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Gli Stilisti concettualizzano, disegnano e producono indumenti e tessuti, così come altri oggetti e lavorano su tutta la gamma di abbigliamento. Altri scelgono di specializzarsi in specifiche categorie, come abbigliamento maschile, sportivo o abiti formali, possono anche dedicarsi alla progettazione di borse, gioielli, accessori, profumi, cappelli e costumi, tra le altre cose. Una mattinata di novembre abbiamo incontrato la giovane fashion designer Francesca Anastasi per conoscerla un po’ più da vicino, ed è sorta una piacevole conversazione.

-S.ra Francesca Anastasi, com’è sorta questa passione per la moda?
Mia nonna fin da piccola mi insegnò l’uncinetto, già a tre anni mi divertivo a farmi i vestitini per andare poi all’asilo, in seguito imparai a cucire dei costumi all’uncinetto. Il mio sogno da bambina era di fare l’imprenditrice, poi con il tempo sono cambiate le mie scelte e pensai di fare l’indossatrice. Iniziai con i concorsi di bellezza, ne feci diversi, poi iniziai a lavorare con Bruno Oliviero, il noto fotografo italiano: ero orgogliosa di essere la sua musa.
-Qual è la particolarità del tuo essere stilista
Con i miei 37 anni credo di distinguermi nel mondo della moda, ogni mio capo è unico e non lo replico, inoltre lo realizzo su misura. Punto molto sulla donna sensuale, ritengo che con ogni capo che si indossi non fa altro che rivelare la propria personalità, infatti per capire com’è fatta una persona è sufficiente osservare ciò che indossa.
-Quali sono le soddisfazioni che hai ottenuto già nella tua professione?
La mia più grande soddisfazione è il fatto che, nonostante questa mia nuova attività sia sorta solo da sette mesi, a seguito di una sfilata del “grande” Antonio Notaro, uno stilista del Sud, questi mi ha chiesto di collaborare con lui, quindi a breve uscirà una collaborazione Notaro- Anastasi.
-I tuoi capi si differenziano nei differenti stili?
I miei capi si differenziano poco nei differenti stili, perché la linea Sublime mette in evidenza soprattutto una linea molto femminile, fatta di pizzi, di rouge, di cristalli. Altri stilisti anche di certa esperienza producono cose che io non faccio, come capi in pelle, abiti troppo aderenti e minigonne, che io invece non creo, in quanto prediligo gonne sopra il ginocchio.
– Crei differenti tipi di abbigliamento nelle tue collezioni?
Certo, oltre agli abiti da sposa, creo costumi da bagno e l’ intimo, i tubini inoltre sono la mia specialità e li preferisco ideare ogni due mesi. Ritengo che la donna sia un tubino di pizzo, che ha la capacità di far emergere l’estetica delle forme femminili. Non a tutte sta bene lo stesso tubino, dal momento che si differenziano quattro tipi di fisicità nella donna, la stilista deve studiare la persona che ha di fronte per esaltarne le forme, ed evitare di mettere in evidenza i difetti: un donna con un polpaccio troppo importante ad esempio, bisogna cercare di coprirlo.
-Pensi che le donne italiane nella maggior parte dei casi hanno forme prorompenti rispetto alle straniere?
Sono molto graziose le donne dell’est che presentano spesso un’altezza invidiabile e una notevole fisicità, ma ritengo che anche la donna italiana tenga alta la nostra bandiera. Effettivamente ci sono bellissime donne anche nel nostro paese, ma a differenza delle donne straniere a mio parere più fredde, la donna italiana ha più sensualità.
-Ci puoi ricordare le ultime sfilate che hai fatto?
Si una settimana fa ho fatto Algennes, abbiamo sfilato con la linea sublime, facendo indossare i tubini, poi circa tre mesi fa a Piazza di Spagna ho sfilato con costumi da bagno, che sono tutti pezzi unici con tanti cristalli swarovsky e pizzi. Sempre nello stessa zona centrale di Roma qualche mese prima, c’era stato il mio shooting con gli abiti da sposa, dove ho realizzato per quindici modelli e modelle i loro vestiti per la linea sposa.
