“Evasione da oltre un miliardo di euro” e maxi sequestro della Finanza: tutti i guai di Gucci

Gucci

L’impero della famiglia Gucci si trova sotto osservazione da parte della giustizia: ottanta milioni di euro già sequestrati,  le Fiamme Gialle nella sede di via Melchiorre Gioia a Milano, sono andate a setacciare carte e computer, ed emesse delle  rogatorie in nove Paesi. Procedono a tutto campo le indagini sull’evasione fiscale, affidate al pm meneghino Stefano Civardi, che vedono sotto la lente degli inquirenti il prestigioso marchio di alta moda Gucci, parte del colosso francese Kering. Alla griffe viene contestata una presunta evasione da 1 miliardo e 300 milioni di euro. Che sarebbe stata realizzata a partire dal 2010 mantenendo attività produttive in Italia ma facendo figurare la sede operativa all’estero, in Svizzera. Sarebbero le attività di alcuni manager di Gucci ad aver insospettito la Procura milanese, portando all’avvio delle indagini. In particolare sono al vaglio le posizioni dell’ex amministratore delegato del gruppo di alta moda, Patrizio Di Marco, e di quello attuale, Marco Bizzarri. Un punto di svolta sarebbe arrivato dai contatti tra gli inquirenti e il manager Carmine Rotondaro, originario di Cosenza, residente a Montecarlo.  Al centro di un contenzioso proprio con la Kering, di cui fa parte Gucci, da cui era stato accusato di appropriazione indebita nelle vesti di liquidatore dell’Armea, altra società dello stesso gruppo. Nel mirino degli inquirenti per una serie di operazioni relative alla fusione fra Italcementi e Heidelberg, Rotondaro ha portato la Procura sulle tracce di Gucci. Carmine Rotondaro era stato incaricato come responsabile dello sviluppo immobiliare e della pianificazione fiscale del gruppo Kering-Gucci. Doveva in particolare occuparsi di una serie di outlet. La Guardia di Finanza era già arrivata a lui nell’ambito di un’indagine per presunte false fatturazioni che coinvolge anche gli imprenditori Luigi Dagostino e Andrea Bacci. Personaggi vicini a Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo (entrambi estranei all’inchiesta). Indagato anche Remi Leonforte, altro manager Kering, capo dell’Armea finita nella liquidazione di cui si stava occupando proprio la “gola profonda” Rotondaro. Le indagini sulla presunta evasione fiscale da 1 miliardo e trecento mila euro di Gucci fa parte dell’offensiva del Fisco italiano contro i colossi multinazionali che lavorano e fatturano in Italia ma fanno figurare le loro sedi all’estero o pagano le tasse ad altri Paesi. Tecnicamente si chiama estero vestizione. In questo ambito erano già stati messi sotto torchio Google ed Apple, che se la sono cavata con il versamento in forma di ravvedimento di 306 milioni (il marchio legato al celebre motore di ricerca) e 318 milioni (quello fondato da Steve Jobs). Nei primi nove mesi di quest’anno, il fatturato di Gucci ha raggiunto quota 4 miliardi e 386 milioni.

 

 

 

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