Ferragni a Venezia parla del rifiuto di Di Caprio di concederle un autografo

Ferragni e Di Caprio

C’è scritto J’Adior Venezia sulla maglietta marinara a righe bianca e nera, con shorts in pelle nera e decolleté ai piedi, mano nella mano con il marito Fedez elegante in camicia bianca e pantaloni scuri: l’arrivo di Chiara Ferragni al Lido è da star da red carpet. Una folla di ragazzine ululanti alla Darsena dell’Excelsior, sperando di intercettare il loro mito, i flash dei fotografi, il sorriso di lei che saluta i follower e agita la mano un po’ lady Diana. Poi cambio di look e via all’Arsenale per una visita guidata alla Biennale Arte. Se per Unposted, il film di Elisa Amoroso, dedicato all’ascesa di questa imprenditrice digitale del mondo della moda, il 4 settembre in prima mondiale nella sezione Sconfini (17-18-19 settembre distribuito da 01 Distribution), è richiesto un rigoroso embargo alla stampa accreditata, il resto del soggiorno veneziano non ha bisogno di esclusive. L’arrivo alla Darsena, l’incontro con i follower, il cambio d’abito, la visita alla Biennale Arte sono altrettante storie di Instagram che la stessa Ferragni ha postato. Il film, senza spoilerare per carità, prodotto da Francesco Melzi di MeMo Films con Rai Cinema, è autobiografico: Chiara voleva riuscire a far emergere “il vero me, senza filtri” ossia “la mia storia, quella di una ragazza che ha fatto un sogno e che ci ha davvero creduto”, aveva detto a The Hollywood Reporter: “Mi ha filmato in così tanti momenti diversi, ed è tutto molto naturale e autentico”, ha aggiunto a proposito della regia di Elisa Amoruso. L’incontro con la Ferragni è  interessante, specie se si riesce ad essere liberi dai pregiudizi. Per chi è abituato a postare, come è essere filmati: “Raccontare ad altri me stessa all’inizio mi ha spaventato: non ero abituata a non avere il controllo, visto che da quando ho 16 anni che posto le mie cose, prima sul blog ora su Instagram. Poi mi sono trovata in sintonia con Elisa Amoruso, è riuscita a farmi scoprire parti di me che non conoscevo, farmi capire ad esempio ancora di più l’importanza che ha avuto mia madre nell’essere chi sono adesso”. E’ la star di Venezia 76, Ferragni diva di Hollywood e prossima attrice: “Non scherziamo, la loro è un’altra storia, non credo di essere così brava. Mi piace la curiosità che suscito ma per me essere a Venezia è un sogno. Più di tutto mi piace far capire chi sono, qual è il mio lavoro. Anche io sono una fan…di Leonardo DiCaprio, lo adoro dai tempi di Titanic. Nel 2013 ci siamo ritrovati a Cannes al galà dell’amfAR, volevo chiederli un autografo ma sono stata respinta”. Cosa vorrebbe uscisse da Unposted: “Un messaggio positivo che emerge dalla mia storia: siate determinate a realizzare i vostri sogni. Sono felice di essere fonte di ispirazione e nel documentario forse si capisce meglio perché. E poi magari si superano i pregiudizi su di me”. L’idea di partenza era mostrare più di quello che le sue brevi storie di Instagram da 15 secondi documentano da anni di lei, sola, al mare, con il figlio Leone, con il marito cantante, mentre sceglie abiti  – lei stessa ha un piccolo impero con boutique monomarca a Milano, Parigi, Shanghai e 400 punti vendita e innumerevoli collaborazioni –  si prepara alle sfilate e far innamorare ancora di più di questa donna determinata, talentuosa, brillante, autentica quanto si può esserlo in quel che resta della vita fuori dai post.Ma è veramente vita?

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