Il territorio di Terracina ha sperimentato negli ultimi anni gravi eventi climatici, che qualcuno ancora si ostina a chiamare ordinario maltempo, ma sono eventi invece che sono stati registrati tutti dagli Osservatori climatici italiani, come quello nazionale di Legambiente Citta’ Clima https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2019/11/Il-Clima-e%CC%80-gia%CC%80-cambiato-2019.pdf. Dal 2010 ad oggi, sono 563 gli eventi registrati sulla mappa del rischio climatico, con 350 Comuni in cui sono avvenuti impatti rilevanti, tra i quali appunto Terracina. Dal 2014 al 2018 le sole inondazioni hanno provocato in Italia la morte di 68 persone e nel 2018, il nostro paese è stato colpito da 148 eventi estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati, un bilancio di molto superiore alla media calcolata negli ultimi cinque anni. Partendo dalla tromba d’aria del 5 novembre 2017 che ha colpito la zona di Borgo Hermada, lungo le Migliare 57 e 58 con alberi abbattuti e serre scoperchiate, Terracina è subito entrata tristemente nella casistica nazionale dell’Osservatorio Nazionale di Legambiente con un disastro climatico importante di tipo medicane “Uragano Mediterraneo” il 29 ottobre 2018 con cadute di alberi, distruzione di parchi, giardini pubblici, edifici pubblici e privati, 2 morti e feriti, una inondazione con una voragine che ha inghiottito sotto una importante e trafficata arteria stradale, un nostro concittadino mai più ritrovato il 25 novembre 2018 e poi un susseguirsi di eventi climatici di media gravita’ come i forti venti del 12 novembre 2019 che hanno provocato l’abbattimento di alberi su case e auto in sosta e la caduta di un pino che ha tagliato in due l’Appia o la spettacolare tromba d’aria del 13 dicembre 2019 formatasi al largo, che per fortuna non si è abbattuta sulla citta’, o altre ondate di maltempo sempre a fine dicembre 2019 con cadute alberi a causa delle raffiche di forte vento e innalzamento del livello dei fiumi con esondazione del Canale Lungo Linea Pio VI e conseguente chiusura dell’Appia a Terracina, o la mareggiata imponente del 4 giugno scorso che ha distrutto spiaggia e stabilimenti balneari, o la imponente tromba d’aria del 10 giugno scorso avvistata in mare aperto e che ancora una volta per pura fortuna non si è scaricata sul nostro litorale, o la tromba d’aria su Borgo Hermada del 27 settembre scorso che ha invece scoperchiato il tempio Sikh che ospitava persone in preghiera, e ha provocato altri danni minori, per fortuna senza danni alle persone. O ancora la bufera di pioggia e vento il 5 ottobre scorso, con numerose richieste di Soccorso Tecnico Urgente ai Vigili del Fuoco per rimozioni di alberi o rami caduti in strada o, in qualche caso, sopra a strutture abitative, per verifica di alberi e dissesti statici di elementi costruttivi. Tutti per fortuna e per ora senza vittime. Poi la imponente frana con la caduta di pesanti massi da Pisco Montano del 14 ottobre scorso, sempre a seguito di forti piogge, che per un puro caso non ha provocato vittime tra i residenti e ultimo quello di ieri 14 novembre, con allagamenti imponenti a causa di un nubifragio anomalo che ha scaricato in poco tempo 55mm di pioggia e che ha messo in ginocchio la citta’, con interi tratti della rete viaria di Terracina non percorribili a causa degli allagamenti e delle vere e proprie esondazioni. Di fronte a questo scenario davvero preoccupante la nostra Amministrazione che il 13 dicembre scorso aveva approvato all’unanimita’ la “Dichiarazione di Emergenza Climatica e Ambientale” su presentazione della mozione del circolo locale di Legambiente, diventando uno delle ormai centinaia di comuni italiani che hanno sottoscritto la dichiarazione, in un anno non ha fatto assolutamente nulla per provare almeno a governare il fenomeno e ridurre il rischio climatico. Nella delibera di approvazione infatti l’Amministrazione Comunale si impegnava a elaborare nei successivi 6 mesi – tali sono i tempi dettati da una emergenza- un cronoprogramma accurato, fatto di obiettivi e azioni e iniziative concrete e invece ad oggi non risulta, nonostante le sollecitazioni del circolo locale di Legambiente proponente della mozione, nessuna (neanche iniziale) programmazione di interventi per ridurre il rischio climatico o impegno di spesa, nessun aggiornamento e completamento del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), approvato solo recentemente e incredibilmente ancora privo della componente Climatica, nessun Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e nessun Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS)! Ha dichiara Gabriele Subiaco, co-portavoce Europa Verde Terracina: “La conseguenza di tutto questo lassismo amministrativo e tecnico, solo in minima parte giustificabile con l’emergenza pandemica da COVID19, è il perdurante dissesto idrogeologico di un territorio già devastato e sul quale bisognerebbe impegnare ormai sostanziose risorse economiche per la soluzione delle maggiori criticita’ e per la ordinaria e straordinaria manutenzione, visto che da Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lazio (PAI), le aree a rischio sono estese ad oltre il 32% del territorio comunale e sono migliaia le persone in pericolo nel nostro Comune. E’ chiaro allora che occorre combattere le cause dei cambiamenti climatici attraverso la riduzione fino all’azzeramento delle emissioni di CO2 puntando con decisione nella nostra città sulla transizione energetica, l’uso delle energie rinnovabili, la forestazione urbana, l’economia verde, la bioedilizia, l’efficienza energetica, la mobilità sostenibile, la progettazione e riqualificazione delle opere urbane che tenga conto delle nuove variabili e dei vincoli introdotti dai cambiamenti climatici, favorendo una progettazione urbanistica che miri a frenare l’impermeabilizzazione e il consumo di nuovo suolo e aumentando gli interventi di de-impermeabilizzazione delle pavimentazioni, con la progettazione di soluzioni che possano far defluire rapidamente l’acqua in eccesso e magari anche accumulandola per poterla riutilizzare in periodi di siccita’ e con un programma di pulizia periodica delle griglie dei canali. E’ poi necessario da un lato attuare l’obiettivo di riduzione della CO2 previsto dal nostro PAES approvato (attualmente con una riduzione delle emissioni del 42% al 2030) magari superandolo come stanno facendo un po’ tutte le citta’ europee, con azioni e risorse economiche che diano efficacia reale a questo piano e dall’altro lato, occorre contenere gli effetti dei cambiamenti climatici ed affrontare l’Emergenza Climatica, con Piani (PAESC, attraverso l’articolazione a livello locale del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) che deriva dalla Strategia Nazionale di Adattamento Climatico (SNAC) e del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC)), procedure operative, strumenti, azioni e risorse concrete per poter ridurre al massimo i rischi ed i potenziali danni innanzitutto a persone, animali e cose, ponendo massima attenzione agli aspetti di informazione e formazione che dovranno coinvolgere tutta la popolazione, la Protezione Civile e le associazioni attive sul territorio, organizzando una struttura sempre più efficiente e soprattutto opportunamente formata sui rischi climatici ed una struttura efficiente e diffusa di monitoraggio e sorveglianza che permetta di intervenire tempestivamente con un sistema di allarme, attuando anche il “Piano di Emergenza Comunale” per fornire alle persone le misure minime di comportamento nelle situazioni di emergenza”

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