Fidel castro nel bene e nel male è stato un protagonista del novecento

Fidel Castro nacque nel 1927, figlio di un immigrato spagnolo proprietario terriero, nel 1945 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell’Avana e nel 1950 conseguì la laurea, nel 1952 dopo che il generale Fulgencio Batista salì al potere a seguito di un colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti, Castro presentò una denuncia formale (per le mancate elezioni) ignorata dalle autorità del suo paese. Poi decise di passare all’azione e alle 5 del mattino del 1953 organizzò un attacco con 160 ribelli contro uno dei simboli del potere, la caserma Moncada, situata nella parte alta di Santiago, ma l’auto che trasportava le poche armi pesanti del gruppo si perse per strada e i ribelli andarono all’assalto armati solo di fucili da caccia, il risultato fu una pesante sconfitta, con 61 ribelli uccisi e gli altri catturati e torturati. Castro dopo una breve fuga sulle montagne, venne catturato e condannato a morte, ma si salvò solo perché proprio in quei giorni Batista aveva abolito la pena capitale. In seguito Castro si trasferì in Mexico dove in una fattoria abbandonata del paese sudamericano, cominciò ad organizzare e addestrare i suoi uomini per una lotta clandestina armata contro Batista, al suo gruppo si aggiunse un medico argentino, Che Guevara che sarebbe diventato un suo fedelissimo. Il 2 dicembre 1956, 82 ribelli riuscirono a sbarcare a Cuba da uno yacht, ma non riuscirono nel loro intento di attuare una sommossa, se ne salvarono solo 12 che si rifugiarono sulle montagne della Sierra Maestra guadagnandosi la fiducia e il sostegno della popolazione locale, i “barbudos” (così chiamati perché dotati di una lunga barba), aumentarono di numero fino a sfidare con successo il nemico. La battaglia conclusiva con conseguente vittoria, la ottennero 320 uomini al comando di Che Guevara nel dicembre 1958, a seguito dell’attacco alla cittadina di Santa Clara, poi una volta che il dittatore Batista fuggì da Cuba, (1° gennaio), nei giorni immediatamente seguenti, Castro entrò trionfalmente a L’Avana. Qui attuò una serie di misure, tra le più importanti, nel maggio 1959 varò la riforma agraria, che fu un duro colpo per i latifondisti che si videro espropriati delle proprietà dietro un indennizzo modesto, poi nel 1960 nel paese caraibico venne avviato un processo di nazionalizzazione delle banche, dei lavori pubblici e dei trasporti. Gli Stati Uniti subirono gravi conseguenze, da queste decisioni poichè gran parte delle aziende colpite dai provvedimenti erano americane, poi ci fu il colpo di grazia con la nazionalizzazione delle raffinerie americane a Cuba (che precedentemente si erano rifiutate di lavorare il petrolio di origine sovietica). L’embargo proclamato successivamente dalla vicina potenza statunitense il 20 ottobre del 60 fu avvertito come un duro colpo per l’economia dell’isola, inoltre la Cia decise di progettare un’operazione per rovesciare Castro. Il 17 aprile 1961, 1.400 anticastristi presero terra alla Baia dei Porci, ma la spedizione si concluse con un fallimento, in quanto gli attaccanti, rimasti isolati furono costretti alla ritirata. L’Urss intervenne per cercare di offrire protezione contro future minacce americane e il segretario del partito comunista sovietico Kruscev progettò di installare missili a testata atomica sull’isola, ma quando le navi sovietiche cariche di materiale vennero scoperte dagli americani, il mondo fu sull’orlo della Terza Guerra Mondiale. Il regime castrista (come altre dittature in altre parti del mondo), in seguito fece una dura politica per contrastare il dissenso e si sviluppò una dura repressione nei confronti di intellettuali che non vedevano di buon occhio il regime castrista, dove invece nei primi anni della rivoluzione c’era tolleranza nei loro confronti, pertanto si trovarono costretti o a una forte omologazione al regime o all’emigrazione: quando nell’arco dell’anno 2000 la salute di fidel peggiorò, si trovò costretto a lasciare il potere a suo fratello Raoul, la morte lo colse il 25 novembre 2016.
Rino R. Sortino

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *