Errani batterebbe Casini a Bologna

Errani e Casini

A Bologna la sfida tra la sinistra di Grasso ed il Pd premierebbe la prima: Errani, secondo i sondaggi, al maggioritario batterebbe Casini, il candidato della coalizione del centro sinistra. Questo signfica che si determinerebbero dei nuovi equilibri nell’ambito dei risultati, perché Casini è candidato con il Partito Democratico, Errani con Liberi e Uguali. Uno è di estrazione democristiana, l’altro di estrazione comunista. Dunque da quelle parti, come ha fatto notare Repubblica, si prospetta una “resa dei conti tra i dem e quei dirigenti (Bersani, D’Alema, Speranza) che dodici mesi fa hanno abbandonato il partito ritenendosi ormai del tutto non rappresentati dalla linea politica di Matteo Renzi”. La sfida è carica di attese anche  a livello nazionale e  ha creato disorientamento tra gli elettori interessati. Stando agli ultimi sondaggi di Sylla srl si delineerebbero sviluppi  che inquietano il Partito Democratico. I risultati infatti premierebbero Errani. In pratica all’ex governatore dell’Emilia Romagna andrebbe il 23% dei consensi, mentre a Casini andrebbe solo il 15,13%. A livello nazionale il sondaggio confermerebbe che “solo il centrodestra è in grado di raggiungere il 40% dei voti che,  se unita a un buon risultato nei collegi uninominali,  può determinare la maggioranza di seggi in Parlamento e la possibilità di costituire un governo senza ricorrere alle larghe intese”. Stando ad EMG la coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni sarebbe al 37,4%. Nel dettaglio: Forza Italia al 16,1%, la Lega al 13,9%, Fratelli d’Italia al 4,6% e la quarta gamba di Noi con l’Italia al 2,8%. Il centrosinistra sarebbe al 27,9%. In pratica il Pd al 22,8%, la lista +Europa di Tabacci e Bonino al 2,1%, Civica popolare della Lorenzin all’1% e Insieme è al 1,6%. Il Movimento Cinque Stelle, primo partito, sarebbe attestato sul 27,3% mentre Liberi e Uguali al 5,2%.  Potere al popolo, lista nata dall’unione di Rifondazione Comunista con alcuni movimenti radicati soprattutto nel meridione d’Italia, stando a Lorien Consulting, sarebbe al 2,4%. CasaPound è data all’1,9%.  Ma continua a risultare alta la percentuale degli italiani che si dichiara indeciso o che ha già deciso di non andare alle urne: sarebbe stimabile in un 40,5%.

 

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