Gabrilele Subioaco

Quella del luna park a Terracina è una lunga storia che dopo decenni ancora non trova pace. Già nel 2012 l’allora Sindaco della Città affermava: “Dopo circa 35 anni di attività al porto, i Suffer proprietari delle storiche giostre estive di Terracina, su proposta dell’Amministrazione Comunale hanno accettato una nuova locazione decentralizzata, sita all’ingresso nord della città. Purtroppo, problemi tecnici e autorizzativi hanno ritardato la fine dei lavori, con relativa messa in sicurezza del perimetro del sito, e l’area non sarà pronta prima di luglio. Pertanto, si è convenuto, per quest’anno e per l’ultima volta, di allestire il Luna park nella zona portuale, seppure in uno spazio ridotto rispetto al passato.” Con l’intenzione della giunta Procaccini di non limitarsi a un trasferimento di giostre, ma di realizzare in quell’area un vero e proprio parco giochi per famiglie. Nel 2016, nonostante quanto affermato nel 2012, troviamo addirittura una nuova concessione demaniale (1° maggio-30 settembre) rilasciata dal Comune di Terracina TE100 REG 0489 REP 557 per l’occupazione da parte delle giostre dell’area demaniale di Stella Polare di 1350 mq. con tanto di planimetria e posizionamenti degli impianti. La storia va avanti per altri anni in regime di prorogatio fino a luglio 2020 quando arriva il sequestro del luna park Suffer effettuato dal personale del locale Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera – guidati dal Tenente di Vascello Emilia Denaro e del Commissariato PS, supportati dal personale della questura di Latina e dal Nucleo Speciale di Intervento del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, a seguito di un’autorizzazione illegittima rilasciata dal Comune di Terracina. Sequestro seguito da minacce da parte di uno dei gestori delle giostre a un investigatore della Guardia Costiera e con conseguente perquisizione nei confronti dell’indagato, nel corso della quale furono rinvenuti e sequestrati due fucili semiautomatici, uno dei quali senza ragioni nascosto all’interno di una carovana. Furono apposti i sigilli alle 33 giostre ed i proprietari e gestori furono deferiti all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di aver occupato arbitrariamente parte del demanio marittimo ovvero, di aver invaso un ambito demaniale in area portuale e di aver aperto un luna park in assenza delle prescritte autorizzazioni, ovvero sulla base di un’autorizzazione comunale rilasciata senza il prescritto parere dell’Autorità Marittima (Ufficio Circondariale Marittimo), il parere dell’Agenzia delle dogane, dell’Agenzia del demanio, in assenza dell’Autorizzazione paesaggistica e, dell’autorizzazione di Pubblica Sicurezza, relativa agli “spettacoli viaggianti”. Anche l’area – Piazza Stella Polare – dove erano posizionate le giostre, finì sotto sequestro. Contestate le violazioni degli articoli 1161 del codice della navigazione, 633 e 633 bis del codice penale e, 681 del codice penale in relazione all’art. 80 del TULPS. Subito dopo, frettolosamente, con Delibera di giunta comunale n.109 del 20 luglio 2020 l’Amministrazione comunale autorizzava, nonostante le proteste dei residenti, il trasferimento del luna park in via Leonardo da Vinci, in una nuova area privata destinata ad ospitare le giostre. Pochi giorni dopo però l’area veniva posta sotto sequestro preventivo dopo alcuni controlli (effettuati da Carabinieri Forestali, Guardia di Finanza sezione navale e Polizia locale) avendo presentato delle anomalie di carattere ambientale e urbanistico-edilizio. Arriviamo a quest’anno, il 2021, quando osserviamo l’esecuzione di lavori nella stessa area di via Leonardo da Vinci, sottoposta l’anno precedente a sequestro preventivo, area che apprendiamo essere di proprietà dei Suffer, lavori di bonifica e livellamento, per ospitare per la stagione estiva il luna park, autorizzati con Scia del 7.4.2021 rilasciata dal Comune di Terracina su un’area che tuttavia, leggiamo in un articolo riportato sul quotidiano Latina Oggi del 29 maggio, per lo stesso Comune sembrerebbe non idonea in quanto destinata da PRG a verde urbano. Qualcuno dovrebbe spiegare come è possibile che un Comune rilasci una Scia e contemporaneamente affermi che l’area non è idonea per quella attività. Come pure, al di là della Scia, ci chiediamo se sia stato rispettato il regolamento per il funzionamento della Commissione Comunale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo (CCVLPS) approvato con deliberazione del Consiglio comunale n.3 del 2.3.2020, in base al quale la Commissione Comunale di Vigilanza si sarebbe dovuta riunire per esprimere il parere (verbalizzato e sottoscritto) di conformità sul progetto del nuovo luna park, al fine di verificare le condizioni di stabilità, di pubblica sicurezza, di igiene e sanità, di prevenzione degli infortuni, accertare la conformità alle disposizioni vigenti in materia di incendi ed impianti elettrici, illuminazione, spazi di deflusso in casi di emergenza, visibilità delle scritte degli avvisi per il pubblico prescritti per la sicurezza e l’incolumità pubblica e tutte le altre prescrizioni previste per il corretto svolgimento in totale sicurezza di una attività di per se soggetta a rischi di un certo rilievo. Come pure è necessaria la presenza e la verifica di idonea documentazione tecnica illustrativa e certificativa, sottoscritta