FONDATA SULLA BELLEZZA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI EMILIO CASALINI

Veduta del porto di Formia
Veduta del porto di Formia
Intervento di Emilio Casalini
Intervento di Emilio Casalini

Sabato 28 febbraio nella Sala Sicurezza del comune di Formia c’è stata la presentazione del libro, il suo primo peraltro, del giornalista Rai di Report Fondata sulla bellezza. Identità, orgoglio, ricchezza: Italia. Questa presentazione è stata organizzata dalla Pro Loco di Formia, e in origine doveva svolgersi nei locali della Torre di Mola, ma oggettivamente i locali in quel sito erano troppo piccoli per poter ospitare un gran numero di persone come si è realmente verificato. E la Pro Loco ha ringraziato il Comune di Formia, e per l’amministrazione era presente l’assessore alle Attività Produttive Pierfrancesco d’Elia. Il moderatore della serata è stato Corrado Gentile, giornalista e conduttore RDS.

Ma adesso andiamo all’oggetto della presentazione che era in atto: il turismo e il non turismo, in Italia una delle industrie che sono nel nostro DNA è sicuramente il turismo, ma spesso lo facciamo male, spesso non ci rendiamo conto delle bellezze che sono presenti nel nostro territorio come nel resto del nostro paese, il Bel Paese, non dimentichiamo che i ricchi d’Europa nel loro gran tour d’Europa quando erano giovani e dovevano apprendere le cose del sapere, non disdegnavano di mettere nel loro itinerario un viaggio ed un soggiorno in Italia, un esempio è la localizzazione della Casa di Goethe presenti a Scauri. Se si va alle origini del problema per capire quale è la causa del non funzionamento e trovare una soluzione, spesso si può trovare anche una mancanza di una identità nazionale o locale, la quale senza di essa non si innesca un processo nel quale un comune possa avere la voglia di far vedere a se stessi e agli altri le bellezze che si hanno a disposizione. Ed in questo il ruolo del campanilismo gioca sicuramente a sfavore in quanto spesso si è sazi di quello che si ha e non ci si rende contro che far conoscere agli altri le proprie gioie turistiche e culturali si riesce a creare ricchezza da distribuire, rendendosi conto che non è più l’epoca del passaparola del vicinato, ma è l’epoca di Internet e dei social network dove un passaparola si diffonde nel giro di un quarto d’ora tra milioni di persone. E come nel medioevo dove città vicine passavano anni a farsi la guerra per la disputa di un terreno o peggio di un vicoletto nella stessa città, oggi i comuni continuano a farsi la guerra di vicinato come nel passato per attirare anche un turista in più invece di lavorare insieme come un sistema di logica turistica che produce ricchezza.

