Emergenza idrica, il consigliere Forte presenta un’interrogazione sulla gestione di Acqualatina

Pompe

I problemi di carenza idrica che interessano da tempo il territorio dell’Ato 4 non sono dovuti a siccità ma alla gestione assolutamente inefficiente attuata dalla società  Acqualatina, l’imputato numero uno delle persone che manifestano.  Il consigliere regionale del Partito Democratico Enrico Forte ha presentato un’interrogazione a risposta immediata al Presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori e all’assessore alle infrastrutture Fabio Refrigeri con la quale chiede l’istituzione di “una commissione di verifica  dell’intera gestione del bene pubblico da parte di Acqualatina a partire dal 2003 e sui fatti che hanno determinato l’interruzione di pubblico servizio, sulle modalità indiscriminate di tale interruzione verificando altresì la rispondenza del piano industriale con gli interventi effettivamente eseguiti e la correttezza di tutto l’operato sia nell’ordinaria amministrazione che nell’attuale fase emergenziale disponendo nel caso la nomina di un commissario ad acta per attivare le procedure atte ad assicurare la gestione completamente pubblica del servizio idrico integrato. A partire dal luglio 2016 si sono verificate interruzioni nella fornitura di acqua, interruzioni che da maggio di quest’anno sono ormai diventate permanenti. La società Acqualatina ha proceduto all’apertura e chiusura dell’erogazione senza alcun avviso oppure con avvisi non corretti riguardo agli orari mentre il servizio di emergenza e pronto intervento non sono di alcuna utilità visto che delle 13 squadre tecniche non c’è traccia. La carenza ormai permanente di acqua sta creando notevoli disagi anche economici e provoca gravissimi rischi sanitari per una collettività di 650mila persone che superano il milione durante la stagione estiva.La società nei vari comunicati stampa si giustifica adducendo come unica causa la siccità mentre il nostro territorio vanta la presenza di falde acquifere imponenti. Appare quindi necessario accertare le responsabilità circa una conclamata dispersione del 70% provocata da una rete fatiscente e gli interventi sulla rete attuati da Acqualatina nei suoi 15 anni di gestione del servizio idrico. Opinabile il comportamento della società anche sul fronte della trasparenza visto che di recente in risposta ad una richiesta di accesso agli atti presentata da un pool di avvocati che stanno avviando una class action contro il gestore Acqualatina afferma che i documenti richiesti non sarebbero di pubblico interesse e impegnerebbero per troppo tempo gli uffici distogliendoli da altro lavoro. Tutto ciò impone l’istituzione di una commissione di verifica sull’operato della società e l’avvio delle procedure per arrivare ad una gestione completamente pubblica del servizio idrico integrato.”

 

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