imgres Facebook è il più celebre network del mondo e ha cambiato la vita in termini di relazioni sociali, anche se non sempre in positivo, solo in Italia ci sono 24 milioni di persone che aspirano tra le altre cose a trovare amici o ritrovarli, ad avere facilità di informazioni e a scambiarsi dati e fotografie inedite. Questo social network ci ha cambiato la vita in positivo nei termini di miglioramento nelle relazioni sociali ma può costituire anche una fonte di insidie. Stare su Facebook è come essere innamorati, l’interazione sui social network provoca un appagamento sociale grazie alla stimolazione e al conseguente rilascio di ossitocina, un ormone la cui presenza provoca un senso di benessere e di attaccamento alla persona amata. Le relazioni virtuali, dalla mente sono avvertite come relazioni sociali e ci fanno sentire bene: cliccare su mi piace è come dare un abbraccio a un amico. Interagire su Facebook è di aiuto anche per i non giovanissimi: un’ora di collegamento al giorno stimola i ricordi e riduce ansia e stress: per le donne è anche una specie di ritorno alla vita, una volta rimaste vedove e sole, si sentono tra loro e appagano il loro senso di solitudine, ma ne traggono vantaggi anche i disabili, come se magicamente ritornassero in possesso di un nuovo corpo virtuale. Ottenere un mi piace a una foto o a un post, secondo gli esperti, aumenta i livelli di autostima, soprattutto nei più giovani; nello stesso tempo però può rendere anche più aggressivi e inclini all’insulto. I social network sono partecipi della comunicazione di massa, tutti possono informarsi e informare e di conseguenza possono provare a convincere gli altri, lo sanno bene i politici che l’utilizzano soprattutto in campagna elettorale. Esiste anche un disturbo che si chiama friendship addiction: secondo David Smallwood, psicologo inglese, circa il 10 per cento della popolazione anglosassone è esposta e può diventare dipendente da Facebook, arrivando a rifiutare i contatti sociali; da un rapporto non veritiero, possono derivare sentimenti di invidia e frustrazione in chi segue i profili degli amici più attivi, ricchi di iniziative e contatti.

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