Gate A di Gaeta

Ormai è aperto da circa un mese, ma ancora non si spegne l’eco su possibili situazioni di negatività per l’apertura del nuovo centro commerciale alle porte di Gaeta, Gate A con il Conad come attore principale di quessto mega spazio commerciale. La critica arriva dai Cinque Stelle, ed in particolare dal coinsigliere regionale Gaia Pernarella, che ha posto l’accento, attraverso delle dichiarazioni diffuse dall’Agenzia di Stampa Dire, di verificare se sono state rispettate tutte le normative rioguardo l’aperitura di questo centro com,merciale. Ecco quello che hanno detto dal Meetup Cinque Stelle di Gaeta:

Il MoVimento 5 Stelle, nella veste del consigliere regionale Gaia Pernarella che è il portavoce M5S Lazio, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata ritenendo la strada della verità quale unica via da percorrere per fare chiarezza sul nuovo centro commerciale a Gaeta in località Piaja. La variante approvata dalla Regione nel 2016 che autorizzava il cambio di destinazione d’uso dell’area della Panapesca venne concessa a patto che fossero rispettate numerose prescrizioni di natura ambientale e di natura geologica. La realizzazione del “Lotto B” ha suscitato più di qualche dubbio, dal momento che supera per metri quadrati la media struttura di vendita per cui sono state chieste e ottenute le autorizzazioni. Una superficie maggiore dei 2500 metri quadrati individuati dalla Legge per i comuni sopra i diecimila abitanti, come è quella sorta a Gaeta, necessita di tutta una serie di standard urbanistici che allo stato non ci sembrano essere presenti ma di più, in fase autorizzativa, avrebbe avuto necessità di una conferenza dei servizi, non in forma semplificata, e sarebbe stata subordinata al parere vincolante della Regione.

La situazione sarà ancora più evidente quando verrà terminato il Lotto A.

Secondo quanto appreso, inoltre, sarebbe stato bypassato l`articolo 29 della Legge regionale 33 del 1999 proprio dove si esplicitano le modalità della Conferenza dei Servizi, uno strumento fondamentale ai fini del controllo del rispetto dei criteri di programmazione urbanistico – commerciale regionale e comunale.

Non potranno esserci più ambiguità. I cittadini residenti in località Piaja in primis e dell’intero comprensorio meritano di sapere se la procedura eseguita dal comune di Gaeta sia conforme a quanto stabilito della legge.

Il MoVimento 5 Stelle di Gaeta supporta pienamente l’operazione verità della consigliera regionale Gaia Pernarella, come già ampiamente discusso in tema occupazionale, dove risposte ufficiali ancora non sono pervenute.

L’abusivismo edilizio sarà uno dei temi dell’incontro di venerdì. Non vediamo l’ora di discuterne insieme, affinchè il cittadino rimanga costantemente l’unico alleato del Movimento 5 stelle. Ecco che cosa ha detto la Pernarella: Sulla carta è descritta come una media struttura di vendita, nei fatti appare tutt’altro e per questo abbiamo deciso di interrogare la Giunta.Quando nell’aprile del 2016 la Regione approvò la variante che autorizzava il cambio di destinazione d’uso dell’area della Panapesca, da industriale a commerciale con abbattimento dell’ex stabilimento e ricostruzione di nuovi edifici, questa venne concessa a patto che fossero rispettate numerose prescrizioni di natura ambientale e di natura geologica. I nostri dubbi sono iniziati a sorgere quando anche il più ingenuo dei passanti che attraversava il tratto di strada prospiciente il cantiere di via Lungomare Caboto ha potuto verificare come dei due lotti in esecuzione, già solo il primo, il B, supera per metri quadrati la media struttura di vendita per cui sono state chieste e ottenute le autorizzazioni. Come noto, infatti, una superficie maggiore dei 2500 metri quadrati individuati dalla Legge per i comuni sopra i diecimila abitanti come è quella sorta a Gaeta, necessita di tutta una serie di standard urbanistici che allo stato non ci sembrano essere presenti ma di più, in fase autorizzativa, avrebbe avuto necessità di una conferenza dei servizi, non in forma semplificata, e sarebbe stata subordinata al parere vincolante della Regione. A nostro modo di vedere, e se non lo fosse ora, questo sarà ancora più evidente quando verrà terminato il Lotto A, sarebbe stato bypassato sic et simpliciter l’articolo 29 della Legge regionale 33 del 1999 proprio dove si esplicitano le modalità della Conferenza dei Servizi, uno strumento fondamentale ai fini del controllo del rispetto dei criteri di programmazione urbanistico – commerciale regionale e comunale. Con l’aggravante che tutti i pareri rilasciati dagli enti chiamati a esprimersi sono stati dati per una ‘media struttura di vendita’ e non per il “gigante” che i cittadini di Gaeta oggi si ritrovano all’ingresso sud della città. Chiediamo alla Giunta se non sia il caso di verificare, anche attivando la vigilanza regionale su atti e procedimenti delegati ai Comuni in merito di commercio e attività urbanistica, se la procedura seguita dal Comune di Gaeta, sia conforme a quanto stabilito dalla Legge in merito alle strutture commerciali aventi consistenza superiore ai 2500 metri quadrati”.

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