Gianni Alemanno

Gianni Alemanno è stato di nuovo condannato: nell’udienza del 23 ottobre l’ex sindaco di Roma ha ricevuto la condanna a sei anni di reclusione, la stessa che il 25 febbraio del 2019 ha ricevuto per corruzione e finanziamento illecito. Per l’ex parlamentare di Allenanza Nazionale un’ altra battaglia giudiziaria persa in uno dei processi legati all’inchiesta “Terra di Mezzo”. Eppuire il pm, il sostituto procuratore generale Pietro Catalani non ha voluto calcare troppo la mano per l’ex colonnello di Gianfranco Fini, avendo chiesto solamente una condanna a tre anni e sei mesi di carcere. Ma il giudice ha ritenuto che Alemanno è stato uno dei protagonisti del filone che lo ha visto coinvolto, con le accuse di corruzione. La vicenda è stata la seguente: dalle indagini è emerso che l’ex primo cittadino della coalizione di centro destra che ha governato diversi anni fa Roma, ha ricevuto la somma di 298,500 euro da Salvatore Buzzi, che è risultato uno dei principali imputati dei processi di “Mafia Capitale”, in cambio di indicazioni su dei nominativi da collocare presso l’azienda municipalizzata dell’Ama, che gestisce la raccolta dei rifiuti, oltre che sull’intervento di favore sull’acquisizione di alcuni appalti pubblici e anche ‘intercessione per ottenere dei crediti che lo stesso Buzzi ha ssempre vantato di avere con l’amministrazione comunale. Buzzi e Massimo carminati, che sono stati i due principali accusati del processo, sono stati condannati nel processo d’appello per “associazione di stampo mafioso”, ma nel 2019 la Cassazione ha riqualificato il reato in essere come “associazione per delinquere”, togliendo l’aggettivo mafioso permettendo di far cadere ai due molte accuse a loro imputate. Molto sconcerto è stato espresso da Alemanno, che ha voluto commentare a caldo la nuova condanna che la magistratura ha espresso contro di lui. In sostanza, l’ex sindaco di Roma ha definito questo nuovo disposto giudiziario come la conseguenza di un atto che la Corte d’appello ha stabilito contro di lui, andanco contro la decisione della Cassazione che carminati e Buzzi sono stati condannati insieme a lui. Ma i giudici lo hanno definoto come “un corrotto senza un corruttore”. Per cui, sempre secondo l’ex deputato, “io mi sono corrotto da solo”. Per cui la sua conclusione finale è stata questa: “Proclamo la mia innocenza come ho fatto dal primo giorno. Faremo ricorso in cassazione. Sono sconcertato”.

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