da tecnico abilitato direttamente o tramite apposita certificazione da parte di organismo di certificazione accreditato, redatta in base alla norma UNI EN 13814, che specifica i requisiti minimi necessari per garantire la sicurezza meccanica strutturale ed elettrica di “Macchine e strutture per fiere e parchi di divertimento”. Nonché l’applicazione delle misure di contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19 così come riportate nel decreto legge 22 aprile 2021, n. 52. La commissione, anche avvalendosi di esperti esterni, deve valutare tutti questi elementi, verificando l’idoneità della documentazione tecnica certificativa e sottoponendo l’attività ad un controllo di regolare funzionamento nelle ordinarie condizioni di esercizio e all’accertamento di esistenza di un verbale di collaudo redatto da professionista abilitato o da un organismo di certificazione. Tutto ciò è fondamentale anche ai fini del rilascio da parte del Comune del codice identificativo a seguito della presentazione del libretto delle attività e del Manuale d’uso e manutenzione, come previsto dal DM 18 maggio 2007 per tutte le attrazioni in esercizio. Ecco ci chiediamo se tutto ciò è stato o verrà fatto, se la commissione si è riunita, e se questo parere scritto è già stato o verrà rilasciato dalla CCVLPS e se è stata rilasciato un codice identificativo ed una regolare licenza all’attività in questione, ricordando che i parchi di divertimento, in quanto luogo di pubblico spettacolo e/o trattenimento, sono soggetti alla licenza di cui all’articolo 68 del T.U.L.P.S., previa verifica della Commissione di vigilanza ai sensi dell’articolo 80 del medesimo testo unico, mentre le singole attrazioni sono invece soggette a licenze ex articolo 69 T.U.L.P.S. Ora, fermo restando il fatto che gli indagati dovranno rispondere di quanto loro contestato sul piano penale dai PM riguardo alle violazioni e atti conseguenti al sequestro delle giostre nel luglio del 2020, è però evidente a tutti che in questi anni attorno a questo problema si sia solo tergiversato con soluzioni “estemporanee” e non idonee, visto che la vecchia collocazione su un’area demaniale in area portuale era assolutamente inopportuna essendo quell’area funzionale e dedicata alle attività portuali oltre che di competenza dell’Autorità marittima e non del Comune, considerata anche la destinazione che riserva a quell’area il nuovo PRP (Piano Regolatore del Porto) di Terracina attualmente in fase di approvazione. La nuova area di via Leonardo da Vinci sembra anch’essa molto problematica non solo per la destinazione d’uso ma soprattutto per le criticità legate alla viabilità, all’inquinamento acustico e alle questioni di sicurezza per i pedoni. Ha dichiarato Gabriele Subiaco, Co-portavoce Europa Verde Terracina:“A nostro avviso invece la soluzione c’è e da tempo, e non si capisce davvero perché si continui ad ignorarla, ed è quella di dare finalmente attuazione alla Deliberazione di Giunta Comunale n.198 del 26.04.2002, così come da ultimo modificata dalla DGC n.38 del 11.03.2019 che recepisce la legge nazionale 337 del 1968 che norma leattività degli spettacoli viaggianti, e che all’articolo 9 dispone che le Amministrazioni comunali individuino le aree disponibili per l’installazione di luna park o concessioni pluriennali allo spettacolo viaggiante e che i Comuni sono tenuti ad emanare un regolamento comunale che determini le modalità di concessione delle aree stesse, coinvolgendo le organizzazioni di categoria. Delibera 198 che individua un’area specifica di proprietà del Comune di Terracina da destinare ad attività circense e spettacoli viaggianti in genere, sita in via Ceccaccio località “San Martino”, distinta in Catasto al Foglio 208 mappale 245 (consistenza catastale mq 5.017), adiacente lo stadio comunale “Mario Colavolpe”. Quell’area opportunamente predisposta al fine di renderla fruibile e funzionale con interventi manutentivi e di adeguamento alla normativa vigente (e ce ne sarebbe stato tutto il tempo per farlo in questi anni…ne sono passati quasi 20!), ha tutte le caratteristiche in termini di spazi, sicurezza, requisiti acustico/ambientali, igiene e salubrità dei luoghi per poter ospitare questa tipologia di attività. Caratteristiche che devono essere assolutamente complementate con la corretta adozione da parte dei gestori della normativa di sicurezza a tutela della incolumità pubblica e relativa certificazione di qualità delle macchine e delle strutture impiegate che debbono essere accertate con esplicito parere scritto dalla Commissione Comunale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo (CCVLPS) ai fini anche del rilascio della relativa licenza, norme che, nonostante l’attenzione che su di esse pongono le associazioni di categoria ANESV (Associazione nazionale esercenti spettacoli viaggianti) e ANSVA (Associazione Nazionale Spettacoli Viaggianti e Affini), troppo spesso vengono disattese o superficialmente applicate da chi gestisce questi tipi di impianti, i cui rischi sono rilevanti, con le tristi conseguenze che tutti conosciamo e le inutili tragedie, spesso balzate agli onori della cronaca, a causa della negligenza nel rispetto delle stesse ancora più grave se si considera che i frequentatori di tali luoghi di intrattenimento sono spesso giovani e bambini”

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