Lago di Paola

Arriva a poche settimane dalla prova di Coppa del Mondo di canottaggio e subito dopo la firma del Manifesto per il Contratto di Lago ilprotocollo d’intesa per la realizzazione di analisi, salvaguardia e tutela ambientale delle acque a partire dal Lago di Paola a Sabaudia. A sottoscriverlo sono stati Legambiente Lazio e Istituto di Idrobiologia e Acquacoltura “G.Brunelli”, di concerto con l’Azienda Vallicola Lago di Paola. L’associazione ha ricordato che “Legambiente da anni pone l’attenzione, con la Goletta dei Laghi e le sue campagne di monitoraggio microbiologico delle acque, sullo stato di salute del lago denunciandone gli scarichi non depurati provenienti dalle aree urbane. L’Istituto Brunelli è il centro di ricerca tecnico-scientifica del lago che da 40 anni è depositario dei dati ambientali, rimasto attivo nonostante traversie e sciagurate mire speculative che grazie alla proprietà sono state scongiurate di volta in volta; l’istituto ha ripreso le sue piene funzioni grazie al percorso di istituzione di Contratto di Lago, avviato dalla spinta della Regione Lazio verso lo sviluppo di questi percorsi partenariato per la tutela della biodiversità. A sancire l’accordo con la firma del protocollo era presente Anna Scalfati, Presidente del CDA dell’Azienda Vallicola Lago di Paola”. Hanno dichiarato Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio e Claudio Costa presidente dell’Istituto Brunelli:  “Con questo accordo ci poniamo l’obiettivo di realizzarenuovi monitoraggi scientifici, per costruire analisi ambientali dell’intero sistema idrico territoriale  mettendo tutto ciò a disposizione dell’Amministrazione territoriale del percorso di Contratto di Lago. Inizieremo le attività in vista del mondiale di canottaggio, condividendo con la proprietà del lago, la certezza che coniugare sane attività sportive sostenibili, ricerca scientifica e riqualificazione ambientale peraltro all’interno di un’area protetta, sia fondamentale per l’intero territorio circostante. Il Lago di Paola è una realtà talmente unica da poter diventare un grande esempio di gestione e sviluppo ecosostenibile, che sia anche un muro invalicabile contro ogni mira speculativa e cementificatoria, uno stimolo ulteriore per il risanamento contro scarichi illegali non depurati e la chiave per cambiare e rendere sostenibile tutto il comparto agricolo del territorio pontino circostante”. 

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