra le esalazioni dell’eruzione vulcanica del Vesuvio che distrusse Stabiae, Ercolano e Pompei, mentre cercava di osservare il fenomeno vulcanico più da vicino)che la conquista della Gallia costò un milione di morti e fu un crimine contro l’umanità, ma in seguito divenne la provincia più fedele a Roma, dove vi inviò diversi suoi senatori. Quando Cesare varcò il Rubicone (49 a.C.) e marciò con il suo esercito su Roma, nell’attuale capitale scoppiò una nuova guerra civile e Cesare ne uscì vittorioso. Fu nominato dittatore a vita, ebbe il titolo di imperator trasmissibile agli eredi, la “potestà tribunizia”, che rendeva la sua persona sacra e inviolabile, si può dire che ebbe un potere monarchico. Diventò sempre più inviso dall’aristocrazia, pertanto venne organizzata una congiura, che si attuò alle Idi di Marzo, il 15 marzo del 44 a.C., quando venne pugnalato a morte in Senato in nome della libertà e della restaurazione repubblicana. Tra i cospiratori, c’era anche suo figlio adottivo Bruto, (che poi Dante metterà all’inferno come simbolo di tradimento, insieme a Cassio, altro congiurato, e Giuda).Anche se il suo periodo di governo non fu molto lungo, molte furono le iniziative di Cesare: tra queste la concessione della cittadinanza romana a molti illustri personaggi soprattutto della Gallia Cisalpina, l’estensione delle leggi di Roma a tutti i municipi, la riforma del calendario, che passò dal sistema lunare a quello solare, inoltre si dimostrò anche un eccellente scrittore e storico, come ci mostrano i suoi scritti sulle campagne galliche e sulla guerra civile.
Rino R. Sortino

Rino Sortino
Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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