-Roma è una città importante ed è la nostra capitale, ma Milano è la città della moda. Ci puoi fare un paragone tra le due metropoli?
Si, sono stata nella capitale lombarda per il fashion week e la considero una città bella e interessante, però non cambierei mai Roma con nessun’altra città al mondo. La capitale d’Italia ha colori particolari che mi infondono felicità, invece Milano è fredda e grigia, e nonostante sia considerata la città della moda per eccellenza, non mi fa venire nuove idee. Noi stiliste abbiamo bisogno di nuove idee, il sole apre la mente e sollecita la fantasia, specialmente d’estate, io riesco a creare molto di più, perché sono giornate positive. In quel periodo dell’anno ogni dettaglio mi stimola nuove idee, ad esempio se mi giro e vedo fuori quella sedia tutta bucata, a me fa venire in mente il pizzo nero,per cui ogni cosa positiva e bella che vedo, mi spinge a crearla.
-Cosa pensi del fatto che molti stilisti scelgono le modelle filiformi, quasi anoressiche?
Io decisamente preferisco la donna formosa, perché va a completare e vestire, nella donna molto magra, invece, l’abito cade e non riempie. A mio parere la taglia 40 è la taglia di una donna che non sta bene, scarna in volto, prediligo invece la taglia 42 e a volte la 44. Alcuni stilisti, per fortuna una stretta minoranza, non fanno il bene delle ragazze in quanto incentivano le ragazze a non mangiare, che così diventano anoressiche. Addirittura la figlia di un mio amico è diventata anoressica in quanto aveva inteso seguire i falsi canoni di taglia 40, delle modelle malate che si vedono in giro. Invece quando queste povere ragazze sfilano sulle passerelle, sembrano soltanto degli “zombie” e non offrono sicuramente un’immagine positiva. E’ una follia prediligere le taglie 40 perché anche se non si vede “il rotolino” e scende l’abito a pennello, queste ragazze sono come dei manichini con glutei inesistenti e gli abiti che indossano non li valorizzano.
-Non credi che oggi si ricorra troppo spesso alla chirurgia estetica?
Si credo di si, ad una età adulta bisognerebbe accettarsi per come siamo, a meno che uno non abbia un difetto da non poter vivere bene. Se una ragazza ha una quarta di seno e richiede una sesta, secondo me è una esasperazione dell’estetica, ma anche in alcuni uomini purtroppo oggi vedo, che c’è questa tendenza. In una donna è bello quando vedi che c’è armonia nei tratti e nella fisicità, altrimenti può diventare un fenomeno da baraccone.
-Quali sono i tuoi programmi futuri?
I miei programmi futuri sono Antonio Notaro perché la considero assolutamente una grande soddisfazione collaborare con lui e domani mi recherò proprio in azienda a Nola da Antonio Notaro. Inoltre entro breve collaborerò in un programma su Canale Italia “Confidenze in TV” che condurrò io, dove tratteremo anche di moda attualità e spettacolo. Inviteremo pure gli estetici e parleremo di malasanità, ci sono episodi che purtroppo ogni tanto coinvolgono la nostra Italia. Ma occorre anche sfatare il fatto che se l’intervento va bene il medico è bravo e invece se l’intervento va male, il medico è incapace: a volte invece sono solo casualità.
-Ci puoi parlare della tua nuova collezione?
Si entro breve completeremo il nuovo campionario, quindi lanceremo sul mercato per tutte le donne, la nuova linea che sarà una sorpresa, con pizzi, tanti swarovsky, sono già convinta che piacerà.
-Grazie Sig,ra Francesca Anastasi, è stato un piacere.

Rino R. Sortino

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