Gabriele Subiaco

E’ arrivata l’estate e sono tornati gli incendi: è di questi giorni il drammatico incendio che ha devastato l’Oristanese con più di 20 mila ettari andati distrutti e su cui Europa Verde ha presentato un esposto alla procura di Sassari. Pochi giorni fa un maxi-incendio tra Itri e Sperlonga con case evacuate, la strada provinciale per Sperlonga interrotta e una gran parte di macchia mediterranea andato in fumo e ancora incendi a San Felice Circeo e roghi sui Monti Lepini, favoriti dal clima torrido di questi giorni. Sono passati ormai vent’anni da quando una legge, fortemente voluta dai Verdi, ha introdotto nel codice civile il reato di incendio boschivo, mentre la Regione Lazio aveva approvato a maggio 2020 il nuovo Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2020-2022 (piano antincendio boschivo) che costituisce il documento programmatico fondamentale della Regione Lazio per organizzare e coordinare in modo efficace tutte le attività riguardanti l’antincendio boschivo. Nel Piano il modello di intervento coordinato dalla Sala operativa regionale è stato completamente ridisegnato a seguito del D. Lgs. 177/2016 e del nuovo sistema informativo di Protezione Civile.Il Comune di Terracina presenta un indice di “pericolosità incendi MOLTO ALTA” come è riportato sempre sul Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2020-2022, (pagg. 255-256), rischio elevato che non viene neanche citato nella recente ORDINANZA COMUNALE N. 79/AG del 31/05/2021 relativa alla Applicazione delle misure di prevenzione rischio incendi boschivi in vista del periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi, ma, proprio in base a questo elevato rischio, è assolutamente necessario (vista anche la estensione e la preziosità dal punto di vista naturalistico delle aree ricadenti nel territorio comunale, con numerose Zone Speciali di Conservazione e Zone di Protezione Speciale ai sensi della Direttiva Europea “Habitat”) ridefinire e potenziare il servizio di previsione, prevenzione e controllo delle aree a rischio, manutenere in modo costante le zone di interfaccia e delle fasce tagliafuoco, e adottare con urgenza tutti i provvedimenti stabiliti dai programmi e dai piani regionali compresi quelli relativi alla preparazione, alla formazione, alle dotazioni del nucleo di Protezione Civile comunale, e alla gestione dell’emergenza con la predisposizione di idonee procedure e relativi livelli di responsabilità, e soprattutto con esercitazioni periodiche, designazione di aree di raccolta dei cittadini per assicurare i primi soccorsi in caso di eventi che possono mettere a rischio la sicurezza delle persone. Per il 2021 si sta assistendo alla revisione di tutta la Rete di Prevenzione AIB Comunale con alcune novità che non ci lasciano per nulla tranquilli come la mancata sottoscrizione del protocollo di intesa AIB con le associazioni e nessun impegno sulle turnistiche e questo vuol dire di fatto che la Rete di prevenzione comunale, che pure aveva ben operato negli anni scorsi, non è più attiva e solo alcune Associazioni stanno continuando i monitoraggi su base spontanea mentre rileviamo soltanto un lodevole impegno per la predisposizione di cisterne d’acqua per decine di migliaia di litri d’acqua in zone difficilmente raggiungibili come Santo Stefano (lo scorso anno) e Camposoriano (quest’anno), utilizzabili per le procedure di spegnimento.

Il Comune di Terracina, anche se molto in ritardo, si è dotato di un Piano di Gestione e di Assestamento Forestale (PGAF), valido per il decennio 2020-2029, adottato con Deliberazione di C.C. n.21 del 16/04/2019, con la quale sono state definite le linee di indirizzo per lo Sviluppo Sostenibile del patrimonio silvo-pastorale e lo schema generale della Pianificazione Sostenibile delle Risorse Forestali, delle procedure di approvazione, di cofinanziamento e di attuazione, che include anche la mitigazione del fenomeno degli incendi attraverso interventi di sensibilizzazione e prevenzione ma non abbiamo traccia dell’adozione reale di questo Piano, che resta – per ora- lettera morta mentre rileviamo che il Comune di Terracina con Delibera di Giunta n. 58 del 26 aprile 2021 “Aggiornamento del Catasto delle aree percorse dal fuoco – Annualita’ 2011-2014-2015-2016-2017-2018-2019-2020- ai sensi dell’art. 10 comma 2 Legge 21 novembre 2000 n. 353 “Legge Quadro in materia di Incendi Boschivi” ha finalmente proceduto all’aggiornamento del Catasto delle aree percorse dal fuoco, che era fermo al 2010, così come da noi richiesto proprio l’anno scorso con un comunicato dopo gli incendi di agosto.

