Mole Antonelliana

A Torino si registra una novità per quanto riguarda il settore turistico in Piemonte, colpito in modo serio dalle assenze di turisti per via dell’emergenza pandemica in tutto il mondo. Infatti L’assessore alle attività produttive e al turismo del Comune di Torino, Alessio Sacco, ha affermato che i soldi della tassa di soggiorno del primo trimestre destinati alle casse comunali rimangono a disposizione degli albergatori. La tassa in questione ritornerà operativa dall’autunno, ma come ha continuato l’amministratore “bisogna verificare gli aspetti tecnici e burocratici della misura”. Ma è un fatto che questa tassa di soggiorno è una delle manovre che possono dar ossigeno alla liquidità della aziende alberghiere, una entrata stimata intorno ai 7/8 milioni di euro all’anno e che vengono versate alle casse comunali ogni tre mesi. Si sta pensando anche per le imprese legate al turismo nel capoluogo del Piemonte altre misure in sostegno alle attività operanti nel settore turistico Di questo periodo, l’antica capitale del Regno d’Italia sabauda ha fatto registrare un afflusso record con un tutto esaurito negli alberghi, ristoranti idem, e con lunghe file nei musei. si sono registrati 25 mila visitatori al Museo Egizio, 12 mila al Museo del Cinema e 37 mila alla ex residenza di caccia dei Savoia alla Reggia di Venaria. Adesso. con la chiusura forzata di molte attività, la cartina di tornasole è rappresentata dall’hotel Roma e Rocca Cavour, uno dei pochissimi alberghi rimasti aperti in questo difficile momento, in una città dove 9 alberghi su dieci hanno chiuso temporaneamente le porte girevoli. La presenza di 4/5 ospiti durante tutta la settimana è un dato significativo per questo prestigioso albergo gestito da Alessandro Comoletti, presidente di Federalberghi Piemonte. Il presidente di questa categoria ha detto chiaramente che il virus ha messo in ginocchio la sua categoria, e quindi la ripresa ai livelli pre – Covid sarà sicuramente lenta e graduale. Tenendo presente che la crisi del settore turistico ha coinvolto tutta l’Italia, per quanto riguarda la regione piemontese, secondo Comoletti servono delle misure coraggiose per far ripartire il comparto. Il settore, infatti, concorre per il 7% del Pil regionale, e quindi è una voce economica importante. Per dare qualche numero, in tutta la regione sono presenti 34mila imprese per un totale di 112mila lavoratori impiegati. Le attività di ristorazione e tutto ciò che ruota intorno sta soffrendo di crisi di liquidità. E la Confcommercio ha già stimato che questo lungo lockdown porterà alla chiusura di moltissime realtà imprenditoriali. Il rilancio turistico, come hanno già presupposto gli operatori, sarà ai livelli dell’Italia anni Cinquanta, e non è un dato incoraggiante questo: significa un cambiamento radicale con la possibilità di un turismo di prossimità, con tante gite fuori porta ed escursioni tra valli e montagne. E i numeri portati  a sostegno di questa tesi sono che il 70% dei visitatori della città dei gianduiotti e della Mole proviene dal resto del Piemonte e da altre città italiane, mentre il 30% è rappresentato dall’estero, con francesi, tedeschi e inglesi in grande evidenza. E in tal senso i tour operator si stanno organizzando per questa nuova fase di ripartenza: la società Alpitour, una delle più importanti del settore, sta preparando un programma sulla riscoperta del Made in Italy. E visto che forse sarà annullata quella del 2020 di Londra, si sta lavorando per organizzare alla perfezione la manifestazione del 2021 del torneo tennistico dell’Atp Finals assegnate proprio a Torino. Come ha affermato, con una punta di ottimismo, il presidente della Federtennis Angelo Biraghi, le date del torneo sono più che confermate, ma i main sponsor della manifestazione, come Emirates e Fedex, hanno rinviato la visita nel capoluogo piemontese a data a destinarsi.

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