Giuliano Moretto, è uno scrittore pontino dotato di grande capacità descrittiva, nei suoi precedenti libri ha mostrato un modo di scrivere schietto che va dritto al problema, con una sensibilità e un acume non comuni. Lo abbiamo incontrato in una giornata soleggiata “ Nonostante sia in possesso soltanto della terza media, dice, mi piace scrivere perché penso in questo modo, di poter aiutare il prossimo, questo è il mio terzo libro ma credo che possa ritenersi il più importante, per la serietà e l’onestà descrittiva dei fatti, dove mi rivolgo sopratutto ai giovani che sono la parte essenziale della nostra società. Da ragazzo giocavo nelle giovanili del Latina calcio, poi mio malgrado, sono dovuto passare ad un’altra società la “Fulgorcavi” per avere la possibilità di ottenere anche un posto di lavoro, il direttore sportivo mi aveva promesso che ci sarebbe stata questa opportunità, quindi nonostante il mio grande amore per la maglia nerazzurra del Latina con cui avevo vinto un campionato De Martino, passai malvolentieri alla Fulgorcavi. Da giovane a diciassette anni, sogni di calcare palcoscenici calcistici più importanti quali quelli della serie A, poi quando i sogni si infrangono ci rimani male, ma di questo avrò modo di parlarne nel mio prossimo libro “il giocattolo rotto”. Ma sono convinto che senza sogni non si vive, i sogni sono la spinta per spingerci ad osare nella vita, alle giovani generazioni vorrei far capire di non abbattersi mai per le difficoltà che incontrano, oggi il problema principale è la mancanza di lavoro, ma a mio parere ci sono tanti modi per sopperire a questa mancanza, credo che una alternativa oggi per i giovani sia quella di spostarsi, se necessario, avere una visualità più ampia e recarsi al nord d’Italia se necessario, al sud, oppure andare all’estero, per vedere di trovare nuove opportunità, non devono mai abbattersi, perché la vita è piena di contrarietà e imprevisti ed è necessario sempre lottare per affermarsi.
Giuliano entro qualche mese uscirà il tuo nuovo libro, Diamante, ci puoi dire come è nato questo progetto ?
L’idea è nata per caso, con degli amici pensionati sono solito soffermarmi a Panorama a Latina, per passare qualche ora in loro compagnia e questi mi facevano presente che avrebbero avuto tante cose da raccontare della loro vita, soprattutto Rolando il più convinto fra loro mi sollecitava dicendomi “Giuliano, visto che a te piace scrivere, perché non trascrivi le nostre storie, che potrebbero essere utili per le generazioni future? Così ho recepito il suo desiderio e quello di altri e ho iniziato a scrivere “Diamante”, una descrizione delle problematiche della nostra società quali la disoccupazione giovanile, il mondo della droga e dei gay, il mondo della politica e quello dei truffatori, una serie di argomentazioni che riguardano l’attualità della nostra società e della nostra città. In questo libro di trecento pagine, sponsorizzato dalla Mediolanum, ho un sogno nel cassetto, quello di creare un cortometraggio o un piccolo film, infatti ho diversi sponsor che mi potrebbero aiutare in questo progetto. Nelle nostre località pontine che non ritengo inferiori ad altre della penisola, ubicate in una terra spesso baciata dal sole anche di inverno, dove abbiamo il mare, i laghi e le colline, con deliziosi paesi che sono unici nella loro autenticità, in quest’area si trova Latina, la mia città che amo in maniera particolare e ritengo che quando si vuole bene, bisogna avere anche il coraggio di criticare nel senso costruttivo, per cercare di analizzare i suoi i lati meno positivi. Oggi si vive un momento storico difficile, ma percorrendo le fasi storiche del passato, ne abbiamo vissute in Italia anche di più critiche, ma la gente di un tempo sembrava più temprata. Mio grande desiderio è quello di aiutare i giovani, noto che i ragazzi di oggi sono fragili, li definisco come “ figli di covatoio” sembrano indifesi e spesso senza grinta, un giorno stavo in piazza e mi soffermai a parlare con un amico di mio figlio Andrea, un ragazzo di ventisette anni, gli chiesi del suo lavoro e mi ha rispose “ che vuoi che ti dica, maestro, io lavoro quindici giorni e poi sto fermo due mesi, lavoro un mese e poi sto fermo tre mesi, sono un disoccupato, ma non mi creo particolari problemi perché non devo formarmi una famiglia, dei figli e poi prosegue, lo vedi quel palazzo? Quando l’ultimo dei miei genitori non ci sarà più, io mi recherò lassù e mi butterò di sotto! Ascoltare queste frasi per me è stato come se mi avessero dato cento coltellate al cuore, certe frasi fanno troppo male.