E’ assolutamente necessario che il Comune di Terracina provveda alla redazione e alla attuazione operativa di un proprio Piano Anti Incendio Boschivo- PAIB, la cui redazione e aggiornamento deve essere quanto più partecipata in particolare dai cittadini che abitano nelle zone più a rischio e che conoscono tutte le caratteristiche del territorio, con il diretto e pianificato coinvolgimento dei Comitati cittadini locali e delle associazioni ambientaliste che operano sul territorio, in modo che tali Piani contengano tutti gli elementi di previsione e prevenzione della diffusione degli incendi e la pianificazione scientificamente corretta delle misure da adottare come ad esempio la predisposizione delle fasce taglia-fuoco. Ha dichiarato Gabriele Subiaco, co-portavoce Europa Verde Terracina: “Continuiamo a ritenere assolutamente inadeguato, rispetto al numero e al valore delle ZSC e ZPS che ricadono nel territorio del nostro Comune, il livello di prevenzione e protezione garantito dall’Ente Comunale, che pure aveva dato vita, a seguito di un gravissimo incendio e di un associato corposo esposto di Legambiente alla Procura di Latina nel 2017, ad una Rete di Prevenzione volontaria, e sottolineo volontaria, per l’antincendio boschivo – ormai attiva dal 2018 con un certo successo- e che purtroppo da quest’anno ci risulta inspiegabilmente essere stata cancellata. La gestione dell’emergenza incendi, anche alla luce di quanto già tristemente accaduto in questa città nel 2017, continua ad essere segnata da troppi e ingiustificati ritardi a tutti i livelli, visto anche la carenza e la non perfetta efficienza dei mezzi meccanici antincendio della protezione civile comunale, la formazione e l’organizzazione del personale coinvolto. Positivo, dopo anche la nostra richiesta dell’anno scorso, l’aggiornamento da parte del Comune del Catasto delle aree percorse dal fuoco (un aggiornamento che non avveniva dal 2010!), finalizzato alla predisposizione dei vincoli di uso dei suoli, al fine di impedire speculazioni economiche sulle aree dove si sono verificati incendi, così come previsto dalla legge 353/2000, ma permangono serie criticità sulla manutenzione e vigilanza dei boschi finalizzata a prevenire gli incendi, e soprattutto sull’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima, mentre occorre rafforzare il sistema dei controlli, della vigilanza e delle sanzioni e degli interventi delle Forze dell’ordine (anche supportati da telecamere, droni e rilevatori satellitari) nei confronti dei criminali che appiccano gli incendi, molti dei quali, purtroppo, continuano ad essere di natura dolosa. Oggi, oltre il delitto di incendio doloso di cui all’art. art.423 bis del codice penale, si può e si deve applicare la legge sugli ecoreati (la n.68/2015) e in particolare il reato di disastro ambientale secondo quanto previsto dall’art. 452 quater del codice penale, uno dei nuovi delitti introdotti dalla legge, che usa la mano dura contro chi attenta alla salubrità degli ecosistemi, incrementando le pene fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti. Terracina, che nel 2019 ha sottoscritto la dichiarazione di Emergenza Climatica e Ambientale, deve poi subito dotarsi di un Piano di Adattamento locale, oltre che adeguare ed attuare il proprio PAESC, per avviare una seria valutazione delle vulnerabilità del nostro territorio (uso e consumo del suolo, siccità, consumo di acqua e sistema idrico, ondate ed isole di calore, eventi estremi di pioggia e rischio idrogeologico), dei rischi (incendi, frane, alluvioni, allagamenti, carenza idrica, etc) e dei danni (rilevanti a settori importanti come l’agricoltura, l’industria e il turismo, all’ambiente, alle infrastrutture”.

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