Gisela Josefina Lopez e Giovanni Caruso- Storia di un sodalizio musicale italo-Venezuelano.

Gisela Josefina Lòpez è una cantautrice e ballerina Venezuelana profondamente legata e orgogliosa delle sue radici, da anni residente in Italia ha sempre avuto a cuore il repertorio musicale tradizionale sudamericano. A seguito del suo incontro artistico con Giovanni Caruso, abile chitarrista compositore/arrangiatore, e direttore di coro e di orchestra, hanno creato un sodalizio artistico al fine di proporre inediti pezzi musicali abilmente miscelati di melodie Latinoamericane condite da sottili note che si ispirano al nostro paese. I loro brani (ricordiamo tra i tanti ‘Nota de Amor’, ‘Que es la vida’, ‘Frater omnium’, ‘Un ratito’), piacciono per le struggenti nostalgie legate alla terra d’origine di Gisela, ma anche per l’impronta di beneagurante ottimismo che non deve mai abbandonare chi ama veramente la propria terra. Il duo oltre a numerose partecipazioni in dirette radiofoniche e televisive in differenti emittenti, si è esibito in Italia e all’estero in importanti eventi e rassegne concertistiche. I loro video musicali hanno riscosso un positivo consenso sui Social Network e sui canali Youtube, iI riscontro effettivo, lo hanno ottenuto grazie al videoclip “Nota de Amor” (dove si parla d’amore a 360 gradi e d’integrazione tra culture diverse), che ha vinto il primo premio al “Sanremo Videoclip Award 2018”. Recentemente il loro video musicale “Nota de amor” edito da Telesia, dal 18 novembre, è in visione nei circuiti delle metropolitane delle più grandi città italiane. Li abbiamo incontrati recentemente entrambi, in una serata d’autunno in un bar di Aprilia e davanti ad sempre gradita tazzina di caffè, ci hanno concesso una piacevole intervista.

-Signora Gisela, com’è sorta questa passione per la musica?
Io canto dall’età di otto, dieci anni, mio padre era anche anch’egli un cantante e da lui ho appreso la capacità di cantare acuto, inoltre, dal momento che conosceva i più importanti interpreti musicali dell’ America latina, ho cercato di carpire da loro personalmente i segreti della loro arte.
-Poi sei emigrata qui in Italia, a che età?
Sono già diciotto anni che sono qui in Italia, nei primi tempi proprio per continuare a perseguire la mia passione, dapprima ricercai un gruppo di coro, perché facevo parte dell’ associazione culturale cori in Venezuela. In uno di questi gruppi corali qui in Italia, ebbi la fortuna di conoscere il maestro Giovanni Caruso, che è stato prima il mio istruttore di coro, poi è da cinque anni invece che abbiamo deciso di collaborare musicalmente insieme, ed è nato questo “connubio” una parola che io amo usare, tra Italia e Venezuela.
-La vostra è una musica sudamericana con ritmi che appartengono alla nostra Italia vero?
Io sono cresciuta in Venezuela ma ho sempre avuto dei contatti con gli italiani là residenti attraverso il Club Italo-Venezuelano, Giovanni invece proviene nei suoi studi, dalla scuola del classico e non lo dico perché è anche il mio compagno, ma è un grande musicista e quando gli propongo un testo riesce sempre ad arrangiarlo al meglio con una certa “magia”. Io non mi limito a scrivere solo musica, ma scrivo anche poesie, monologhi, racconti, proprio Giovanni mi chiese di fargli vedere ciò che avevo scritto e che conservavo, ricordo che la nostra collaborazione iniziò invece, con una poesia.
-Maestro Caruso, so che la vostra musica ha più componenti, ce ne puoi parlare?
Ci sono due parti essenziali, da una parte la voce di Gisela con la sua grande duttilità vocale, che riesce sovente a compenetrare in modo ottimale il testo , dall’altra parte c’è la mia chitarra, in un ideale “connubio” chitarra-voce. Anch’io iniziai da bambino a studiare musica, iniziai con il pianoforte e poi rivolsi le mie attenzioni alla chitarra classica, sono diplomato in chitarra, durante la mia esperienza musicale negli anni, ho fatto tanta musica classica, con concerti ed ho scritto musica. Quando ho conosciuto Gisela si è riaccesa in me la fiamma per la musica sudamericana, che da ragazzo già mi divertivo a suonare con la chitarra, la mia era stata una passione rimasta per tanti anni nel cassetto. Qualche anno fa invece ci venne commissionato un brano dedicato a San Francesco, ne nacque un pezzo italiano con una ritmica tipicamente sudamericana, da li abbiamo proseguito, perché Gisela è autrice di testi meravigliosi che sono già musicali, in poco tempo sono riuscito a tradurli in suoni.
-Gisela quali sono i pezzi musicali a cui tieni maggiormente, che rappresentate nei vostri concerti?
La musica che rappresentiamo è una fusione di ritmi, io tengo particolarmente a “un llanto”, (non potevo non scrivere una canzone per il mio paese, il Venezuela) , un pezzo arrangiato sempre da parte del maestro Caruso, che ha avuto l’onore di essere suonato dall’orchestra di Modena. In realtà questo pezzo musicale è un vero e proprio “pianto” ed un dolore grandissimo per il mio paese, che sta sempre più andando alla deriva, nel testo ci tengo in modo particolare a ricordare tutte quelle persone che hanno sacrificato la loro vita per il diritto alla libertà del paese. Il video clip di “Un llanto” è girato quasi totalmente in Sicilia, poichè siamo molto legati alla terra d’ origine di Giovanni, una terra meravigliosa dove torniamo spesso con piacere.
-Hai accennato al Venezuela e alla sua situazione di grande crisi, che sembra non terminare mai
Nel passato in Venezuela, nonostante fosse un paese in via di sviluppo, funzionava quasi tutto perfettamente, oggi con l’aumento della corruzione legata al narcotraffico, il governo attuale sta trascinando il paese verso il baratro che si è immerso in una crisi a più livelli, psicologica, umana e sociale. Ci sono bambini che muoiono tutti i giorni per mancanza di semplici medicine e donne che partoriscono costrette ad abbandonare i loro piccoli, perché non hanno la possibilità di mantenerli. In Venezuela ormai, è difficile reperire perfino gli alimenti essenziali e nel caso si riesca a trovarli, devi pagarli fino a dieci, venti volte il costo originario. Tanta gente si ritrova in carcere solo per essersi dimostrata contraria al governo attuale, c’è impotenza contro questa politica corrotta, a mio parere solo il popolo, un giorno, potrà prendere in mano la situazione e ribellarsi contro chi ha condotto il paese a questa assurda condizione. Nonostante questa serie di problematiche, in Venezuela si cerca sempre di mantenere viva la speranza con un sorriso e non si é persa l’abitudine a stringersi le mani per cercare di andare avanti. E’ importante continuare a lottare per i nostri diritti e tutti ci auguriamo che un giorno, questo incubo possa finire.
-Maestro Caruso quali sono le finalità della vostra musica?
La finalità più grande della nostra musica è sempre stata quella di inviare un grande messaggio d’amore, Gisela è l’amore fatto in persona, ha un grande spirito di altruismo verso gli altri e anche nel video che abbiamo fatto “ Nota de amor” intendiamo diffondere l’amore tra le diverse etnie che popolano le nostre città. Nel filmato ci sono rappresentanti dell’Africa e dell’Oriente, in un ideale “connubio” musicale e spirituale, quello che vogliamo lasciare sempre è un messaggio di unità, di famiglie felici e di coesione.
-Vedo che la vostra musica è riuscita ad avere consensi un po’ ovunque
Si, siamo stati in tournee in Spagna dove ci hanno accolto con simpatia ed entusiasmo,inoltre da tempo, siamo in contatto con alcuni paesi del Sudamerica che sono interessati alla nostra musica. Recentemente ci siamo recati a Sanremo per partecipare ad un concorso riguardante video clip internazionali organizzato da Virginia Barrè, la nostra partecipazione con lo struggente pezzo musicale “nota de amor” ci ha consentito di ottenere il primo premio.
-Quali sono i vostri i prossimi programmi futuri?
Stiamo programmando prossimamente l’uscita di un nuovo CD, in collaborazione con una importante casa discografica italiana, la Flipper Music, un’etichetta internazionale che ha contatti in tutto il mondo. La composizione musicale, ci ha dato l’opportunità di creare cose incredibili e anche varie, ad es. brani lirici, passionali,melodici, lenti, ritmici che possono piacere ad un pubblico più vario. Abbiamo composto tredici brani nel nuovo disco che dovrebbe uscire se tutto va bene, entro natale, è il nostro primo album, per cui ci teniamo in modo particolare ed è il coronamento di tanti anni di lavoro insieme. Entro dicembre, faremo un concerto di una certa importanza in un teatro a Roma, dove presenteremo ed eseguiremo in prima assoluta molti brani del nuovo CD. Tra questi brani, c’è anche uno molto suggestivo sul Natale che sarà pubblicato in duplice veste, nei dischi di Natale e sul nostro disco. Inoltre nei prossimi progetti, c’è l’ intenzione da parte nostra di condurre una rappresentazione musicale e teatrale su tematiche molto forti, quali possono essere quelle della violenza alle donne.
Grazie e in bocca al lupo ad entrambi

Rino R. Sortino



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