Giuliano ci puoi raccontare cosa tratta “Diamante” ?
A differenza dei miei due precedenti testi, “Il paese perduto”, dove rammento il vissuto della mia famiglia con la nascita del cimitero, e lo “specchio del giustiziere”, dove trascrivo un giallo, che riprendo da vicende da me realmente vissute e immaginarie, in Diamante tratto varie problematiche, parlo della droga e intendo criticare la posizione di alcuni politici che la vogliono liberalizzare, discuto dell’uso indiscriminato del cellulare che è troppo esagerato nei nostri giorni e contribuisce a non creare un sano confronto dialettico fra le parti, inoltre affronto le problematiche dei “gay “che ancora oggi vengono discriminati e che invece dovrebbero essere rispettati per la loro essenza umana. Gli amici come dicevo prima, sono una parte essenziale del libro e raccontano di come sono riusciti a sopperire alla mancanza di lavoro, lo hanno fatto con tanta inventiva e ascoltando le loro storie che sanno di autenticità, c’è tanto del carattere di queste persone, svolgevano diverse professionalità, quella di barbiere, tappezziere e avvocato e dalle loro testimonianze, sono emerse situazioni veramente interessanti.
So che hai dedicato questo libro ad una persona in particolare
Questo libro l’ho dedicato a un ragazzo umile, un bel ragazzo, che a fine anni 60 era già una bella realtà nel mondo del cinema ed aveva partecipato ad alcune pellicole western, era conosciuto da tutti con il soprannome di “biscotto”, ma il suo vero nome era quello di Francesco Porzi. Lui riuscì a far conoscere Latina nel mondo, era fidanzato con un’attrice americana, ma purtroppo la sua esistenza fu breve, perché morì a soli 23 anni il 31 agosto del 1970, in un incidente stradale, mentre stava tornando da San Felice sulla litoranea. Questo ragazzo lasciò un vuoto incolmabile in tanta gente che lo aveva conosciuto, posso testimoniare come venne assegnato a Francesco il nome di biscotto dal momento che ero presente, allora di fronte alla vecchia Standa di via Diaz, c’erano degli uffici, erano le 11,30 del mattino e Francesco Porzi camminava davanti alla Standa, quando si affacciarono due impiegate e una di queste disse ad alta voce, “sei tanto bello che ti mangerei come un biscotto!!”
Intendi nei tuoi capitoli fare un seria autocritica alla tua città di Latina?
Io a Latina ci sono nato e l’ho vista crescere, è una bella città ma sicuramente ha necessità di essere maggiormente curata e lo dico da sempre, a mio parere tutti i sindaci che si sono succeduti negli anni, non hanno fatto il bene di questa città, l’incantevole litorale che dispone non è stato sfruttato adeguatamente, così come le terme non hanno mai avuto vita, sono convinto che i politici di allora non le hanno volute. Mio nonno mi diceva in dialetto veneto: guarda che la bara non ha scarsele, non ha tasche, qui sulla terra di eterno non c’è nessuno, credo che probabilmente tanta gente pensa di essere eterna, ma non è così. Posso parlare soprattutto di ciò che ho vissuto personalmente, “Io ho lavorato all’interno della “Fulgorcavi” per quarant’anni, dove ci sono stati più di duecento morti a causa di sostanze tossiche chimiche e dispiace oggi vedere una così grande struttura completamente abbandonata, in quella località ci sono sessanta ettari di terra, ma perché oggi non si concede in affitto il terreno per essere diviso in settori per coloro che vogliono svolgere ad esempio attività quali il carrozziere, il falegname o il meccanico”?
Grazie Giuliano della cortesia
Rino R. Sortino

Rino Sortino
Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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