FESTA DELLA BEATA MARIA SERAFINA NELLA CAPPELLA DELL’ISTITUTO “SACRO CUORE” A SAN GIULIO A FORMIA.

Venerata Immagine della beata Maria Serafina del Sacro Cuore
Venerata Immagine della beata Maria Serafina del Sacro Cuore
Immagine Beata con scritta
Immagine Beata con scritta
Celebrazione del 28 maggio a Formia
Celebrazione del 28 maggio a Formia
Sacerdote con suore
Sacerdote con suore
Suor Felicita e Suor Marites
Suor Felicita e Suor Marites
Suor Aracoeli
Suor Aracoeli
Suor Helena
Suor Helena
Il sacerdote Pasquale Simone
Il sacerdote Pasquale Simone

Anche quest’anno, come da tre anni ormai, si celebra nella cappella dell’Istituto “Sacro Cuore “ delle Suore degli Angeli a Formia la festa della Beata Maria Serafina del Sacro Cuore beatificata tre anni fa, che come disse il cardinale Angelo Amato nella omelia della beatificazione “le cui spoglie mortali riposano proprio in questa nobile terra campana.”

La riflessione del sacerdote Pasquale Simone è stata importante perché dopo tre anni da questo avvenimento l’opera di questa infaticabile religiosa sono ancora ricordate dalle sue figlie predilette, le Suore degli Angeli che sono il frutto della sua visione di tanti anni fa. Essa nacque ad Imér nel 1849 nell’estremo nord dell’Italia, quindi una trentina, da una famiglia numerosa e morì a Faicchio nel 1911. Nacque da una famiglia numerosa e fin dall’infanzia essa si mise a disposizione di quanti avessero bisogno di lei, la famiglia e la sua parrocchia. Quando la Madonna il  2 agosto del 1867 a chiedere alla giovane Clotilde Micheli di impegnarsi per la fondazione di una congregazione religiosa che avesse come scopo l’adorazione di Dio Trinità a somiglianza degli angeli, inizia una serie di riflessioni che sono normali in un discernimento vocazionale: cosa faccio, come vivo, dove vado, e così via. L’ispirazione divina che ha ricevuto espressamente dalla Santa Madre la futura Beata comincia quel pellegrinare che non è un vagabondaggio nel fuggire per andare chissà dove, ma un pellegrinaggio che trova uno scopo nel seminare e di cercare la sua strada. Un pellegrinaggio fatto di sacrifici e anche di mortificazioni, anche perché la Chiesa doveva ufficialmente approvare questa nuova istituzione religiosa, ma nel suo cammino come lei diceva “conta l’amore.” L’amore è il primo passo nel cercare e nel servire anche per l’adorazione alla SS. Trinità a cui essa si ispira. La teologia esprime questo mistero fondamentale in questo senso : il Padre ama il Figlio, e l’amore del Padre al Figlio diventa lo Spirito Santo. Un amore che va verso il prossimo che si misura nella compassione, perché l’amore di dio non può rimanere rinchiuso in se stesso, ma invece la compassione si deve indirizzare verso i fratelli. Nei suoi scritti si deduce che la Madonna è al centro della sua vita, una devozione particolare che coltiva con insistenza, tanto da ritenere la Beata vergine Maria come la vera fondatrice dell’Istituto. La spiritualità delle Suore degli Angeli parte dalla contemplazione della SS. Trinità dando perfezione cristiana che porta ad aiutare gli altri.

Due parole sui canti che sono stati scelti nella celebrazione della S. messa di oggi: Il canto di introito “Celebra il Signore terra tutta” di Frisina rende a ciascuno di noi la manifestazione del suo immenso amore annunciando la sua parola a tutti, il canto di offertorio “Il dono più grande “ di Dargenio dal titolo rende tutto il significato, è Lui, Gesù, l’amore più grande perché “il dono più grande che fai a noi è il sacrificio d’amore che si rinnova ancora qui e ci fa figli nel Figlio.”  Il canto di comunione “La vera gioia” alla gioia di ognuno di noi che incontra il Signore nelle meraviglie del cerato ma anche come la Beata ha dato testimonianza  nella terza strofa : La vera gioia vola sopra il mondo ed il peccato non potrà fermarla,
le sue ali splendono di grazia, dono di Cristo e della sua salvezza e tutti unisce come in un abbraccio
e tutti ama nella carità.”
Il canto finale è uno degli inni conosciuti dalle Suore degli Angeli, che è un tripudio ed un omaggio alla Fondatrice, O Maria tutta pura.

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