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L’auto elettrica ormai costituisce il futuro perché non inquina, ma ha due limiti: scarsa autonomia e batterie costose, un normale veicolo dopo circa 40 chilometri si scarica, quindi la circolazione di questa categoria di automobili per il momento si riduce a percorsi brevi. La tecnologia e la ricerca in continua evoluzione, stanno però creando le premesse per una nuova generazione di veicoli elettrici che oltre a poter effettuare percorsi con autonomia illimitata, in futuro avranno prezzi più accessibili di quelli attuali. Prossimamente le auto elettriche potranno ricaricarsi sia ferme (come lo si fa già attualmente), sia addirittura mentre si è in viaggio: è in via di definizione un sistema denominato “ricarica induttiva” che permetterà ai veicoli elettrici di ricaricarsi direttamente dall’asfalto di autostrade elettrificate. Il progetto internazionale (patrocinato dall’Inrim l’Istituto Nazionale di ricerca metrologica) è stato già messo a punto e alcuni paesi, tra cui Corea del Sud, Germania e anche Italia stanno già portando a termine la fase di sperimentazione. La ricarica induttiva funziona come qualsiasi collegamento “wireless” per lo “smartphone”, solo che al posto delle antenne, il “segnale” sarà rilasciato dalla bobina posta sotto l’asfalto dove passa l’elettricità. Il tipo di ricarica wireless è solo una delle molteplici applicazioni del principio dell’induzione elettromagnetica, le bobine inserite nella strada sono come un elettrodo e generano un campo magnetico che si accoppia con la bobina ricevente installata a bordo dell’auto elettrica. Il campo magnetico per effetto induttivo, trasferisce la corrente alle batterie del veicolo senza che sia necessario alcun cavo, si tratta di una tecnologia simile a quella delle piastre a induzione che hanno sostituito i fornelli a gas. Anche in questo caso come per il progetto inserito nell’asfalto, il segreto dell’induzione è nascosto nelle bobine (sotto il piano di vetroceramica) che quando sono alimentate dall’energia elettrica generano un campo magnetico che trasferisce l’energia della piastra alla pentola, dove si trasforma in calore. Il “sistema wireless” potrà aumentare la percorrenza delle auto elettriche, che potranno installare batterie anche più piccole di quelle attuali, quindi meno pesanti e costose. Questa innovativa tecnologia oltre che dimostrarsi ecologica, non producendo quasi nessuna necessità di manutenzione, si dimostra anche economica, inoltre, considerato la sua funzionalità all’aperto,potrà resistere anche a neve e pioggia. La ricarica induttiva permetterà due tipi di ricarica elettrica wireless: statica e dinamica, nel primo caso la ricarica avviene con il veicolo fermo, posizionato su una porzione di asfalto o su una pedana dove è collocata una bobina. In Italia questo tipo di ricarica è già utilizzata a Torino, nell’ambito dei suoi autobus elettrici che attraversano il centro all’interno della zona ZTL, sono gli unici mezzi pubblici elettrici in Italia che fanno il pieno con ricarica induttiva al capolinea. Ma la vera innovazione, quella che potrà dare un forte impulso al settore elettrico riguarderà la carica induttiva in corsa, dove si potrà fare il pieno direttamente mentre si guida, a tal fine si stanno studiando bobine più grandi atti a rifornire più veicoli contemporaneamente. Sostanzialmente mentre con la ricarica induttiva statica in media occorrono 90 minuti per rifornire l’auto dell’energia necessaria ad affrontare un percorso di 40 chilometri, con quella dinamica il concetto di pieno non ha più senso perché le batterie del veicolo sono mantenute in equilibrio dall’asfalto. Per il momento i modelli di ricarica induttiva sono disponibili soltanto per le automobili Tesla, BMW 13, Nissan Leaf e Chevrolet Small-Block, l’energia parte da una centralina elettrica installata in prossimità del veicolo da ricaricare e va ad alimentare una pedana che la trasferisce alle batterie dell’auto. Il nuovo sistema con ricarica induttiva, sarà in grado di ricaricare le batterie di un’auto elettrica al semaforo, al parcheggio o durante il viaggio, azzerando il rischio di rimanere all’improvviso senza energia, pertanto potrà essere utilizzato da tutta una serie di veicoli differenti, dalle autovetture, agli autobus, ai mezzi commerciali. Nelle autostrade del futuro una corsia sarà dedicata alle auto elettriche a ricarica induttiva e renderà possibile il rifornimento continuo anche in caso di code o rallentamenti, su tali autostrade il pieno si potrà pagare con una sorta di telepass che registrerà quanta energia è stata prelevata. Dal momento che il sistema di ricarica sarà effettuato da soggetti diversi ed i veicoli attingeranno energia da fornitori differenti, si potranno trovare sistemi per la tariffazione dei consumi e la taratura degli strumenti che misurano sia la potenza trasferita, sia il campo magnetico emesso. Nonostante queste importanti migliorie che produrrà l’effetto induttivo, sono in fase di studio altre proposte riguardanti le auto elettriche, che in futuro potranno attingere l’energia prodotta da micro centrali eoliche o fotovoltaiche costruite appositamente a lato dell’autostrada.
Rino R. Sortino

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