E gli esempi che sono stati fatti sono significativi. L’esempio del Museo Culturale di Monte Martini a Roma sull’Ostiense è un museo ricavato da una dismessa centrale elettrica dove sono state poste delle statue, ma nessuno lo conosce perché si trova nelle vicinanze dell’Ufficio Tributi del Comune di Roma, infatti all’uscita della metro non ci sono segnaletiche che lo indicano, eppure basterebbe poco per far conoscere questo museo che dista dalla metro solo 200 metri approntando una serie di cartellonistiche e rimuovendo i resti di un cantiere di un ponte ormai costruito. Oppure, e qui ci riferiamo alla nostra città di Formia, il tratto che dalla stazione porta al porto attraverso le scale che poi sbucano a Via Lavanga potrebbero essere allestite delle tavole che raccontano la storia di Formia e le sue attrattive, ed anche quelle degli altri comuni de Golfo, ma basterebbe dire che nella stazione di Formia – Gaeta, che peraltro è una stazione ferroviaria strategicamente importante per le direttrici di traffico che provengono sia da Roma e sia da Napoli, ci fosse uno speaker che annunciasse il benvenuto a Formia – Città di Cicerone. Sono piccole cose e sembrano anche banali, ma che si basano sulla coscienza di quelle che sono le proprie bellezze, e quindi si deve essere orgogliosi di raccontarlo, per cui deve nascere una consapevolezza di costruire qualcosa di veramente importante, abbiamo la responsabilità di cambiare questo sistema e di affrontare la questione turismo come una risorsa per il presente ma soprattutto per il futuro, altrimenti non c’è via di uscita. La bellezza può essere contagiosa ma gli italiani devono recitare in proprio mea culpa perché spesso ci sono comportamenti diffusi che sono civilmente deprecabili. E riprendendo sulla responsabilità della tutela delle nostre bellezze, si è citato il deprecabile atto vandalico degli tifosi olandesi del Feyenoord a Roma in occasione della partita di andata valida per la qualificazione agli ottavi di finale dell’Europa League, dove giustamente questi signori a casa loro sono degli agnellini, ma quando vanno fuori come in questo caso scatenano le loro repressioni su chi e cosa capita loro a tiro, come i danni procurati alla Barcaccia del Bernini. Quindi l’Italia possiede un tesoro a cielo aperto, ma se non lo sappiamo sfruttare diventa una cosa inutile, per cui il nostro settore turistico è un malato grave cronico, ma se non sappiamo intraprendere la cura esso potrebbe diventare un de cuius (defunto) su cui persone da fuori miliardarie potrebbero accaparrarsele a pochi soldi. Quindi si è vero che la responsabilità è prima di tutto delle amministrazioni a tutti i livelli, ma in secondo luogo anche dei privati che devono contribuire con il loro comportamento alla conservazione della propria bellezza come bene comune da tutelare e valorizzare, ma è una situazione critica in quanto la mentalità italiana almeno degli ultimi 40 anni non è proprio esemplare, così come un esemplare comportamento civico farebbe innalzare il livello qualitativo dei luoghi in cui viviamo appetibili alla visita, e l’esempio fatto dei mozziconi delle sigarette (vizio quanto mai deprecabile) che producono un inquinamento impressionante tanto che in Italia ogni anno i mozziconi di sigarette gettati a terra sono circa 72 miliardi, quindi non è pensabile fare turismo con questa situazione. Così come non abbiamo il senso dell’accoglienza perché per esempio se si riuscisse ad accogliere il cinese ma non secondo la nostra mentalità ma secondo la loro, ponendo in ogni stanza di albergo un bollitore per l’acqua calda (gli orientali hanno la cultura del tè come bevanda nazionale) o porgere un nostro biglietto da visita con due mani, o farli sentire a casa quando si trovano da noi durante le loro feste tradizionali come il Capodanno Cinese, allora sicuramente avremmo un bacino turistico di utenti cinesi che potrebbero portare soldi, e quindi perché in tutto il mondo il turismo cresce alla percentuale media del 5% e noi non sappiamo utilizzare questa industria quando abbiamo circa l’80% del patrimonio mondiale visitabile. Per cui una mentalità diversa sarebbe auspicabile se vogliamo cambiare marcia e far crescere realmente il nostro paese e farlo uscire dalla crisi.

Due parole ancora sul turismo a Formia, doverose perché i guai del non turismo formiano risalgono alle dissennate politiche edilizie, senza peraltro un buon piano regolatore che regolamentasse tutto lo sviluppo della città, perché invece di far costruire per esempio gli alberghi sulle vicinanze del litorale Gianola – S. Janni, si è preferito dar sfogo alla edilizia privata per motivi elettorali ( non parliamo di corruzione, ma di opportunità politica del meglio un uovo oggi che una gallina domani). Poi i vari progetti di un porto turistico, prima l’Extramed e poi il progetto di finanza tanto sventolati e poi finiti nel dimenticatoio o quasi dopo averli osannati come l’ancora di salvezza della nostra città. Oggi si deve puntare su, come poi ha detto l’autore del libro, su un turismo di qualità, puntare ad un centro congressi sfruttando il fabbricato presente al Molo Vespucci,  dove prima c’era un ingrosso di vendita del pesce opportunamente trasformato, che poi lo stesso molo è interessato a lavori per far attraccare navi da crociera di medio cabotaggio, e con una politica di sfruttamento vero delle case in affitti brevi appetibile, il nostro comprensorio ne guadagnerebbe in immagine. Non è pensabile aspettare ancora la manna pubblica per farsi finanziare, il nostro stato soldi non ne ha, e poi con l’occasione della Venezia – Montecarlo che è in programma a luglio i nostri esercizi commerciali ed operatori del turismo già dovevano provvedere ad inserire nei loro siti internet un banner annunciando l’evento dell’anno come è stato chiamato. Una mancanza di organizzazione imputabile alla proverbiale apaticità del formiano, che speriamo ne possa guarire presto.

 

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